quando piove

Quando piove non c’è niente di meglio che sentirsi ispirati e scrivere. In caso non siate ispirati potete, in alternativa, leggere. Qualche titolo da suggerire: il buon vecchio Melville con “Redburn”, diario del suo primo viaggio come mozzo. Nemirovsky, due titoli: “Il ballo”, breve libretto geniale , e “Due”, che non è proprio un romanzo d’amore ma sembra. Anche Maugham  con “Il velo dipinto” che mi ha fatto tornare voglia di Asia. Se siete lettori bulimici come me li leggete tutti e 4 in un paio di giorni (o notti). Se siete pigri potete distrarvi con una bella serie tv tipo  “True detective”. A me è piaciuta molto, due attori strepitosi, ambiente angosciante, una Louisiana che dici  “non ci metterò mai piede”, una bella regia.

Intanto la pioggia ha smesso di cadere. Dai 30 gradi di ieri ora siamo a 23. L’erba profuma di bagnato e tutto improvvisamente pare molto più verde. Io vi saluto che vado a cuocere i fagioli. Buona lettura e buona visione.

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Di India e conseguenze

E’ passato molto tempo dal mio ultimo post. Ammetto che scrivere le mie inutili e poco serie storielle mi è mancato, a tal punto che ho cominciato ad utilizzare il tono del mio blog con chiunque mi scrivesse una mail. I risultati sono stati terrificanti, ma vi dirò poi.

In questo lasso di tempo, in questo torrido agosto  e inizio settembre Ondalunga e il Windsurfista hanno viaggiato per il Rajastan, scoprendo posti sconosciuti, visitando luoghi conosciuti perchè letti nei libri. Hanno riscoperto il loro lato più selvaggio e a volte tristemente colonialista, ma solo nei momenti di puro sconforto come quando una sera alle 23.30 abbiamo trovato alcune pulcette che saltavano felici nel letto a noi destinato, o all’aereoporto di Delhi sfiancati dai lentissimi controlli, dalla molteplicità dei timbri, dal sonno dei funzionari agli sportelli. Ma poi ci siamo goduti i tramonti umidi e rosa sul lago di Udaipur, o l’alba al mercato di una Jodhpur ancora addormentata godendo del miracoloso silenzio. Perchè i rumori in India sono amplificati, stordiscono l’occidentale che crede di trovare meditazione e pace. Sono clacson continui e moto sgangherate, sono grida e sono saluti, sono cani che abbaiano tutta la notte e mucche che si annoiano. Ogni meta ci ha regalato un momento particolare, una cucina speciale, un profumo di curry e cardamomo o dei fiori di frangipane, il profumo delle frittelle per la strada e quello dello zafferano nel lassi. Profumi che riuscivano a rompere l’inquietitudine degli odori delle fogne a  cielo aperto e delle acque putride, dei rifiuti di ogni genere e dimensione che ci capitavano tra i piedi.

E, infine al mio ritorno, mentre me ne stavo in ospedale rantolante, pensavo romanticamente che anche Kipling era sempre malaticcio. In fin dei conti certi climi sono poco salubri, ma volete mettere la soddisfazione di vedere e toccare mondi lontani? Quale esploratore è mai tornato indenne dalle proprie scoperte? Quale scrittore non ha sacrificato un briciolo della propria salute per il piacere di poter scrivere di vita vissuta? E quindi, Rudyard, saresti stato fiero di me mentre pensavo a Toomai degli elefanti , ad Akela e i lupi delle montagne e a tutti quei luoghi che fino a questo momento avevo solo potuto immaginare.

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piccole recensioni

Ho appena finito di leggere “Intorno al mondo con Zia Mame” di Patrick Dennis, edizioni Adelphi.

Che Dennis fosse un genio lo avevo già capito leggendo “Zia Mame”, con questo secondo capitolo ne ho avuto la conferma. Dennis non scrive solo un romanzo divertente ma in alcuni punti riesce a fare una feroce critica alla borghesia americana, a quella europea e ai totalitarismi devastanti del periodo prebellico. E lo fa facendoti ridere. Lo fa creando un personaggio leggero che leggero non è, una donna libera, generosa, pasticciona, amante delle cose belle e fiduciosa nel prossimo. Le pagine sul viaggio in Russia e sulla permanenza nella comune ( curiosamente censurata negli anni cinquanta quando venne pubblicato per la prima volta, d’altra parte siamo in pieno maccartismo) sono meravigliose.

Se poi dovessi dire in due parole cosa fa Dennis, direi che smaschera l’ipocrisia borghese (assolutamente attuale) e quella di una certa intellighenzia mai mutata.

Leggetelo e non vi pentirete.

europa mon amour

Il festival dell’Europa è stata per me l’occasione di organizzare qualche iniziativa interessante. Certo è stata una faticaccia, anche perchè esiste uno scollamento tra l’entourage di Mister X qua in Italia ( che poi sono io) e il resto dell’organizzazione regionale.

Ad ogni modo l’idea che abbiamo sviluppato io, Mister X e il Socio durante un noiosissimo buffet un mese fa, si è concretizzata in un evento molto carino.

Una location particolare, una scaletta sui generis, tante storie da raccontare.

Ho guidato la serata senza inciampi, non solo metaforici dato che avevo un paio di scarpe con tacchi a spillo da dieci cm (e una giacca meravigliosa). Non avevo mai fatto la presentatrice di un’intera serata, senza microfono per giunta, e c’erano molte persone la maggior parte delle quali nemmeno conoscevo.

Ogni cantastorie ha raccontato il suo viaggio, la sua bella favola, la sua esperienza di europeo in posti lontani. Mister X ha raccontato l’episodio del mujaheddin che gli ha puntato il mitra sulla testa. Le sue avventure sono sempre affascinanti.

Lui , a volte, meno.

Durante la serata la madre del Socio mi ha detto: “certo Ondalunga, che forza che hai. Con il braccio sinistro devi reggere il Windsurfista, con il destro il mio figliolo e sul groppone hai Mister X. Ti ammiro! Piccolina ma resistente”

U’immagine realistica.

Alle 3 sono tornata alla mia ex-abitazione fiorentina in bicicletta. La notte era ancora viva e l’aria tiepida, dopo essermi cambiata le scarpe di fronte al solito basito Mister X.

L’ultima immagine che ho di lui è sul suo scassatissimo SUV che ingrana la retromarcia a  tutta velocità e prende in pieno marciapiede e muro.

Ho idea che il ricordo di tante avventure afghane gli abbia fatto dimenticare di guidare in un vicolo d’oltrarno fiorentino.

gatto da passeggio

Dalla porta finestra di casa mia si vede il verde dei dintorni del Sobborghino. Campi, un torrente allegro e una passeggiata con i  suoi consueti passeggiatori: cani, joggers, biciclette e tricicli.

Questi ultimi pomeriggi di casa  forzata mi hanno permesso di notare una scena che a me è parsa davvero fantastica quanto singolare.

Ogni pomeriggio, verso le 16.00, lungo il viottolo che costeggia il campo coltivato dai vecchini, passeggia un signore abbastanza giovane, alto e magro accompagnato da un gatto.

Sissignori, un gattino nero pasciuto e felice evidentemente della passeggiata con la coda dritta e la corsetta svelta per stare al passo con quello che credo sia il padone. All’inizio ero diffidente e pensavo fosse un losco figuro che stesse per far  la festa al solito sciagurato gattino, reo di aver dato confidenza agli umani bastardi, ma poi la scena si  è ripetuta e io messa da parte l’angoscia mi sono davvero divertita.

Perchè il gatto da passeggio è una cosa fantastica.

Se poi costui, alto e magro e scuro, altri non è che il sig. Woland con il suo fido gatto nero ancora meglio.

Significherebbe che qualcuno è sceso a farci finalmente divertire.

Di libri,film, comunismo e studenti

Ieri sera sono passata dalla biblioteca del sobborghino per prendere in prestito un paio di dvd.
Avevo voglia di rivedermi “Goodbye Lenin“, divertente film sulla caduta del comunismo nella DDR, di qualche anno fa.
La biblioteca del Sobborghino è centro culturale, area wi-fi, centro per l’impiego, centro per le donne, un pò di tutto. Gli addetti sono giovani, ma ieri sera per l’appunto alla ricezione c’era un ometto segaligno dall’aria simpatica.
La ragazzina prima di me, un tipino dall’aria di chi è capitato per sbaglio dentro un luogo di perdizione chiede:
-Sto cercando il mercante d’acqua-
L’ometto si mette a cercare ma non trova nulla- Sei sicura del titolo?-
-Sì, boh mi hanno detto che devo leggere e mi hanno dato questo titolo. Sennò cosa posso leggere?-
-Eh certo che bisogna leggere, leggere è importante-
-………-
-………-
-Forse me ne cerco uno da sola?-
-Oh brava, sì così te lo puoi scegliere- e le indica la via.
Arriva il mio turno.
-Vorrei prendere in prestito un dvd: Goodbye Lenin-
– Ah bene bene, me lo puoi scrivere perchè tutte queste parole inglesi mi confondono sempre e mi sbaglio-
-Ma certo ma certo- rispondo giuliva, e paziente scrivo il difficile titolone.
-Ah ecco Lenin, questo- mi spiega entusiasta- è il padre della rivoluzione-
-Sì lo so- sorrido- ma il film è sulla caduta de comunismo in Germania dell’est-
-Eh sì, la fine del comunismo….eh però ci voleva il comunismo. E dican che i russi sono cattivi ma quanti ne hanno ammazzati di russi!-
Non so se ridere o replicare. L’omino continua:
-Il muro aveva una sua ragion d’essere, sono andati a dargli noia-
!!!!!
Sono le 19.00 e non ho nessuna intenzione di mettermi a discutere di storia delle relazioni internazionali con l’ultimo comunista vivente nel Sobborgo.
Intanto torna la ragazzina con in mano “I malavoglia” di Verga.
-A scuola mi hanno consigliato questo-
E’ chiaro che il mondo ha perso una potenziale lettrice. Perchè una quindicenne che non ha mai letto un libro ( e questa non aveva mai letto niente) leggendo i Malavoglia maturerà un odio per i libri che le impedirà in futuro di legegre persino le istruzioni della lavatrice.
– Oh brava- fa l’omino.
Io sorrido a tutti e me ne vado ma avrei tanta voglia di piangere.
Vorrei spiegare all’omino le vere ragioni del muro, alla ragazzina vorrei consigliare un altro libro, ma è tardi, non lavoro in biblioteca, non sono un insegnante, potrei infrangere gli ideali vetusti del bibliotecario.
Mi chiedo se potrei essere utile alla biblioteca del sobborghino come consulente letterario per giovani inesperti o fornire dei libri di storia aggiornati ad anziani ingenui.
Al momento limito a mettere in borsa il film di Becker e mi dirigo mestamente verso casa sentendomi confusa e sperduta.

Preparazione Vacanze I Parte: i libri

Da quando ho imparato a leggere non ho mai – e dico mai- fatto una valigia per le mie vacanze senza riempirla di libri. Se c’è una cosa che adoro fare in vacanza è ritagliarmi dgli spazi miei, soprattutto nelle ore della canicola, e leggere. Nella mia memoria ci sono le madeleinettes di Proust e la  sua descrizione di certi pomeriggi che si mescolano ai miei pomeriggi, rotti dal fracasso incessante delle cicale e la penombra immobile delle persiane chiuse per tenere lontano il calore. Oppure l’orizzonte dei monti e le battaglie della Terra di Mezzo. Ma potrei continuare all’infinito.

Quindi, dato che quest’anno dopo un pò di anni di viaggi, e non di vacanze si badi bene, che lasciavano poco spazio alla lettura (in compenso ne lasciavano alla scrittura, che è a mio avviso la sintesi del significato di un viaggio), si parte per la vera vacanza, che lascerà spazio all’otium nel senso in cui lo concepivano i latini, io mi sto facendo la mia meritata scorta di letture.

Durante il mio otium estivo non leggo saggi, ma solo narrativa. Meglio se noir, gialli o avventura. Niente schifezze da best seller: sono encefalogrammaticalmente piatti. Quindi per ora ho ancora il mio Lucarelli già iniziato; conto di prendermi un giallo di Vargas; di portarmi via il noir in regalo oggi con Repubblica; l’ultimo capitolo della saga di Larsson che  sì lo so è un best seller e ammetto non mi fa nemmeno impazzire ma ho letto gli altri due; qualche libro avventuroso ambientato in epoca vittoriana-coloniale (in caso di ricerca fallita rispolvero Salgari o Kipling). Dite che ho la valigia pesante e 15 giorni sono pochi per leggersi tutti questi libri? Ci mediterò sopra.

Accetto proposte e consigli.