Non sei sola nel Sobborghino, mai.

Ieri mattina miracolosamente ero a casa. Avevo deciso di andare in piscina, dato che è da fine settembre che non vado più e da troppo tempo non faccio attività di fitness se non il walking durante il fine settimana e qualche esercizio di pilates. Risultato: il collo torto, spalla sinistra dolente, nervosismo e ansia non scaricata. Quindi ho preso la mia bicicletta e sono andata.

Nel bel mezzo del nulla, o se volete a metà del percorso, la catena si incastra e rimango a piedi. Moccoli, bestemmie, maledizioni e pianti non mi sono serviti a ripartire perchè la catena si era ben ben incastrata e non semplicemente uscita come a volte accade.

Se fossi stata a Firenze mi sarei fatta il tragitto mesta mesta a casa. Ma nel Sobborghino e dintorni tu non sei mai sola. Decine di persone seguono ogni tuo movimento, sanno quando esci, quando torni, le tue abitudini ma non necessariamente ti seguono per farti a pezzi e buttare i tuoi resti nell’Arno. Di conseguenza non ho fatto in tempo a fare 2 metri che avevo due volenterosi omini che si sono offerti di aiutarmi. Che poi è andata così: -Oh-gridano dalla strada- ‘un ce l’hai fatta a risistemà la hatena?- – No, la s’è inhastrata di molto bene- – Aspetta he la si vien costà-

E così in tre siamo riusciti  a sistemare la bici. Ovviamente mi hanno detto che non era abbastanza oliata, che c’èra da togliere la ruggine e mille altre cose, ma sono stati davvero carini. Inutile dire che intorno c’erano già altre 5 persone che, annoiate dello spettacolo degli operai a risistemare gli argini del fiume, erano accorsi per guardare noi. Ho pensato perciò che anche nel bel mezzo di una strada di campagna ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarmi senza avere intenzioni da killer seriale e questo è abbastanza rassicurante. Certo, mai pensare di potersi fare gli affari propri, questo no, ma sono disposta a scendere a piccoli compromessi.

Ora scusatemi, devo andare al mercato a comprare la verdura. E’ tardissimo e son sicura che saranno già tutti preoccupati di non vedermi.

dormire dolce dormire

C’è stato il terremoto. Anche stanotte, dico. Epicentro a una quindicina di km dal Sobborghino, intensità della scossa più grossa 3.5 scala Richter. Lo hanno sentito tutti, anche chi giaceva con me in quel momento.

Io no. Io non mi sono svegliata nemmeno con una scossetta di terremoto. Ho l’atroce dubbio di essere una potenziale candidata a rapine notturne  o a morte causata da  qualche catastrofe naturale, tutto per colpa del mio sonno pesante. Comunque ho sognato di essere in guerra, che bombardavano le case e che tremavano le pareti. Forse il terremoto l’ho effettivamente sentito ma non sono riuscita a svegliarmi.

Tutto ciò è lievemente angosciante. Non il fatto che io dorma così tanto, ma il terremoto. O anche il fatto che io dorma così tanto. A scanso di equivoci  ho convinto il Windsurfista a non chiudere la porta con le solite 47 mandate di chiavi. Di certo dormirò più leggera sapendo che in caso di una scossa forte non debba cercare per tutta la casa un paio di chiavi per uscire. Tanto tutta questa criminalità io al Sobborghino non la vedo.

nuovi abitanti

Ieri pomeriggio, un tramonto mozzafiato.

DSC_0508

Stamattina brina sui prati. La Natura non smette mai di meravigliarmi, neppure durante l’inverno. Lungo il torrente diverse specie di anatre, pettirossi, allodole e altri uccellini si godono l’aria frizzante e poi mentre io arranco nel mio allenamento mi sfreccia davanti lui: veloce, maestoso, bellissimo: un martin pescatore. Blu e rosso, il becco lungo. Non ne avevo mai visti, se non nei documentari, e mi sono commossa. Non sono purtroppo riuscita a fargli una foto, ma ho intenzione di partire per un’esplorazione fotografica nei prossimi giorni. Intanto per darvi un’idea di quanto sia bello il martin pescatore eccovi una foto didascalica.

martinpescatore2

Trovo meraviglioso che sotto casa ci siano così tante specie di animali, anche rare. Ogni volta che vedo un animale selvatico mi tornano l’ottimismo e la speranza e mi vien da pensare che forse ancora non tutto è perduto.

ultime nuove dal Sobborghino

E’ tempo che vi aggiorni sulla vita nel Sobborghino, non lo faccio da molto e invece mi accorgo di quanto potrebbe essere interessante disseminare notizie sulla vita dei piccoli agglomerati urbani toscani.

a) c’è la politica nel Sobborghino. La Sindaca uscente non può ricandidarsi, scaduto il secondo mandato, e quindi sono partite le frenetiche operazioni pre-voto, a cui la sottoscritta non ha partecipato, o almeno non ancora, per mancanza essenzialmente di voglia e perchè presa da altre ben più difficili campagne elettorali. Dunque ci sono state le primarie del PD dove un giovane assessore uscente renziano si è confrontato con un altro giovane dell’apparato , non ho capito se renziano o no, ad ogni modo ora son tutti renziani ma vabbè. Dopo il voto- effettuato nei circoli e nelle case del popolo della zona- pare siano emerse irregolarità. Per chi per come per cosa perchè non è dato sapere, ma i due candidati sono venuti alle mani e ora non si parlano più. Uno infine ha fatto un passo indietro, credo, insoma ad oggi non si capisce cosa Ondalunga voterà, e infatti sto pensando di metter su una lista civica tanto per dar fastidio uah uah uah.

b) c’è del marcio al Sobborghino. Il nostro condominio è stato preso di mira da due bimbiminkia che sono entrati in cortile per cercare di rubare biciclette e altro. Li abbiamo sgamati, io per prima che come la signora Kravitz di Vita da Strega non mi faccio mai gli affari miei; il Windsurfista ha pure trovato uno schermo di pc che avevano rubato e poi abbandonato nel campo adiacente forse sentendosi braccati. Questi due erano già venuti un paio di settimane fa, cappuccio della felpa firmata a coprire il volto e aria strafottente. Peccato che la loro stupidità non gli consenta di diventare bravi criminali, oltre che nel futuro di combinare alcunchè di buono per sè stessi e la società.

c) c’è crisi al Sobborghino e io ho provato una nuova parrucchiera perchè il mio, per quanto bravo e fiko , è davvero troppo costoso. Così sono entrata da una ragazza che ha un negozio suo e mi sono trovata benissimo. A saperlo avrei risparmiato cifre. Colore semipermanente molto bello e un taglio perfetto rispettivamente a 12 e 14 euro. Poi è carina, simpatica e il posto brilla per ordine e pulizia. Promossa con lode e pace per il parrucchiere delle dive, almeno con lei non devo prendere appuntamento 20 giorni in anticipo e posso decidere anche di aggiungere o levare un trattamento una volta lì.

d) c’è la primavera al Sobborghino e con lei le rondini. Ce ne sono moltissime e di diverse specie. Fanno i nidi sempre nei soliti posti e non è difficile vedere sulla soglia delle case il guano, ma il bello è che nessuno si lamenta e anzi sono tutti felici di avere delle rondini che nidificano sui propri tetti. E io preferirei pulire guano che trovare api morte. Qualcuno nelle vicinanze deve avere anche una bat-box perchè ci sono due pippistrelli che ogni tanto la sera svolazzano alla ricerca di cibo. I gatti cominiciano a girovagare e dormicchiare ovunque e ho rivisto in giro il vecchio gattone soriano, un enorme animale, non castrato naturalmente, pieno di cicatrici e immagino grande inseminatore del circondario.

Ci sono poi una deliziosa fioraia da cui acquisto piante; due fanciulle che gestiscono una meravigliosa erboristeria; una pasticceria per intolleranti al glutine; i dentisti in franchising da cui ci serviamo io e il Windsurfista e dove lui ha una fan; due comitati elettorali sempre aperti; un centro culturale pieno di ragazzi; un famoso artigiano della ceramica che dipinge le sue opere per la strada; e un vecchietto gobbo che indefesso coltiva il suo pop-ort.

Loredano e gli impollinatori recidivi

Il Windsurfista giorni fa mi telefona. – Ondalunga, il postino mi ha detto che ha lasciato un pacco per me- – Quale pacco? Non c’è nessun pacco e tanto meno l’ombra di un postino, maledetti tutti loro non ricevo più le mie copie di Vanity Fair da mesi- Il tono del Windsurfista si fa allarmato- Deve esserci un pacco. Lo hanno lasciato-  -A me no. Informati- Clic.

Il Windsurfista richiama ed è imbufalito – Hanno sbagliato indirizzo. Lo hanno depositato da qualche parte a Firenze- -Spero niente di prezioso- -Il mio telefono nuovo dannazione- Clic.

Dopo alcuni giorni di tormento quotidiano, parolacce e insulti alla sorte e alle poste, una mattina ritelefona il Windsurfista e mi dice che il pacco sarebbe stato consegnato, che c’era stato un errore. Di lì a poco il Postino suona. Due volte, lo giuro. Quando scendo trovo un giovane hipster vestito da postino che mi aggredisce ruggendo che sul pacco c’era un indirizzo sbagliato. No, a parte che non sono stata io a scrivere l’indirizzo, ma dove sono finiti i postini che incontrava Jessica Lange?. Il giovane postino-hipster aggiunge : -E’ anche fortunata che siamo riusciti a trovarlo- Capisco che sono di fronte al nuovo processo di privatizzazione che include un diverso tipo di marketing e di gestione del cliente. Controllo il pacchettino e  in effetti c’è scritto, in calcetto, un nome che non è quello del Windsurfista. Un nome meraviglioso, fantastico, evidentemente partorito da una mente fantasiosa: Loredano.

Io di Loredano mi innamoro subito, del nome intendo. In Loredano c’è qualcosa di benaugurale, di divertente, demenziale e assolutamente adatto al Windsurfista in certi momenti.

Loredano sta vivendo momenti difficili: gli smarriscono i pacchetti, il vento cala quando monta le vele, suo padre gli lascia un orrendo dolce da mangiare a colazione ma soprattutto ha di nuovo problemi con la campagna.

Gli impollinatori sono di nuovo alla ricerca di un rifugio sul nostro terrazzo e nel nostro mobile di legno. Di tutti i terrazzi e i mobili Ikea dei dintorni, questi insetti molesti hanno deciso di voler il mobile di Loredano. Non è bastato tappare tutte le fessure, no, loro desiderano quel mobile e basta.

Loredano, stanco, ha deciso di ritirarsi dalla battaglia contro l’esercito di imennotteri. Lo capisco. Però dobbiamo trovare una soluzione. Si sta spargendo la voce tra di loro infatti,  ne ho visti alcuni ieri che non mi sembravano né bombi né api, chissà che razza di impollinatori erano.

Di certo, dei recidivi.

 

 

se la fine

Stamattina, mentre mi stavo avviando verso la stazione con la testa rivolta alle faccende di lavoro, un furgone dell’unica ditta di imprese funebri del Sobborghino condotto dal suo titolare, un tale preciso sputato a Mr Magoo, mi ha quasi investito.

Anziché vedere il solito film della propria vita io ho cominciato a pensare cose tipo “i vecchi in questo paese sotterreranno tutti coloro che hanno meno di 60 anni” ” certo, che fine poco avventurosa e romantica” “se non altro contribuisco all’economia del Sobborghino” ” finalmente potrò dormire quanto voglio” “ora capisco come mai questo tizio ha fatto i soldi”. Invece Mr Magoo si è fermato in tempo, colpito forse dal rosa fucsia della mia cartella e tutto si è risolto con un “non l’avevo vista” e un ” male, vorrei capire le modalità di rinnovo delle patenti ai centenari”.

Ci pensate? Uccisa da un impresario funebre decrepito. E’ la giusta chiusura di una settimana infernale, di un periodo molto più infernale. E’ la grottesca conclusione di un percorso che sulla carta sembrava esaltante e che si è trasformato nella drammatica caricatura di sè stesso. E’ la fine di un progetto e dell’idea di un progetto. Ma Mr Magoo, parcheggiato il suo furgone in divieto di sosta, non pare minimamente interessato alle mie vicende, perchè mai dovrebbe esserne a conoscenza? Inoltre perchè penare? La sua impresa non conoscerà mai crisi e il giorno in cui lui stesso lascerà questo triste triste mondo non dovrà nemmeno porsi il problema di come pagarsi il funerale.

Io, al contrario, sono costretta a pensare al funerale di domani, dove nel migliore dei casi sarò tra i defunti e nel peggiore tra quelli  costretti a pagare le spese della cerimonia funebre. Spero solo che duri tutto molto poco e che il buffet sia decente.

gente di campagna

Ci sono periodi in cui la mia debole tolleranza verso il genere dell’umana stupidità si trasforma in odio feroce. Tipo in questi giorni.

Il mio odio feroce va a:

voi gente che si compra la villetta a schiera in piena campagna e taglia tutti gli alberi e tutti i pini che c’erano da 50 anni perchè “sporcano e fanno foglie”.  Voi siete gente non da campagna ma da spianata di cemento, da smog e aria irrespirabile e da frana di fango

voi che abitate al piano terra di un condominio affacciato sul verde e sul nulla, che volete “ammazzare tutti i gatti del circondario in particolare quelli dei vicini”, rei di graffiarvi paraventi di legno che vi proteggono dalla vista di chi non si sa e di scavarvi buchette in vasi di piantine rinsecchite. Voi non siete gente di campagna voi siete gente che meritate soltanto mosche, cagate di piccione sulla testa, scarraffoni sul pianerottolo e ratti davanti alla porta. A voi auguro che un rave di pantecane si riunisca su quel terrazzino squallido che pretendete libero da gatti, pippistrelli, api, farfalle, ma probabilmente anche da tutte quelle creature che abitavano lì prima di voi, e che a questo rave sia invitato quel deficiente di bambino obeso che vi ritrovate e che ieri andava a caccia di gatti con un bastone.

grandi passi

Un bel giorno nella cassetta della posta di Ondalunga arrivò la seguente lettera: “Ondalunga non fare la furba. Sappiamo, grazie al censimento, che vivi con tale Windsurfista  al Sobborghino, pensavi di scroccare i nostri servizi senza versare un centesimo? Vieni subito a costituirti ,avanti marsch!”

Arrabbiatissima telefono al Windsurfista: “che vuole da me il Sobborghino? io sono donna  di mare giammai che piglio residenza qui senza una motivazione valida”.

Lui riflette e poi sentenzia: “a parte l’orgoglio apuano e l’odio per i vecchietti del pop ort cosa ti spinge a mantenere la residenza in  Apuania?”. Niente in effetti.

Così stamattina ho fatto il grande passo. Dopo 12 anni di lontananza da Apuania ho definitivamente tagliato le radici e sono diventata cittadina di un Sobborghino, pittoresco dormitorio alle pendici di Firenze.

Il passo è stato grande e mi è costato parecchio. Infatti mi è venuta la tallonite e per una settimana devo starmene ferma e buona e dimenticare passeggiate, palestra, zumba, sketchers, tacco 12 e chilometri a piedi carica di borse e documenti.

Se non altro quando arriveranno i gendarmi a controllare mi troveranno in casa.