lo sbarco del tè

Ieri sera ero in Rinascente per controllare il prezzo di alcune palle natalizie. Palle fatte in Repubblica Ceca e non in Cina e rigorosamente di vetro. Non economiche, 6 euro e 50 l’una. Insomma mentre ero lì a smanettare con palle di vetro e a misurare metri di led rosse, il mio sguardo si è focalizzato su un banchino pieno di scatoline.

Sogno o son desta, o cosa vedono i miei occhi, lui , l’evanescente, costosissimo e irraggiungibile Kusmi Tea.

Voi direte embè? Embè niente, lo trovavo solo a Parigi, ultimamente a Milano. Ecco ieri è stato emozionante far finta di non conoscerlo e scroccare la degustazione. Ora sono indecisa se prenderne una scatolina o far finta di niente e continuare a bermi il tè che compro in Piazza Ghiberti. Che poi portare altro tè in casa potrebbere innervosire maggiormente un Windsurfista che considera tè “roba calda per malati”.

Il Kusmi Tea roba per malati. Potrei piangere.

Al limite per consumisti globalizzati.