autunni

Questo autunno precoce mi rende nervosa. Mi rende nervosa anche la follia di certa gente che si presenta alla stazione con scarponcini timberland e piumino per due gocce d’acqua. Ma come faranno quando dai 21 gradi si passerà ai meno dieci?

Nel frattempo ho instaurato un duello a distanza e vado avanti a colpi di mandibola.  Per l’occasione mi sono comprata Iconic di Dior e  ne sono entusiasta.

Se il gioco si fa duro mi procuro anche un Dior Addict Extreme. E’ un’arma letale.

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zanzare, treni e gomme da masticare su rossetti

Da ieri sulla mia faccia ci sono tre pizzate di zanzare. Ebbene sì, non parlo di brufoli, ho studiato attentamente le tre bollicine rosse, sono le zanzare maledette resuscitate dopo la morìa di quest’inverno. Invisibili e molteplici, tediose quanto furbe, e dato che in casa non c’è ombra di suddetti insetti ne ho dedotto  che mi hanno assalito in ufficio o in treno. Credo in treno in effetti, spesso infatti cado in uno stato di coma pietoso e ringrazio che siano solo zanzare e che ancora nessuno mi abbia derubato di tutto.

Ieri mi è anche successa una cosa tremenda. Sono giorni che giro come una trottola per la regione e facilmente vengo presa dalla distrazione, quindi ho dimenticato di controllare che in borsa la scatolina delle gomme da masticare non si aprisse e rovesciasse il suo contenuto. Cosa che puntualmente è avvenuta. E non è avvenuta in una borsa scrausa, no è avvenuta in una borsa pagata una cifra abbstanza notevole. Ma non solo. Due gomme si sono infilate nella taschina laterale dove metto cellulare e rossetto. Con il caldo di questi giorni si sono sciolte e quando ieri sera ho preso il cellulare l’ho trovato appiccicato a una gomma che a me pareva masticata, incollata per metà allo schermo, una parte sul collegamento della batteria mentre il restante bolo era appiccicato al mio rossetto Chanel.

Mi è venuto da piangere.

Il telefono è uno schifo e sto cercando di pulirlo con il vetril, mentre il rossetto è irrimediabilmente rovinato e quando me lo passo sulle labbra sembro una pazza che si passa un rossetto con appiccicato un residuo di gomma.

Quante probabilità c’erano perchè potesse succedere una cosa del genere? La divinità o il caso hanno uno spiccato senso dell’umorismo? O io sono un polo attrattivo di sfighe tristi e inutili? A voi è mai successo che una gomma si appiccicasse al telefono?

In passato era accaduto che mi trovassi gomme:

sotto un piede nudo sulla spiaggia d’estate (il padrone della gomma sarà oramai cadavere per gli accidenti che gli ho mandato)

sui capelli al liceo ( l’autore del gesto si è trovato una versione di latino sbagliata a un compito in classe e così impari a chiedere versioni a compagne con capelli che rimangono attaccati a gomme che tu per divertirti appiccichi sulle loro teste)

in bocca al mio cane che l’ha masticata per ore

sulla schiena al mio gatto Matisse (a levarla c’è stato da ridere)

sotto svariati banchi di tutti i luoghi dove si è consumata la tragedia della mia istruzione

nei vasi della sede del Carrozzone

poi non mi vengono in mente altri luoghi ma è chiaro che ce ne saranno.

Comunque le odio, e comunque amavo il mio rossetto Chanel.

disintossicarsi

Sabato ho deciso che volevo disintossicarmi da faccende lugubri e da una politica molesta. E’ caduto a fagiuolo un invito, pervenutomi tramite posta tradizionale, all’inaugurazione del nuovo store di Twin Set. Perchè non andarci dunque? Per l’occasione ho spolverato il mio bauletto e ho tirato fuori i miei stivali nuovi, mi sono vestita in modo decente e sono partita alla volta di un posto pieno di donne ciangottanti, di fanciulle in fiore, di vestiti davvero belli.

Ho subito avuto la certezza che gli anni ’20 quest’anno la faranno da padrone. Lustrini, vita bassa e piume per intenderci. Un’altra certezza che ho avuto è che non credo che avrò occasione di indossare un vestito del genere a meno che qualcuno decida di invitarmi a una festa supervippara. Il vagare tra chiffon e trasparenze mi ha infine trasmesso voglia di estate e una volta uscita da lì mi sono diretta da HM dove avevo adocchiato un vestito.

In realtà lo avevo adocchiato a Milano durante quei 30 minuti di passeggiata in corso Buenos Aires e improvvisamente mi ha assalito il terrore che non sarei riuscita nemmeno a provarlo. Il capo in questione è un abitino in pizzo elasticizzato, colori disponibili: bianco, ecru e azzurro carta zucchero. Ho optato per il bianco. E ho capito subito che se il Windsurfista decidesse di sposarmi avrei già l’abito. Avrei l’abito anche se qualcun altro decidesse di sposarmi su due piedi dopo, che so, una romantica e rocambolesca fuga. Insomma io l’ho preso bianco il vestito, che non si sa mai nella vita. Eppoi c’era la taglia 34 che di solito non trovo mai. Già che c’ero ho aggiunto una cinturina avorio in finta pelle e un foulard a stampa esotica sui toni del blu. Una volta uscita di lì mi sono sentita in piena estate a tal punto che ho deciso di sfruttare il buono da 30 euro, che possiedo ormai da mesi, di una profumeria del centro per avvantaggiarmi con la bella stagione e acquistare un siero adatto al clima caldo.

Felice e disintossicata ho passeggiato per il centro e ho incontrato per caso un’amica che in piedi, con il cellulare in mano e l’espressione rassegnata, stava evidentemente aspettando qualcosa o meglio qualcuno.

Il qualcuno era atteso da 2 ore e a quel punto le ho fatto notare che 2 ore di ritardo sono un’ottima ragione per cancellare dalla propria vita una persona. Lei mi ha guardato riconoscente e mi ha detto :- Come ho fatto a ridurmi così? -. Non lo so, ho risposto io, ci riduciamo sempre così, il trucco è accorgersene prima o poi. L’ho presa a braccetto e l’ho portata allo store di Twin Set. La musica era molto alta, il cameriere appena ci ha visto ci ha offerto due bicchieri di prosecco. Circondate da vestiti, da russe altissime, da befane impellicciate e davanti a un dj giovane e carino ci siamo sentite leggere leggere.

 

come in bagno si infransero i propositi di frugalità

Era una notte nera e senza luna quando i miei propositi di frugalità si infransero in bagno provocando in me reazioni quasi scomposte.

Era molto tardi, molto ma molto tardi, e io stavo decidendo se mettere la sveglia alle 6 meno un quarto per essere presente alla diretta con Mister X oppure non metterla e svegliarmi con calma per guardare Mister X in tv mangiando una fetta del mio ciambellone con il mio caffè acquoso, quando mi sentii in dovere di chiedere consiglio a una persona, la più sbagliata in assoluto ma l’unica accanto a me a quell’ora,  sul da farsi.

Il secchioncello spalmato nel letto mi consiglia di andare “perchè sono occasioni per farti vedere interessata, per farti vedere insomma”. Così (e adesso attenti bene alla dinamica dell’avvenimento) inserisco la sveglia alle ore 5.45 e vado in bagno a idratarmi la pelle secca in modo da non averne bisogno la mattina appena sveglia e con poco tempo a disposizione.

Ma, a causa dei miei ottimi propositi di frugalità, in bagno non mi aspetta un bel barattolo di crema per il corpo a base di burri vegetali bensì una squallida bottiglietta di vetro contenete olio di germe di grano. Con pazienza mi ungo  notando che siamo già a mezzanotte e ho solo 5 ore 45 minuti di sonno da fare, infine ripongo la maledettissima boccetta bisunta sul piano alto del mobiletto del bagno. E costei naturalmente mi sfugge dalle mani per rovesciarsi sul pavimento. Che dico pavimento. Sulle piastrelle, sul muro, sui sanitari, sul tappeto della doccia, sui miei piedi, sulle mie bestemmie.

In un lago di olio di germe di grano piango le mie lacrime mentre al solito inutile e inopportuno arriva l’eco della voce del Windsurfista che mi chiede “posso darti una mano?”.

No Windsurfista, non mi puoi dare una mano, non me la può dare nessuno una mano, tu al limite avresti potuto regalarmi un barattolo di rassicurante crema corpo invece di spingermi al risparmio sapendo benissimo che noi non siamo una coppia da olio di germe di grano, perchè abbiamo poco spazio in casa e queste terribili boccette di vetro unto non saranno mai al sicuro qua. Noi non abbiamo un bagno feng shui abbiamo un angolo con doccia in cui a malapena ci stanno una persona e mezza cioè tu ed io.

A questo penso e intanto in camicia da notte e completamente unta ( quindi impossibilitata a indossare qualsiasi cosa) esco sul balcone a prendere mocio e detergente e scopro che l’autunno è arrivato e fa un freddo boia.

Struscio in terra per circa un’ora, lavo l’olio dalle piastrelle, riparo al danno e all’una passata, affranta, mi addormento  decidendo all’istante di guardare Mister X in tv davanti a un rassicurante caffè.

Alle 7 e 15 il mio cellulare comincia a suonare all’impazzata, io sto ancora dormendo e sento dall’altra parte del telefono una caporedattrice in agitazione: “Mister X non è arrivato”. Ancora una volta in camicia da notte, scalza e completamente in coma, chiamo Mister X per sapere dove si trovi, cercando di capire perchè eventi, mai correlati tra loro, in alcune circostanze si correlino impietosamente. Ma per fortuna Mister X è in fase d’arrivo. Io non so, non ricordo assolutamente cosa gli ho detto. Torno a letto fino alle 8 e poi accendo la tv.

Circa 6 ore più tardi mi telefona il Socio : ” Ondalunga ma è successo qualcosa ieri sera? Mster X era preoccupato, dice che  hai avuto dei problemi ieri sera, non hai specificato cosa, si domandava se io sapessi “.

Ma no, ma no, ma no. Ma cosa ho detto tra i fumi del sonno? Racconto al Socio della mia serata alle prese con l’olio più persistente del mondo e lui mi chiede “questa cosa la teniamo tra noi vero? non gliela raccontiamo a Mister X”

Macchisenefrega di Mister X. Che si tormenti nel dubbio che mi sia successa una cosa terribile o che abbia passato una notte da leoni.

Piuttosto basta con boccette unte, basta con olii dall’odore indecifrabile, vanno bene anche questi per carità, ma vanno bene dopo una doccia rilassante fatta di sabato o domenica non in piena notte e o la mattina di corsa. Rivoglio il mio barattolone di crema corpo immediatamente assorbibile, che non si rompe, non si rovescia, profuma, fa arredamento e soprattutto COSTA TANTO.

giocattolino

Sto giocando con il mio nuovo netbook, un modesto Asus Eee Pc 12 pollici, non un MAC, eh vabbè si fa quel che si può e si prende quello che passa il convento. Finalmente potrò portarmelo ovunque senza rischiare un’ernia al disco. Il Windsurfista mi ha gentilmente regalato una vecchia borsa da portatile  che è ORRENDA, e siccome ho visto sulle mie bibbie mensili che certi brand sfornano accessori per donne frivole che usano i netbook, indovinate quale sarà il mio prossimo acquisto?

i misteri del corpo umano

Un anno e mezzo fa mi è spuntata una verruca su un indice della mano. Non è una delle cose peggiori che mi è successa a livello di salute, ma immaginate il fastidio nel vederla e nel sentirla. Per mandarla via ho provato di tutto, prima rimedi naturali per bocca relativi al sistema immunitario con nessun risultato, ho preso anche la bronchite; allora ho provato a ghiacciarlo con un prodotto farmaceutico, un dolore cane: il Windsurfista mi teneva ferma mentre ululavo come un’ossessa e anche lì niente; poi il medico mi disse che avrei potuto levarla con un piccolo intervento ( non so se avete idea, no? ecco vi spiego: io me lo sono fatto al piede per una verruca interna presa ovviamente in piscina e non ho camminato per un mese) la qual cosa è stata rimandata a data da destinarsi perchè non posso permettermi di stare senza l’uso della mano per nemmeno un secondo (l’ultima volta che è successo, circa 8 anni, fa lavoravo in una redazione tve sono e stata buttata fuori perchè mi ero fratturata una mano. Tanto per capire in che mondo si vive).

Finchè non sono andata in Andalucia e una mattina a Tarifa, dopo l’ennesimo bagno nell’oceano Atlantico, ho notato che la verruca stava cambiando, si stava rattrappendo e due giorni dopo era scomparsa, puf, letteralmente svanita nel nulla, forse mangiata dallo squalo che mi inseguiva silenziosamente mentre ero sul SUP? O forse scomparsa con la depurazione delle tossine attraverso una rigenerante vacanza? L’unica spiegazione logica che ad oggi riesco a dare che io un giorno mi sono spalmata di argilla bianca su tutto il corpo, argilla prodotta da una polla che si trova proprio sulla spiaggia. Che sia stata quella? Mistero.

Ad ogni modo, facendovi partecipi di questo mistero che ancora non sono riuscita a risolvere, vi consiglio di farvi dei fanghi ogni tanto. Ricordatevi: magari non servono a quello che vi eravate prefissati di eliminare ma in compenso potrebbero eliminare le odiatissime verruche.

buoni propositi di frugalità

Visti i tempi, ho deciso di dare un taglio al superfluo.

Lo so, vi vedo, Windsurfista in prima linea, a rotolarvi dalle risate per l’ennesima affermazione e tentativo di promessa che non avrà seguito.

Ci sto provando, lo giuro. Intanto i prossimi appuntamenti estetico-parrucconi sono stati prenotati con Groupon, ma soprattutto sto cercando di tirarmela di meno e comprare prodottini al supermercato. Non proprio tutti per essere onesta, d’altra parte gli shampoo mi fanno prudere la testa e quindi posso utilizzare solo prodotti naturali. Dopo aver utilizzato per una settimana una lozione corpo che il Windsurfista si era preso, ho deciso di passare direttamente a un burro 100% vegetale, senza parabeni e senza profumi che comunque costa intorno ai 4 euro. Ci si può stare, no? NO? NOOOOOO?

Ho rinunciato all’abbonamento a Vogue. Non mi fermo in profumeria per nessuna ragione. Non mi sono comprata quegli orecchini che volevo e di cui non ho bisogno.

Adesso sto aspettando in gloria il mio compleanno per avere un net book 12 pollici in regalo (non-vedo-l’ora) non il MacBook altrimenti tutti i discorsi fatti fin qui se li porta via il vento.

Bene, ora che conoscete i miei buoni propositi settembrini spero siate orgogliosi di me. Chissà se veramente riuscirò a vivere in modo frugale senza che una crisi isterica mi spinga allo shopping compulsivo.

Su questo punto vi farò un rapido updating intorno a novembre.

regressione

Da quando sono tornati di moda gli orrifici anni ’80 ho iniziato un processo di regressione che, credo , abbia raggiunto il suo apice con la decisione di comprare tre smalti dai colori vitamici e un gloss arancio ma arancio arancio.

Siccome la regressione comporta, oltre ad ascoltare gruppi pop inutili e tirare fuori certi vestitini marca sasch – comprati nel 1986 che miracolosamente mi entrano ancora- dedicarsi allo shopping di prodottini e vestitini low cost come ai vecchi tempi, mi sono diretta al più trendy dei low cost in fatto di make up ( e notate l’abuso di termini anglo idioti che fa proprio anni 80).

Negli ultimi 15 anni, durante i quali cioè da quell’arruffamento di donna che ero mi sono trasformata in una persona quasi fine e responsabile, ho bazzicato profumerie chic e commesse stitiche che, con pennellini e sorrisini, mi hanno venduto a peso d’oro ombretti a base di cristalli swarosky, ciprie con polveri magiche minerali di certe miniere del deserto del sahara, smalti in puro vinile e altre indicibili cretinerie.

Ambienti soft, luci sparate su specchi impietosi, scatoline sparluccicanti e nomi roboanti generalmente in francese. Voci sussurrate che ti accarezzano soavemente per annunciarti che hai una pelle rovinatissima da iguana centenaria e necessiti di quella cremina con semi di griffonia che costa un pò ma merita. Tu abbagliata dalle luci cosmetiche abbocchi e poi alla cassa ti rendi conto che dovrai nascondere scontrini, estratti conto e packaging a un vigile Windsurfista, che mai e poi mai ammetterà che da iguana ti sei trasformata in succosa pesca grazie a quella specifica crema.

Quindi, dicevamo, in piena regressione sono entrata dentro il negozio trendy low cost e sono stata immediatamente investita da una folla di adolescenti brufolose e completamente impazzite davanti a un’enorme distesa di ombretti e smalti.

Sono impazzita anche io.

Smalti turchesi, gialli e arancio aspettavano solo me. Regredita a 16 anni ma con il budget di una quarantenne. Il peggiore degli incubi.

E  mentre ero indecisa tra due tipi di  ciprie differenti si avvicina la commessa trendy low cost che allegramente indica il mio braccio e mi fa: -Te sei una marocchina, guarda qua che colore! Secondo me questa cipria è perfetta-

E ha ragione.

Indossa una t-shirt nera su due tette improbabili e ha gli occhi scuri valorizzati da un ombretto verde smeraldo incantevole. Non parla, urla, ma mi piace. E’perfettamente inserita nel contesto.

-Senti- le dico-mi fa impazzire il tuo ombretto. Che numero è?- Lei sorride e si illumina, non se la tira, mi conduce allo scaffale degli ombretti e mi porge il verde smeraldo.

Esco con una sacchettata di prodotti , un turchese sulle palpebre e cominico a canticchiare Movin’on dei Novecento.

La regressione è completa.