Venghino signori venghino

Quando accettare un posto di lavoro da dipendente si rivela un’idea pessima. Accettarlo avendo già il sospetto che si andrà a finire dentro un circo, poi, ti rende automaticamente una povera beota.  Continua a leggere “Venghino signori venghino”

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Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)

Il giorno del mio 46esimo compleanno sembrava tutto perfetto. SEMBRAVA.

Il sole splendeva, l’aria calda ancora estiva ravvivata da una leggera brezza e un mare calmissimo e cristallino. Io, radiosa  e leggera, ero in spiaggia in compagnia del Windsurfista e della Cugina Problematica, entrambi in grande forma: il primo dopo minuti 1 dal posizionamento sulla sdraio si era già trasformato in una sfinge (o mummia a seconda dei punti di vista) e la sua figura è andata abbastanza velocemente a mimetizzarsi con il paesaggio; la seconda non aveva problemi fisici da menzionare e quindi conversava con me in modo persino piacevole.

All’improvviso. All’orizzonte. Lei. La donna che mi terrorizza da sempre. La figura inquietante ricorrente nei miei incubi. L’incrocio tra Crudelia Demon e Patty Smith: la Parente Pazza della Cugina Problematica. Continua a leggere “Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)”

simpatici contesti

Nel cielo grigio di un piovoso pomeriggio, all’imbrunire, passeggio infreddolita sul marciapiede in attesa del mio treno. Due pantecane che giocano sui binari mi tengono compagnia.

Sulle rotaie ci sono siringhe, preservativi, guanti di lattice, salviette intime usate e forse qualche cadavere. Chissà. Le pantecane mi strizzano l’occhio, come a dire: bel posto eh? Un tizio si avvicina mi chiede due euro per il biglietto. Sono 4 mesi che mi chiede 2 euro per il biglietto. Due adolescenti di origine pakistana limonano e si palpano a più non posso alla faccia del Corano e mi regalano un briciolo di buonumore.

Il treno arriva. I ratti scappano nelle loro tane, il tossico dei due spicci sparisce nella bruma, i due innamorati salgono sul treno mano nella mano. Lancio lo zaino sul sedile e ringrazio di abitare a 39 km di distanza da quel “simpatico e giovanile contesto”, come recita l’avviso nella bacheca del polo universitario per descrivere la zona.

aggiornamenti prenatalizi

La mia assenza al blog è stata causata da una serie di fattori esterni che oltre ad aver messo a dura prova il mio fisico e la mia psiche, mi hanno fatto perdere del tempo e non hanno portato utili e sostanziali novità nella mia vita. Sono una vittima dell’assurdità universale che neppure la fine del mondo ha potuto salvare.

Peggio, il giorno 21.12 alle ore 11.15 (pare l’ora esatta del catasclima che avrebbe dovuto risucchiarci tutti quanti) ero in riunione a Roma e se cataclisma fu non si trattò di catastrofe nucleare o naturale.

La goccia che comunque ha fatto traboccare il vaso (eufemisticamente e non) è stata la lite tra il tizio che affitta la sede del Carrozzone toscano (da me nominato, fin dal primo istante che lo conobbi, Fegin) e una pazza americana tenutaria di un PILATES STUDIO, le cui stanze sono sempre di proprietà di Fegin. Che c’entri tu e che c’entra il Carrozzone vi chiederete? Niente, in teoria. Ma molto nella pratica. La Pazza del Pilates, per dispetto, prima di partire per gli States e ingrassare di dieci chili ( ma mi auguro almeno 20 e che il colesterolo le salga a 450) ha chiuso il contatore centrale dell’acqua che sta nella sua dannata palestra ma che controlla pure l’acqua del Carrozzone. Ergo siamo rimasti senz’acqua con il bagno di conseguenza inagibile. Fegin dice che è senza chiavi di riserva e non può fare niente, della Pazza nessuna traccia, i militanti durante le riunioni bestemmiano e poi corrono al bar vicino e ultimamente alla pista del ghiaccio natalizia ( questa cosa ancora non mi è chiara, non ho capito se usufruiscono dei bagni chimici o della pista stessa), io dal giorno seguente, dopo aver incollato un bel cartello alla porta del bagno, sono scomparsa. Ho saputo che una fanciulla eterea, dimenticandosi della cosa, ha fatto visita al bagno inagibile rendendo la situazione decisamente poco eterea e aprendo discussioni, tra Ufficiostampa e diversi altri militanti, sulla sua alimentazione .

In altri tempi il presidente in persona si sarebbe presentato con un’accetta e avrebbe sfondato la porta della palestra ma mala tempora currunt, in giro c’è cacca più urgente e abbondante della nostra e l’ufficio di segreteria dovrà rassegnarsi ad aspettare la fine dell’American Christmas.

Poi come minimo dovrà picchiare la maestra di pilates e naturalmente darle dell’olio di ricino perchè si renda conto di cosa ha provocato.