conseguenze

Ieri alle ore 16.00 un perfetto sconosciuto si gettava sotto un treno per dar  termine ai propri giorni.

La conseguenza di quel gesto è stata che Ondalunga, il Windsurfista e decine di migliaia di altri sconosciuti sono sono rimasti alla stazione in attesa di un treno per più di 3 ore, qualcuno come la mia amica BB, anche 6. Con tanto di bambine abbandonate ad una tata il cui tariffario aumentava di ora in ora.

La pietas è svanita come il vapore che per il freddo usciva dalle bocche della gente e dell’umanità alla fine è rimasto solo il puzzo per la lunga serata sui binari, la fame, la sete e la pipì.

Comunque fanculo trenitalia e le tue 8 ore per rifar partire la circolazione. Fanculo il tuo unico autobus sostitutivo, dove, così si mormora, sono scoppiati disordini perchè i pendolari di 4 province hanno cercato di forzare la mano e di entrare tutti quanti e tutti nello stesso momento nello spasmodico tentativo di fuggire da S.M.Novella e arrivare a casa.

Noi, nel frattempo che  annunciavano ritardi di 190 minuti, siamo andati da McDonald, unico posto aperto per cenare e abbiamo visto un tizio che cercava di rubare al barrino un kinder bueno ma è stato beccato.

Tutti erano molto stanchi e molto arrabbiati. Soprattutto il Windsurfista che voleva tornare a casa a preparare valigia e tavola, che oggi parte per la prendere la perturbazione in Sardegna.

Gli stronzi hanno avuto anche il coraggio di annunciare lo sciopero che inizia alle 21 di oggi per finire domani alle 18.00. Perchè poverini, se lo meritano uno sciopero.

Sul treno stanotte pensavo che ci ho messo molto meno ad arrivare a Budapest. E che a Budapest è più facile muoversi con i trasporti pubblici.

Ho pensato anche molto alle conseguenze dei nostri gesti. E che la vita ha parecchio senso dell’umorismo, a volte poco comprensibile.

Là fuori la pioggia scendeva

Là fuori la pioggia scendeva..e ehm lasciamo perdere gli incipit poetici, solo che non sapevo come intitolare questo post. E’ che ho ricominciato la vita da pendolare e sono entrata in un nuovo team, per ora non definitivamente. Una nuova sfida, oh yeah. quindi casa lasciata a sé stessa, pasta madre orfana, un miracolo se riesco a trovare un’oretta per il fitness, addio piscina perciò, pile di panni, cucina frugale, e orrore e raccapriccio io e il Windsurfista prendiamo lo stesso treno. Di nuovo.  Spesso anche al ritorno. Ne conseguono svariati litigi su orari di sveglia, metodi di colazione, grandezza e peso della mia borsa. A parte tutti gli effetti collaterali sono contenta perchè faccio un lavoro veramente fico. Vediamo quanto durerà il mio innamoramento al lavoro fico.

Sul momento ho anche diverse idee per questo blog: chiuderlo per aprirne uno molto più sparluccicante, con fotone d’effetto, pagine sul lifestyle e non più anonimo. Fare insomma il salto di qualità. Oppure continuare con questo e migliorarlo. Non so, sono indecisa. Ci penso.

di treni, disastri e bei vestitini

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Giornata faticosa quella di ieri. FdC con un colpo di mano dei suoi è riuscita a ottenere due inviti per la sfilata del Polimoda di Firenze, organizzata in occasione di Pitti Uomo. Vi avevo detto che è appassionata di moda? Ora lo sapete. Devo dire che è molto proattiva e grazie alla sua proattività siamo riuscite a spacciarci per sedicenti “esperte di comunicazione e costume” di una società (prestata da un nostro amico comune) e quindi ci siamo trovate un posto sedute in prima fila nella zona dedicata alla stampa. Telefonino, blocchetto appunti, un paio di giornalisti toscani che conosco e che so non essere assolutamente consapevoli di quello che avevano davanti (vestiti) e che per tutta la durata della sfilata hanno sbadigliato, ridacchiato, dormito e di certo non hanno capito niente. Invece i ragazzi del Polimoda sono stati bravi e a noi alcune cose sono piaciute, altre meno, qualcosa ci ha entusiasmato.

A me hanno entusiasmato anche gli invitati, quelli del giro, e i loro vestiti. In generale i giorni di Pitti Uomo rendono Firenze molto pittoresca, che non fa mai male. La sfilata si è tenuta in una villa in centro sul Lungarno, posto da fiaba dietro l’angolo di via Palazzuolo che invece è il simbolo del degrado del centro storico fiorentino, un mix fashion & lercio che rendeva l’atmosfera post contemporanea e pregna di contraddizioni.

Il ritorno è stato drammatico, e non perchè indossassi un paio di tacchi, ma perchè lo sciopero dei treni che doveva finire alle 17.00 non è finito e si è protratto nel tempo e io sono arrivata al Sobborghino alle nove e mezzo di sera insieme a un Loredano stravolto anche lui, trovato tra i pendolari inferociti sparsi per la stazione alla ricerca di un mezzo di trasporto. Nella settimana di Pitti Uomo uno sciopero dei treni serviva davvero. Serviva anche il non rispettare l’orario dello sciopero e lasciare i pendolari a piedi. Ma questi sono i sindacati, l’Italia e e soprattutto Trenitalia .

Che tu possa fallire, maledetta. Scabbia a voi, che siate ricoperti di pustole del deserto, che vi venga la tigna e la rogna. Io vi odio e vi scatenerò addosso le fiamme  di Drogon o la fiatella del pendolare dopo 12 ore fuori casa. Vi detesto e vi auguro perennemente l’ascella degli utenti in corsa tra un binario e l’altro per salire sull’unico treno in partenza. E soprattutto: il Nord non  dimentica e i Lannister pagano sempre i loro debiti.

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fine della fine delle abitudini

Ancor prima di assaporare la rottura della routine ho capito una cosa: che il pendolarismo uccide qualunque idea. Ho perso ben due lezioni di tai chi prima perchè ero fuori per lavoro (non era proprio lavoro ma insomma ero fuori) poi perchè treno+sorte avversa+ complicazioni del momento rendono impossibile il mio arrivo in palestra per l’ora della lezione.

Perciò devo rassegnarmi ai corsi dell’ora di pranzo, che si sa sono corsi da ora di pranzo. (ossia zumba & C).

E’ ufficiale: il mio stile di vita non contempla la meditazione. Non c’è tempo.

A proposito, ieri in autogrill ho incontrato lei . E quando incontri una come lei la smetti di lamentarti per niente.

 

se il treno è cancellato un motivo ci sarà

Ore 16.00 di un lunedì rovente. La stazione brulica di zombie turisti, pendolari affranti, ondalunghe zoppe e con una bottiglietta d’acqua semivuota in mano.

Zoppe perchè inspiegabilmente ho un dolore tra il femore e l’anca. ( niente di grave mi sono incriccata, ieri poi facendo un certo movimento ho sbloccato le ossa con un paio di croc da film dell’orrore che mi hanno come per incanto risistemata). Mi sono trascinata alla stazione con le lacrime agli occhi e una vescica a carne viva sull’alluce frutto di un paio di zoccoli regalati dal suocero. Ho invece con me l’acqua perchè ascolto sempre i consigli del tg1.

Sul tabellone vedo che il mio treno è stato cancellato.

Mi sovviene che il prossimo sarà fra un’ora e il mio stoicismo abbattuto dalla sete, dal caldo, dal dolore alla  gamba e dallo zoccolo traditore mi abbandona per far posto a un’ira funesta che infiniti lutti inflisse a trenitalia.
Arrivo claudicante davanti a un treno che si ferma a Empoli, inutile cittadina che ha il vantaggio di essere stazione dove si fermano tutti i treni, e chiedo gentilmente al controllore se, visto che è stato cancellato il treno precedente, posso prendere quello e arrivata a Empoli prendere un treno che ritorna indietro di 5 km (sì cinque) e arrivare a Sobborghino. Lui, un viscido tombolo giovane ma già stronzo, mi risponde:- Sì ma deve pagare il tratto mancante-

– Scusi- rispondo io ancora gentile – Le ho chiesto apposta questa cosa perchè dato che avete provocato un disservizio in questo modo posso almeno in parte riparare- – Prenda quell’altro- mi fa lui. – E’ tra un ‘ora- – E allora aspetti- -Ma scusi- faccio ormai non più gentile- avete cancellato un treno, io le ho chiesto prima di poter fare 5 km senza pagare solo perchè voi avete causato un disservizio- – Se il treno è stato cancellato un motivo ci sarà- tronca lui.

A quel punto.

Caro signor Tombolo, lei e i suoi colleghi e il suo capo l’amminstrat.deleg.granfigl.diputt.Moretti prendete dalla Regione Toscana tanti ma tanti soldi per fare quello che in un paese civile dovreste fare come azienda.

Ah ah la Regione Toscana, siete ridicoli.

Ridicoli? Siete voi che fate schifo.

E a me fa schifo la Regione Toscana.

E a me Trenitalia e non sono la sola.

………..

E comunque voglio sapere il motivo della soppressione del treno

………….

Lo sapevo. Non esiste il motivo.

Il treno parte e con lui Tombolo l’Espositore di Fandonie, io mi reco claudicante da una giovane rossa con la maglia di Trenitalia e le chiedo, con l’ultimo scampolo di civiltà che mi rimane, perchè era stato cancellato.
Lei mi guarda e mi dice con aria rassegnata – Guardi, non è stato cancellato, fanno così per risparmiare sul personale e sulle macchine. Credono che essendo agosto meno gente protesterà- -Ma ma ma-faccio io- è un treno che serve pendolari, ma che soprattutto va a Siena, ci sono i turisti-  Alza le braccia: – A loro possiamo inventare sempre qualcosa e poi tanto se ne vanno-

Già, se ne vanno. Anche la mia speranza che trenitalia possa cambiare un giorno.

lo status di pendolare

Alla fine il destino ha voluto che pure il Windsurfista diventasse pendolare. Nella mia stessa tratta di treno. Scendendo una fermata prima per la precisione.

All’inizio entusiasmo e paura si mescolavano. Come farò con la pioggia? e con la neve? e con gli scioperi? e con l’invasione delle locuste? Sua madre, la sua cara mammina, ma pure quel cretino di mio padre a rinforzare la dose: eh, ci sarà freddo l’inverno, e come farai con il caldo? e la neve? e la pioggia di rane?

Io ascolto sbigottita, io che dal 2008 sono obbligata per sacirficio d’amore a fare questo schifo di vita, io che non l’ho scelta, io che mi sento dire dalle mammine altrui e dai babbini miei che mi lamento, io devo sentire tutte queste moine per uno che ora prenderà tutti i giorni un treno.

Non è che perchè lui è maschio e io sono femmina e devo portare ancora la cesta in testa? ho il sospetto che sia così.

Per parafrasare Orwell: tutti i pendolari sono uguali ma i pendolari maschi sono più pendolari degli altri.

La vendetta si è già compiuta: ieri treno regionale delle 18.16 composto solo da due carrozze. E’stata la prima prova trenitalia per il Windsurfista, mi aspetto ora quella di livello superiore: treno di due carrozze con aria condizionata rotta.