dormire dolce dormire

C’è stato il terremoto. Anche stanotte, dico. Epicentro a una quindicina di km dal Sobborghino, intensità della scossa più grossa 3.5 scala Richter. Lo hanno sentito tutti, anche chi giaceva con me in quel momento.

Io no. Io non mi sono svegliata nemmeno con una scossetta di terremoto. Ho l’atroce dubbio di essere una potenziale candidata a rapine notturne  o a morte causata da  qualche catastrofe naturale, tutto per colpa del mio sonno pesante. Comunque ho sognato di essere in guerra, che bombardavano le case e che tremavano le pareti. Forse il terremoto l’ho effettivamente sentito ma non sono riuscita a svegliarmi.

Tutto ciò è lievemente angosciante. Non il fatto che io dorma così tanto, ma il terremoto. O anche il fatto che io dorma così tanto. A scanso di equivoci  ho convinto il Windsurfista a non chiudere la porta con le solite 47 mandate di chiavi. Di certo dormirò più leggera sapendo che in caso di una scossa forte non debba cercare per tutta la casa un paio di chiavi per uscire. Tanto tutta questa criminalità io al Sobborghino non la vedo.

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chi ben comincia

Ho iniziato l’anno lavorando la metà del solito e dormendo il doppio. Mi ritengo soddisfatta e se non fosse stato per qualche acciacchetto fisico che mi sono trascinata dal famoso pomeriggio del 31 dicembre 2011 sarebbe stato un inizio d’anno senza sbavature. Il record l’ho battuto la notte della befana. Sono andata a dormire alle ore 22.15 del 5 gennaio per svegliarmi ( non alzarmi ma SVEGLIARMI) il 6 alle ore 10.30. 12 ore ininterrotte di sonno. Una long sleeper in formissima.

Non ho fatto niente altro. Attività fisica ridotta al minimo per qualche passeggiata e attività lavorativa minima per non avere i sensi di colpa, dato che eh eh eh eh eh eh eh eeeeeeeeeeeeeeeeeeh il 15 parto per andare a sciare una settimana (grazie groupon e ancora grazie).

Nel frattempo il Windsurfista ha cambiato il frigorifero. Tralasciando che una sera sono tornata a casa dall’ufficio e ho trovato la devastazione post tsunami, più presenza di suocero, direi che la cosa si è risolta in modo indolore nonostante il Windsurfista fosse molto preoccupato. Di sicuro è che adesso non c’è più quell’orrendo rumore di sottofondo e il formaggio non ammuffisce. Non è poco.

Ieri mattina ho scoperto che i tarli si stavano mangiando il prezioso antico scrittoio del Windsurfista, non mi sarei preoccupata più di tanto (quella scrivania infatti mi fa schifo) ma sopra c’è appoggiato lo schermo e perciò l’ho avvisato indicandogli, dal divano dove ero faraonicamente sdraiata, le gambe mangiucchiate con tanto di polverina sul pavimento. Al Windsurfista è venuto un colpo e con la scusa di passare da decathlon per vedere se ci fosse stato bisogno di cose per lo sci mi ha trascinato da obi per prendere l’antitarlo. Stamattina era già ad armeggiare con la siringa e il pennello. Vedremo, le lotte del Windsurfista contro gli insetti sono sempre molto avvincenti. Non si sa mai chi vince.

(Comunque da decathlon ci siamo comprati: una  specie di micropiumino da mettermi sotto la giacca a vento e in questo modo conto di utilizzare quella più leggera che mi lascia più libera nei movimenti, un paio di calzini sottili sottili ma termici e un proteggi collo in pile. Per il resto ho la mia salopette da sciatore stile Gigirizzi spiccatamente anni ’80 che ancora non viene scalfita dall’usura e dal tempo e che trovo molto più comoda di quelle tutone da astronauti che circolano ultimamente. E naturalmente non vedo l’ora di andare)