L’uomo con il metro in mano

Ciò che non hanno potuto i miei lamenti continui, ha potuto IKEA.  Grande rivoluzione: dopo 8 anni di vita in questa stamberga almeno il letto è stato cambiato. Il Windsurfista è stato convinto non da me -si badi bene-  ma da un buono per un acquisto su un letto o materasso, nel nostro caso entrambi.  Continua a leggere “L’uomo con il metro in mano”

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Duran mania

duranE dopo 29 anni sono riuscita ad andare a un concerto dei Duran Duran. L’anno passato mi sono sfuggiti ma questa volta non potevo mancare. L’ultima volta che li avevo visti in un concerto era il 1988 e tra l’altro senza Roger Taylor, che invece è rientrato per partecipare agli ultimi album e agli ultimi tour. Un’ emozione grandissima rivederli. Certo la chitarra di Andy Taylor per sempre mancherà, ma quel tipo è fuori di testa completamente e dopo aver partecipato a uno dei gli album più recenti è uscito di nuovo. Continua a leggere “Duran mania”

50 sfumature di CIA

ATTENZIONE POST SPOILER (anche se la serie è vecchiotta)

Volevo parlarvi della serie  “Homeland” da tempo. Una serie di spionaggio-politica che mi intrigava e che ha vinto diversi premi. Io, appassionata di relazioni internazionali e spionaggio, non potevo perdermi una serie incentrata sulla CIA e sulle sue amene gesta in giro per il mondo. Ma dopo metà della prima puntata è stato subito palese che a ipnotizzarmi non fossero gli intrighi politici bensì le tresche amorose. Perchè Homeland è una stupefacente storia d’amore e di sesso come non ne vedevo da anni. E mi ha inchiodato allo schermo, fazzoletto alla mano e sospirante per le incredibili avventure di Carrie Mathieson  e Nicholas Brody. Alla faccia di quelle inutili 50 sfumature di grigio. Continua a leggere “50 sfumature di CIA”

cose che non ho fatto, cose che farò

Sono le 17.30, gli uccelli cinguettano e io sono appena tornata da una camminata di un’ora. Cosa c’è di strano? La luce! E’ ancora giorno, evviva.

Finalmente stiamo superando il periodo più da deprimenza dell’anno. Quello, per me, in assoluto più improduttivo, sociopatologico, complesso e di solito sfortunato. Sono al termine di alcune cose, ad esempio la mia collaborazione con l’università che può essere annoverata tra le mie peggiori esperienze lavorative in termini di professionalità, umanità, utilità e pure fiscabilità dato che mi hanno fatto non poci casini con contratti e stipendi(se si possono definire tali). Tutte le altre si stanno velocemente sviluppando, ingrandendo e insomma sono contenta. Continua a leggere “cose che non ho fatto, cose che farò”

riordinare le idee e non solo

Per la Befana, da mia madre mi son fatta regalare “Il magico potere del riordino” della giapponese Marie Kondo (Kondomari), che alcuni di voi conosceranno. Di rado compro libri di questo genere ma lei e la sua “filosofia” mi intrigavano. Dopo averlo letto, profondamente illuminata, l’ho passato al Windsurfista che essendo di tendenza minimalista e amante del vuoto, ha assunto il libro quale guida spirituale e adesso snocciola versetti del libro ogni qualvolta cado nell’errore dell’accumulo, del cambiare posto alle cose invece di buttarle, dell’aggrapparmi all’assurda affettività di certi biglietti di concerti del 2008 e cose così.

Ho cominiciato anche io a liberarmi di cose che non mi servono e a riordinare spazi che pensavo non potessero liberarsi. E devo dire funziona. In una settimana mi sento già alleggerita.

Ho diviso i momenti di riordino in base alle mie aspirazioni: chi sono? Cosa voglio? Cosa mi piace realmente e cosa mi serve per poter vivere in maniera felice? Le prime risposte che mi sono venute in mente sono state: mi piace fare i dolci, mi piace leggere, mi piace fare sport.

Prima missione, quindi, riordinare il mio cassetto degli attrezzi da pasticceria che stava in un caos incredibile causato essenzialmente dal fatto che dedico troppo poco tempo a questa mia passione. Ho riorganizzato il mio cassettino, utilizzando due belle scatole (ho pure l’insana passione di accumulare scatole di cartone e di latta tra le altre cose, a questo punto usiamole) e dividendo gli attrezzi a secondo del loro specifico utilizzo. Risultato: ho una zona di lavoro tutta mia che sembra quella di un professionista. Sono molto felice e non vedo l’ora di mettermi all’opera.

Secondo passo: buttare via le cose che sono in giro e che non trovano una loro collocazione. Avevo un cassetto dove buttavo di tutto, dagli scontrini, alle tessere di fidelizzazione alle ricette del medico. Ho scoperto che devo farmi ancora le analisi del sangue da questa estate. Vedi la vita, a volte. Il resto via, i ricordi  del film visto in un cinema a Jaipur o dei Campovolo a cui ho partecipato, rimangono vividi e non importa accumulare carta in un cassettino già piccolo.

E’ solo l’inizio. Grandi le sfide che ho davanti: ordinare il bagno e il suo contenuto, eliminare i campioncini dei cosmetici che infestano questi 38 mq  e tan tan tan tan tattaaaaaaa…..resettare l’armadio. Ce la posso fare.

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E’ più forte di me

Volevo chiudere. Volevo diventare seria. Volevo concentrarmi sulla mia crescita professionale, su blog commissionati, su progetti ambiziosi. Invece è più forte di me: ho bisogno di scrivere un diario cretino di tutte le assurdità che la vita mi regala.

Io ci ho provato, ve lo giuro. Pensavo che fare siti e scrivere contenuti per altri mi potesse far passare la voglia di scrivere idiozie. Al contrario, ne ho più voglia di prima.

Il punto è che nei blog/siti su commissione devo scrivere cose che non penso, non sento, non provo.  Qui invece se mi sveglio male posso dire a tutti voi  “Oddio un’altra giornata di cacca” e voi mi capite.

Mi mancavate. Questa è la verità.

Così, mentre questo raccapricciante anno si chiude vi aggiorno su un paio di cose.

  • a Natale ho mangiato tanti di quei tordelli che sarei dovuta morire per arterie bloccate e invece il giorno dopo la bilancia elettronica faceva 40.8 e perciò ho scoperto che i tordelli non fanno ingrassare e comunque son viva e vegeta
  • la mia nuova ginecologa è una tipa bionda, che fa le visite sui tacchi e mi dice che i mariti quando sono a casa da lavoro danno solo fastidio; io con la mia nuova ginecologa potrei uscire a fare serata di sole donne ma non so se questo è bene o male
  • il Windsurfista ha una costola incrinata e ciondola lamentandosi che non può andare in bici
  • stiamo tutti soffocando per lo smog anche nel Sobborghino

E allora tanto saluti da me e il fidato Oregon, il pino made in China di 180 cm che in questi giorni comanda nella mia casa di 38 mq . Ci rivediamo presto, molto presto.20151219_114429[1]

 

 

 

Che c’è per colazione?

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Essendo in questi giorni molto ispirata, nonostante il caldo, e anche annoiata dalla solita colazione mi sono decisa a rifare le brioches. Dopo anni di tentativi falliti, successi completi o a metà, credo di aver trovato la formula giusta anche con l’utilizzo del lievito madre. Inutile dire che la parola magica è lievitazione lunga, nel mio caso 10-11 ore a temperatura ambiente, ossia 21-23 gradi.

La mia pasta madre è abbastanza matura ormai e mi regala grandi soddisfazioni. Per la ricetta ho utilizzato una farina W260, tagliata con della manitoba, burro biologico, uova dei suoceri di mia sorella – provenienza valle del Magra- e limoni del giardino dei miei genitori. Gli ingredienti sono molto importanti ma anche l’occhio e il tatto nel capire il grado di umidità dell’impasto e sistemarlo a seconda dei casi. Ecco perchè è difficile dare delle dosi precise, soprattutto per quanto riguarda la farina.

Il risultato fragrante e profumatissimo lo vedete nelle foto, Loredano si è già ingozzato stamattina inzuppandole nel latte, io le preferisco con il mio salvifico caffè. Non è una colazione da tutti i giorni ma ogni tanto vale la pena regalarsi un momento dolce speciale.

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