Zero gradi di separazione

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un giorno qualsiasi di un anno qualsiasi di me a Bruxelles

Era giusto rimanere in silenzio per un poco. Ho lasciato trascorrere i giorni tra l’angoscia e la concitazione fino alle vacanze di Pasqua in un silenzio fatto di cani, mare e torte di riso della mamma.

Ho pensato a quella mattina, al fatto che ero alla stazione per andare in una cittadina toscana per un appuntamento di lavoro e su Twitter guardavo il fumo di Bruxelles e le notizie che mi arrivavano in diretta sul telefono. E’ logico che in quel momento la mia preoccupazione stava andando agli amici e colleghi che vivono in quella città. Non mi è passato per la mente neppure per un attimo che ci sarei potuta essere io in quella metropolitana, o all’aereoporto. Me lo ha ricordato un’amica che su Whatsapp mi ha chiesto:” dove sei?”. Continua a leggere “Zero gradi di separazione”

E’ più forte di me

Volevo chiudere. Volevo diventare seria. Volevo concentrarmi sulla mia crescita professionale, su blog commissionati, su progetti ambiziosi. Invece è più forte di me: ho bisogno di scrivere un diario cretino di tutte le assurdità che la vita mi regala.

Io ci ho provato, ve lo giuro. Pensavo che fare siti e scrivere contenuti per altri mi potesse far passare la voglia di scrivere idiozie. Al contrario, ne ho più voglia di prima.

Il punto è che nei blog/siti su commissione devo scrivere cose che non penso, non sento, non provo.  Qui invece se mi sveglio male posso dire a tutti voi  “Oddio un’altra giornata di cacca” e voi mi capite.

Mi mancavate. Questa è la verità.

Così, mentre questo raccapricciante anno si chiude vi aggiorno su un paio di cose.

  • a Natale ho mangiato tanti di quei tordelli che sarei dovuta morire per arterie bloccate e invece il giorno dopo la bilancia elettronica faceva 40.8 e perciò ho scoperto che i tordelli non fanno ingrassare e comunque son viva e vegeta
  • la mia nuova ginecologa è una tipa bionda, che fa le visite sui tacchi e mi dice che i mariti quando sono a casa da lavoro danno solo fastidio; io con la mia nuova ginecologa potrei uscire a fare serata di sole donne ma non so se questo è bene o male
  • il Windsurfista ha una costola incrinata e ciondola lamentandosi che non può andare in bici
  • stiamo tutti soffocando per lo smog anche nel Sobborghino

E allora tanto saluti da me e il fidato Oregon, il pino made in China di 180 cm che in questi giorni comanda nella mia casa di 38 mq . Ci rivediamo presto, molto presto.20151219_114429[1]

 

 

 

così così

Avrei voluto scrivere qualcosa di leggero, come sempre del resto in questo blog che per scelta mia vuole rimanere un posto leggero dove raccontare in modo altrettanto leggero la realtà che mi circonda. Che è il modo in cui affronto le mie piccole e grandi tragedie quotidiane, con ironia e tanta resilienza. Ma ci sono quei momenti che pesano come macigni, che sono colpi allo stomaco così forti da levarti il fiato per parlare e la lucidità per pensare.

E questo è uno di quei momenti. Non mi vengono fuori le parole, solo quelle per esprimere il mio sollievo  perchè chi conosco e vive là, sta bene ed è al sicuro. Ma potevano essere tra i morti, ci potevo essere io, ci poteva essere uno qualsiasi di voi.

Ho studiato i fenomeni del terrorismo all’università, li ho studiati bene, era una delle strade che avrei voluto percorrere (entrare in comitati di studio sul terrorismo non fare il terrorista, precisiamolo), e certe dinamiche sono così note, così sempre le stesse che mi arrabbio ancora di più per l’incompetenza, l’incapacità e a volte l’impotenza di chi dovrebbe proteggerci dall’odio cieco e irrazionale di chi compie queste azioni. Non voglio fare nessuna lezione e tengo per me le mie opinioni.

E niente, non c’è molto altro da dire ora. Solo che dovremmo aspettare qualche giorno per riprendere con leggerezza la nostra preziosa quotidianità. Io mercoledì parto per Budapest per 4 giorni di attività politica e 2 da turista con il Windsurfista che mi raggiungerà venerdì sera -romantico non trovate?-. Mi sto sforzando per trovare la voglia, la forza e il coraggio di continuare la mia vita liberamente. La leggerezza, quella tornerà prima o poi, magari in uno degli abbracci dei miei amorosi nipotini o nelle feste del mio cane, nelle luci natalizie che tra poco illumineranno le nostre città. Che sono belle, sono preziose, sono meravigliose in tutte le loro contraddizioni. Non dimentichiamocelo mai.

Non sei sola nel Sobborghino, mai.

Ieri mattina miracolosamente ero a casa. Avevo deciso di andare in piscina, dato che è da fine settembre che non vado più e da troppo tempo non faccio attività di fitness se non il walking durante il fine settimana e qualche esercizio di pilates. Risultato: il collo torto, spalla sinistra dolente, nervosismo e ansia non scaricata. Quindi ho preso la mia bicicletta e sono andata.

Nel bel mezzo del nulla, o se volete a metà del percorso, la catena si incastra e rimango a piedi. Moccoli, bestemmie, maledizioni e pianti non mi sono serviti a ripartire perchè la catena si era ben ben incastrata e non semplicemente uscita come a volte accade.

Se fossi stata a Firenze mi sarei fatta il tragitto mesta mesta a casa. Ma nel Sobborghino e dintorni tu non sei mai sola. Decine di persone seguono ogni tuo movimento, sanno quando esci, quando torni, le tue abitudini ma non necessariamente ti seguono per farti a pezzi e buttare i tuoi resti nell’Arno. Di conseguenza non ho fatto in tempo a fare 2 metri che avevo due volenterosi omini che si sono offerti di aiutarmi. Che poi è andata così: -Oh-gridano dalla strada- ‘un ce l’hai fatta a risistemà la hatena?- – No, la s’è inhastrata di molto bene- – Aspetta he la si vien costà-

E così in tre siamo riusciti  a sistemare la bici. Ovviamente mi hanno detto che non era abbastanza oliata, che c’èra da togliere la ruggine e mille altre cose, ma sono stati davvero carini. Inutile dire che intorno c’erano già altre 5 persone che, annoiate dello spettacolo degli operai a risistemare gli argini del fiume, erano accorsi per guardare noi. Ho pensato perciò che anche nel bel mezzo di una strada di campagna ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarmi senza avere intenzioni da killer seriale e questo è abbastanza rassicurante. Certo, mai pensare di potersi fare gli affari propri, questo no, ma sono disposta a scendere a piccoli compromessi.

Ora scusatemi, devo andare al mercato a comprare la verdura. E’ tardissimo e son sicura che saranno già tutti preoccupati di non vedermi.

Là fuori la pioggia scendeva

Là fuori la pioggia scendeva..e ehm lasciamo perdere gli incipit poetici, solo che non sapevo come intitolare questo post. E’ che ho ricominciato la vita da pendolare e sono entrata in un nuovo team, per ora non definitivamente. Una nuova sfida, oh yeah. quindi casa lasciata a sé stessa, pasta madre orfana, un miracolo se riesco a trovare un’oretta per il fitness, addio piscina perciò, pile di panni, cucina frugale, e orrore e raccapriccio io e il Windsurfista prendiamo lo stesso treno. Di nuovo.  Spesso anche al ritorno. Ne conseguono svariati litigi su orari di sveglia, metodi di colazione, grandezza e peso della mia borsa. A parte tutti gli effetti collaterali sono contenta perchè faccio un lavoro veramente fico. Vediamo quanto durerà il mio innamoramento al lavoro fico.

Sul momento ho anche diverse idee per questo blog: chiuderlo per aprirne uno molto più sparluccicante, con fotone d’effetto, pagine sul lifestyle e non più anonimo. Fare insomma il salto di qualità. Oppure continuare con questo e migliorarlo. Non so, sono indecisa. Ci penso.

palloni o boe?

Vado in piscina e trovo le corsie affollate. Mugugnando, cerco di capire il perchè e vedo che due sono “riservate”. Mentre sono a macinare vasche, la mia cuffia a forma di squalo con antenna sensibile incorporata alla pinna, lancia il segnale -Attenzione attenzione rilevata alta concentrazione di testosterone-

Tiro su la testina e vedo alcuni giocatori dell’Empoli Calcio che stanno per entrare in vasca. Ma vedi te che riservano due vasche perchè questi pallonari si devono aggiustare le ginocchia, penso. Oddio, per bellocci son bellocci, fisici allenati, qualcuno statuario, tatuaggi più abbondanti dei peli. Donne che nel frattempo bevono acqua clorata perchè distratte da tutti quei corpi atletici, che se lo avessero saputo si sarebbero presentate in modo più decente. Di certo non con costumi interi e cuffie a forma di squalo.

La distrazione finisce quando l’allenatore aggancia a tutti il salvagente di polistirolo, quella cosa ridicola che si mettono le signore che non sanno nuotare per fare acquagym, e poi tutti  quanti cominciano a galleggiare come paperini goffi in acqua.  Tutta la magia testosteronica è finita così, con quella ciambella di salvataggio. Torno con la mente ai miei esercizi di fisioterapia con la carrucola e sardonicamente  ghigno pensando che allora non sono solo io sono un catorcio e che comunque, carrucola o no, ero sempre in grado di nuotare, mica come loro . Insomma, più che il pallone questi mi hanno fatto venire in mente delle boe.

Sono tornata a fare le mie vasche e sul volto dei nuotatori maschi ho visto aleggiare sorrisini di rivincita oltre ad assistere improvvisamente a parecchie virate eseguite alla perfezione.