se il grande fratello è un aspirapolvere

E’ ormai abbastanza chiaro che la mia vita sta andando a rotoli. Arranco dietro a diversi progetti in fieri, alcuni stipendiati ma altri inesorabilmente no, con fatica, pervicacia e ottimismo. Maddài che bello, fai cose, vedi gggénte e lavori e si sa il lavoro in questi tempi.

Io non sono mai stata una di quelle donne con il senso profondo dell’ordine e della casa perfetta. Sono schifiltosa e quindi cerco di tenerla pulita ma sfortunatamente non ho abbastanza tempo per pulirla a fondo come vorrei e dopo anni di frustrazione ho deciso di lasciar perdere. E quando navigo nel lercio prego Iddio che mandi un’epidemia di peste bubbonica circoscritta in casa mia e colpisca l’inutile essere seduto sul divano che legge altrettanto inutili libri di nerd americani e indiani mentre io faccio tutto il resto. Continua a leggere “se il grande fratello è un aspirapolvere”

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riflessioni sul fine settimana in un lunedì di pioggia

Siccome sentivo che ultimamente non si socializzava più, sabato ho intimato a Loredano (ormai poco windsurfista): “o usciamo in mezzo ad altre persone o divento isterica”. La natura mi piace molto ma ultimamente abbiamo fatto solo trekking e gite in luoghi molto verdi, molto impervi e molto selvaggi. Così in uno splendido outfit composto da spolverino blu navy con manica arrotolata, jeans bianchi e sneakers a stampa floreale mi sono fatta accompagnare dal buon Loredano in centro. Dopo una bella passeggiata a lui è venuto in mente di prendere un gelato e ci siamo fermati alla gelateria di Santa Trinita dove i gelati sono effettivamente buoni e non sono caccole microscopiche come in moltissime altre gelaterie fiorentine che si spacciano per chic. Ci siamo anche seduti per evitare di sporcarci (questa è una parte sostanziale ai fini della narrazione successiva). Naturalmente io mi sporco lo stesso perchè la decorazione di mirtilli che la ragazza mi poggia in bilico sulla mia coppetta mi casca sulla coscia e Loredano mi dice che è perchè non mangio con le gambe aperte. Che vuoi, gli rispondo, noi donne in genere non apriamo le gambe quando mangiamo. Comunque i miei jeans bianchi non sono molto messi male e procediamo con la gita. Stanchi e accaldati optiamo per una birretta in un pub del centro. Siamo gli unici italiani. Il resto degli avventori sono americani ventenni maschi e femmine ubriachi marci alle 5 del pomeriggio. Le femmine mi guardano il sedere e ridono. Io penso che sia perchè ce l’ho grosso ma poi guardo il loro e non capisco. Ma chissenfrega di quelle galline alcolizzate, io e Loredano ci sbaciucchiamo al bancone e ci facciamo i cavoli nostri, più che altro Loredano mi fa notare che in un pomeriggio con due gelati e due birrette sono partiti venti euro.

Venti euro per due birre e due gelati.

Improvvisamente ci ricordiamo delle pinte di birra molto meno costose assaporate nei seguenti posti: Londra, tutta l’Irlanda, la Scozia, i baretti texani e quelli in Arizona, un pub ad Huntington Beach e ovviamente Bruxelles, il paradiso della birra a poco prezzo. Quando torno a casa e mi tolgo i jeans scopro un’enorme striscia di cioccolato spiaccicato e capisco perchè le americane ridessero di me. Impreco contro Loredano che non si è accorto che girava con una con del cioccolato sul sedere e mi chiedo se mai i jeans torneranno come prima. La domenica il tempo è così così, io impasto il pane e faccio una torta. Preparo un primo di gamberetti e fiori di zucche freschi e un dessert di fragole e ricotta. Poi alcuni amici ci invitano ad andare a mangiare una pizza in un posto dove giurano e spergiurano sia buonissima. E infatti lo è. Il posto è davanti alla stazione di uno squallido avamposto dell’industria conciaria toscana ed è gestito da un napoletano e la pizza è davvero buona. Non mi è venuta la colite, quindi fidatevi.

Insomma il fine settimana è volato via in un battito di ciglia e mi sono svegliata che era un lunedì di pioggia. Ma al mio risveglio mi aspettava la mia crostata di grano saraceno alla marmellata di more e tutto, anche l’idea di dover usare candeggina sui miei jeans, mi è sembrato bello. Loredano fino all’ultimo ha sperato di potersi calare nei panni del Windsurfista ma anche stavolta il vento  ha dato buca. E’ uscito in versione ingegnere con l’ombrellino in mano e mi ha fatto tenerezza. Speriamo solo che almeno i treni non abbiano seguito la tradizione del ritardo del lunedì quando piove, per il povero Loredano potrebbe essere troppo.

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complessi irrisolti

Scopro che la domenica delle palme lavorerò con Mister X e quindi mando una mail per avvertire il Windsurfista della fine dei nostri piani per il weekend:

“la visita ai miei ad Apuania salta perchè devo lavorare domenica”.

La risposta:

“l’unica cosa che mi mancherà sarà la pipatina a spregio di tuo padre a casa tua domenica mattina”.

Gli uomini non riescono mai a superare certi conflitti.

Loredano e gli impollinatori recidivi

Il Windsurfista giorni fa mi telefona. – Ondalunga, il postino mi ha detto che ha lasciato un pacco per me- – Quale pacco? Non c’è nessun pacco e tanto meno l’ombra di un postino, maledetti tutti loro non ricevo più le mie copie di Vanity Fair da mesi- Il tono del Windsurfista si fa allarmato- Deve esserci un pacco. Lo hanno lasciato-  -A me no. Informati- Clic.

Il Windsurfista richiama ed è imbufalito – Hanno sbagliato indirizzo. Lo hanno depositato da qualche parte a Firenze- -Spero niente di prezioso- -Il mio telefono nuovo dannazione- Clic.

Dopo alcuni giorni di tormento quotidiano, parolacce e insulti alla sorte e alle poste, una mattina ritelefona il Windsurfista e mi dice che il pacco sarebbe stato consegnato, che c’era stato un errore. Di lì a poco il Postino suona. Due volte, lo giuro. Quando scendo trovo un giovane hipster vestito da postino che mi aggredisce ruggendo che sul pacco c’era un indirizzo sbagliato. No, a parte che non sono stata io a scrivere l’indirizzo, ma dove sono finiti i postini che incontrava Jessica Lange?. Il giovane postino-hipster aggiunge : -E’ anche fortunata che siamo riusciti a trovarlo- Capisco che sono di fronte al nuovo processo di privatizzazione che include un diverso tipo di marketing e di gestione del cliente. Controllo il pacchettino e  in effetti c’è scritto, in calcetto, un nome che non è quello del Windsurfista. Un nome meraviglioso, fantastico, evidentemente partorito da una mente fantasiosa: Loredano.

Io di Loredano mi innamoro subito, del nome intendo. In Loredano c’è qualcosa di benaugurale, di divertente, demenziale e assolutamente adatto al Windsurfista in certi momenti.

Loredano sta vivendo momenti difficili: gli smarriscono i pacchetti, il vento cala quando monta le vele, suo padre gli lascia un orrendo dolce da mangiare a colazione ma soprattutto ha di nuovo problemi con la campagna.

Gli impollinatori sono di nuovo alla ricerca di un rifugio sul nostro terrazzo e nel nostro mobile di legno. Di tutti i terrazzi e i mobili Ikea dei dintorni, questi insetti molesti hanno deciso di voler il mobile di Loredano. Non è bastato tappare tutte le fessure, no, loro desiderano quel mobile e basta.

Loredano, stanco, ha deciso di ritirarsi dalla battaglia contro l’esercito di imennotteri. Lo capisco. Però dobbiamo trovare una soluzione. Si sta spargendo la voce tra di loro infatti,  ne ho visti alcuni ieri che non mi sembravano né bombi né api, chissà che razza di impollinatori erano.

Di certo, dei recidivi.