Winter is coming, Jon Snow no

Il freddo è arrivato ed è tra noi.

Sono già circondata da nugoli di catarrosi malati che sono stati abbattuti dal primo fresco. Per quanto mi riguarda, stamattina ho deciso che non uscirò più fino al 10 maggio. Data che reputo possa essere di temperamento e temperatura tiepida abbastanza per vivere. Dite che non posso rimanere a dormire fino a quel giorno? Maledetti complottisti e maledette lobby della cioccolata calda. Continua a leggere “Winter is coming, Jon Snow no”

giornate così

Ci sono sanvalentini e sanvalentini. Ci sono quelli festeggiati andando al cinema a vedere 50 sfumature di grigio, quelli festeggiati a letto con 50 sfumature di sesso, io lo festeggio a casa con 50 sfumature di mestruo. Può capitare. In effetti è forse la ragione principale che mi ha spinto a festeggiare la giornata con un tripudio di cioccolata e zucchero. Se non ci fosse stato il ciclo, probabilmente avrei passato il pomeriggio in altri 50 modi e posizioni. Poi, la pioggia. Una noia mortale, insomma, rotta solo dall’intenso aroma del cioccolato che si fondeva con il profumo delle arance che caramellavano.

Windsurfista non pervenuto. Qualcuno giura di averlo visto aggirarsi nei pressi del garage a togliere la mota dalla mountainbike.

Sono quasi le 19.00. Domani a quest’ora Anastasia, Christian, sanvalentino e sanremo saranno solo lacrime nella pioggia. Non disperate.

deprimenze autunnali o anche de profundis

La goccia che ha fatto traboccare il vaso della deprimenza di questo afoso lunedì di fine ottobre è una dolorosa contrattura alla coscia, che non mi permette di camminare in modo decente e che mi causa trilli di dolore e moccoli quando mi sdraio o mi alzo dal divano e dalla sedia. Ieri ho avuto i primi sospetti e oggi dannazione ne ho la certezza. Natalia La Russa, la mia allenatrice di sicura provenienza bolscevica, non potrà impartirmi la sua dose di esercizi sovietici conosciuti volgarmente come “aerobica”. Volevo riprendermi fisicamente da una tre giorni brussellese e da un fine settimana passato più che altro tra letto, cucina e 51 pollici. Niente, ho anche il vago sospetto che la contrattura sia stata causata da certe posizioni di letto che nulla hanno a che vedere con il riposo notturno e non so se piangere per questo o ringraziare un Windsurfista in evidente forma smagliante.

La verità è che mi sento vecchia, depressa e pure gonfia. Gonfia della vita che sto conducendo e gonfia di ritenzione idrica da SPM. Vecchia perchè rimango bloccata dopo una notte di sesso. Depressa perchè tutto mi sta deprimendo.

Il mio lavoro, il tempo, questa casa, il Sobborghino più morto che mai e l’erboristeria Isola Verde che non mi avverte che mi stanno per scadere i punti che mi darebbero il diritto al 30% di sconto su tutti i prodotti.

Mi stanno deprimendo la Leopolda, l’entusiasmo alla Leopolda, le cazzate alla Leopolda, le critiche alla Leopolda. Mi deprime il Carrozzone. Mi deprimono in particolar modo i maschi del Carrozzone. Mi deprime la lontananza di Mister X attualmente in Buthan in missione e beato lui, altrochè. Mi deprime il fatto che non ho un gatto, grazie al quale sarei meno depressa, e mi deprime il fatto che ultimamente a Bruxelles, sesso a parte, mi diverto più che in Italia.

Lo so, fra una settimana esatta la deprimenza defluirà con il ciclo ma, per ora, sta coscia bloccata la vedo zeppa di cellulite che lei e solo lei, la feroce Natalia La Russa avrebbe potuto sgonfiare a colpi di step. Non mi rimane altro che dar fondo alle ultime scorte di Ritter (sì, quella di Berlino, gelosamente custodita per momenti come il presente), al tè bancha e sperare nella magnanimità di un Windsurfista geisho che possa rimettere a posto, con un colpo da maestro,  la mia muscolatura.