l’estate (non) sta finendo

Se devo trovare un leit motiv per la mia estate 2014 sarebbe questo: la solitudine. E non nella sua accezione negativa, no, direi una meritata solitudine,un ritiro spirituale se vogliamo. Certo che non sono mancati i momenti di socievolezza, direi che cercare la solitudine in Apuania con famiglia + cugina problematica invadente + le mie amiche era una mission impossible. Che poi con le mie amiche sono uscita volentieri, la Cugina Problematica è un capitolo a parte, a piccole dosi è pure piacevole. Piccole. Dosi. Appunto.

Con il Windsurfista abbiamo privilegiato mete marine, ma c’è pure scappato un giretto in una Val d’Orcia sempre suggestiva. I 3 giorni in barca a vela, Golfo di Baratti e Capo Castello all’Isola d’Elba, sono stati bellissimi: dormire sempre in rada e far vita di barca ci piace moltissimo. Nessuno dei due soffre il mal di mare, nè abbiamo esigenze particolari che so la ricerca di lusso su un albero di 14 metri, il voler spazio per leggere- sempre in 14 metri, la paura di squali improbabili, il non saper nuotare, il non voler rinunciare allo shampoo e balsamo per 2 giorni. Credete che non esistano persone che montano su una barca a vela con tutte le richiesete sopra citate? No, esistono e sono intorno a noi. Tralascio le esigenze alimentari su cui si potrebbe scrivere un tomo di sociologia contemporanea applicata, sappiate che per evitare crocifissioni in situ eviterò di indicare quella della coppia in barca con noi, dieta che ha causato: 1. un’inutile spesa di denaro- la cambusa infatti era comune- per alimenti cretini (su di una barca poi) 2. l’invadenza alimentare sui piatti altrui “eh ma se mangi questo morirai presto/se mangi invece questo tutti i tuoi mali spariranno/questa è la dieta migliore/ tutto ciò che dice la scienza nutrizionale è falso. Ora, io mai mi sognerei di commentare quello che mangiano gli altri, ma si sa essendo liberale et libertaria non faccio testo e dovrei sapere che in questo paese faccio parte di una minoranza in via d’estinzione. 3. i commenti dello skipper altrimenti detto nostromo e chiamato da me “Spugna” per l’incredibile somiglianza con il famoso omonimo. Tralascio anche i bei momenti notturni della stessa coppia che ignara – o consapevole chissà-  del fatto che su una barchetta è come se si dormisse tutti insieme, hanno scopato come conigli, rendendoci partecipi di tutte le loro posizioni e momenti clou.

Ma questo non ha scalfto minimamente il nostro buonumore per essere finalmente in mare. Io e il Windsurfista appena svegli  ci tuffavamo in un’acqua liscia e trasparente, dalle molteplici sfumature,  nuotando con i tanti pesci. Branchi di occhiate e saraghi, ma anche acciughe e ombrine. Per niente sazi della vita di mare, poi, sabato abbiamo caricato l’auto con le tavole e la tenda e siamo scesi a Talamone, per regalarci ulteriormente due giorni di mare  e natura, approfittando di un altro bellissimo fine settimana. E in effetti siamo stati molto fortunati perchè sia in barca che in campeggio abbiamo trovato sole, caldo e mare calmissimo. Ieri c’era pure vento e qualcuno si è divertito molto con tavola e vela.

E adesso? Adesso per me c’è il ritorno al mio quotidiano impegno per voltare pagina. Sono piuttosto ottimista nei confronti del prossimo futuro e credo di aver chiaro in mente che cosa voglio fare. Delucidazioni arriveranno as soon as possible. Intanto mi godo l’abbronzatura e i benefici del mare sulla mia anima e sul corpo: metabolismo revitalizzato, una pelle radiosa, fisico scattante e asciutto. E’ ancora presto per il letargo invernale.

 

 

angoscia estiva

Quest’estate 2014 può essere riassunta in un solo aggettivo: angosciante.

Angoscia metereologica, angoscia bellica, angoscia politica, angoscia socialmediatica, tanto per citare alcune delle angosce che mi hanno attanagliato in questi mesi di estate incerta, a tratti pallosa, a tratti anche divertente. Ora che siamo agli sgoccioli, la luce è cambiata e tristemente diminuita, pare che il meteo ci grazierà con gli ultimi raggi di sole caldi, prima dell’arrivo dell’ autunno e poi dell’inverno. Ma non è detto, a questo punto.

Io ho passato una decina di giorni dai miei al mare, mentre il Windsurfista era in un posto frequentato solo da windsurfisti che si chiama Moulay e che non ha niente di bello per chi non pratica windsurf e non ama passare le serate parlando di vento, nodi, onde, tavole e misure di vele. Per cui mentre lui veleggiava, io nuotavo; mentre parlava di vele con altri windsurfers provenienti da mezza Europa, io ascoltavo alcune amiche parlare (male) di maschi post quarantenni , a volte nemmeno quarantenni, girando per i locali versiliesi; mentre lui si faceva male a un piede e provava l’esaltante esperienza di un ospedale marocchino, io mi massaggiavo i miei piedi dolenti per le lunghe serate sui tacchi alti. E così via. Mi è mancato? Gli sono mancata? Chissà.

Di certo ha passato alcuni momenti di angoscia come me, circondata come ero da un’aura di negatività pazzesca tra padri e cugine che se sono ancora  qui a scrivere è un miracolo. Lui invece angosciato in una stanza sporca e senza finestre con il piede gonfio e un bagno da dividere con sconosciuti.  Ma non è stata un’estate tutta da buttare, fino a che il tempo ha retto ho nuotato e preso il sole, camminato per ore lungo la battigia e nell’acqua azzurra e limpida, ho preso le onde con il mio bodysurf made in San Diego, sono dimagrita, ho frequentato solo donne, gatti e cani. Inoltre domani sera partiremo, stavolta insieme , su una barca a vela verso l’isola d’Elba e non siamo per niente angosciati. Niente, nemmeno un pochino. Nè per gli squali, nè per le tempeste e nemmeno per i pirati.

Veleggeremo spensierati tra isolotti sperduti e santuari di cetacei, lasciandoci alle spalle la terra ferma e la sua angoscia.

 

 

da cosa mi accorgo che è finita l’estate

Sono uscita sul terrazzo per fare la lavatrice e sono stata travolta da una gelida tempesta. Quella che fino a ieri sera era una sonnolenta e arsa campagna, cullata dal canto delle cicale e dei grilli, di colpo si è trasformato nel più fosco dei quadri fiamminghi, con punte di gotico nel lampeggiare dei fulmini e nel mio umore alla vista di tutto ciò.

Ho dovuto riporre i miei smalti arancio, fucsia, verde metallico, verde menta e verde acqua, turchese e azzurro per lasciare posto al rosa pallido, al modesto viola chiaro, al sobrio tortora, al passionale e sofisticato rouge noir di Chanel.

Il mio profumo solare è stato sostituito dal pesante patchouli, che non passa mai inosservato neppure nelle serate più deprimenti. Le mie havajanas piangono invece, chiuse nelle scatole e al loro posto ci sono francesine, inglesine e stivaletti.

Ho ricominciato la palestra.

La mia BB cream comincia ad essere troppo scura rispetto alla tonalità della pelle.

Il governo è caduto. Sembra. Ma forse no. Ma forse sì. Ma forse è giunto il tempo di rispolverare il forcone e la ghigliottina. I vari Carrozzoni sono in fervente movimento e cercano di ottenere impegno, devozione ma persino solo un briciolo di attenzione da parte mia che però in questo momento sono presa da altro,  sconvolta da tutti i fatti precedentemente elencati – eccetto naturalmente quelli politici che quelli tanto li avevo già previsti da mesi- che indicano la terribile e inconfutabile verità, ossia che oggi è finita l’estate.