Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)

Il giorno del mio 46esimo compleanno sembrava tutto perfetto. SEMBRAVA.

Il sole splendeva, l’aria calda ancora estiva ravvivata da una leggera brezza e un mare calmissimo e cristallino. Io, radiosa  e leggera, ero in spiaggia in compagnia del Windsurfista e della Cugina Problematica, entrambi in grande forma: il primo dopo minuti 1 dal posizionamento sulla sdraio si era già trasformato in una sfinge (o mummia a seconda dei punti di vista) e la sua figura è andata abbastanza velocemente a mimetizzarsi con il paesaggio; la seconda non aveva problemi fisici da menzionare e quindi conversava con me in modo persino piacevole.

All’improvviso. All’orizzonte. Lei. La donna che mi terrorizza da sempre. La figura inquietante ricorrente nei miei incubi. L’incrocio tra Crudelia Demon e Patty Smith: la Parente Pazza della Cugina Problematica. Continua a leggere “Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)”

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A volte ritornano

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Qualcuno di voi saprà che avevo fermamente e risolutamente deciso di non scrivere più. Basta, sei anziana, il climaterio è all’orizzonte, se bevi un limoncello ti ci vogliono tre giorni per riprenderti, la cellulite non è più un incubo ma una realtà, la vita è un noioso ripetersi di azioni insignificanti come alzarsi, fare colazione, fare i tuoi 3 lavori per portarti a casa un terzo di uno stipendio normale e così via. Senza contare la routinante vicinanza con veri dementi mononeuronici e testosteronici che continuo a frequentare perchè alla fine sono ancora in quel circo che si chiama politica. Continua a leggere “A volte ritornano”

Io son pronta ma….

Ci sono poi loro. Quelli che quando devi partire, per andare ovunque, ti mettono in guardia da stupratori, assassini, terroristi, bombaroli, scippatori che in alcune zone del mondo- cioè tutte- secondo loro abbondano e stanno aspettando me ignara donna solitaria dotata di trolley Carpisa azzurro carta da zucchero che vago spersa in metropoli affollate con una mappa in bella vista in mano. Sempre che non sia già perita nel viaggio di andata a causa di un incidente aereo. Perchè come sappiamo gli aerei cadono sempre e tu stai per salire su un aereo, sappi che potresti quindi morire proprio domani.

Magari invece vai in bicicletta da qualche parte e ti avvisano che poresti cadere e spaccarti i denti, la testa, rimanere sotto un tir che per caso viaggiava in quel momento su di una pista ciclabile. O hai deciso di andarti a vedere la Juventus.: omioddddio lì mi aspettano utlras violenti, bottigliate in testa, guerriglia urbana e i soliti stupratori.

Nemmeno stavolta sono riuscita a scamparla. Credevo di aver scelto un evento innocuo e invece no. Ho scoperto che i concerti rock sono la cosa più pericolosa di questo pianeta. Oltre a serial killer travestiti da fan quattordicenni che ti mettono la droga nel bicchiere, si aggirano terroristi di ogni risma e colore, bombardano dal cielo e poi uccidono la band e tutti i loro fans.

Loro son convinti di questo. Quando snocciolano le tragedie imminenti che ti stanno per capitare pensano di essere utili. O ganzi. Ma no. Non lo sono. Sono dei menagramo che portano una sfiga immensa. Se tu non li ascolti, ti inviano la sfiga via sms e whatsapp. Cioè tu apri whatsapp e ti trovi scritto “speriamo che non succeda niente di brutto” e non stai partendo per una missione di guerra ma  stai mettendo l’orociok in borsa per non aver fame durante l’attesa dello spettacolo.

Vorresti rispondere così: ma perchè invece di perdere tempo ad elencarmi una serie di disgrazie che possono capitarmi non esci di casa e non vivi? Ma come puoi pensare di essere carino, amichevole, amorevole ed educato ad augurare la morte a qualcuno che sta per fare qualcosa? Io son pronta a tutto, per carità, ma tu smetti di guardare final destination 9 e vivi. Là fuori, amico, c’è un mondo che ti aspetta. Pericoloso, certo, ma bello.

rehab & brossage

A come accidia, astenia, abulìa, apatia, asocialità, arteriosclerosi, assenteismo,  annàmobbene.

Comincio a essere stanca del rehab da vecchi catorci e della palestra fisiatrica.  Poi non potete capire che posto brutto che è quello. Metaforicamente e non. Sotto di me si consumano vere e proprie tragedie. Al piano inferiore si trova infatti  la sezione affidi di minori e l’ambulatorio per il disagio sociale. Si percepisce una palpabile aura di angoscia e negatività frammista a puzzo di disinfettante, come se in qualche modo il sistema sociale cercasse di disinfettare la cancrena di cui soffre. Uomini e donne tristi, arrabbiati, sporchi, che gridano, che parlano e piangono in tante lingue. Bambini già brutti.

Oggi per levarmi di dosso questa sensazione di tristezza frammista a schifo e sporco, sono andata dall’estetista a farmi il brossage e il cataplasma. Avevo qualche risparmio nascosto sotto il materasso, inutile lasciarlo lì alla mercè dei ladri che da settimane stanno facendo il giro del quartiere sfondando porte. A proposito, ladro che stai leggendo questo post: la porta è aperta, evita di sfondarcela grazie. Dentro casa non c’è niente, ormai anche i miei vestiti più belli sono usurati dal tempo e non credo abbiano un mercato, non ho gioielli, non ho ancora ricevuto un anello di fidanzamento figurati, e sto aspettando che un miliardario rigorosamente somigliante a James Franco mi regali dei brillanti per le orecchie. Non c’è nemmeno la catenina della comunione, ho il dubbio di non aver ricevuto mai una catenina della comunione tra l’altro. Contanti non esistono e quei pochi che avevo li ho dati a quella stronza della mia estetista che non mi ha fatto fattura. (C come carta di credito sempre).  Quindi ladro sprechi il tuo tempo e con la tua ectoplasmatica presenza aggiungi alla mia lista un’altra parola con la A.  Angoscia.

B come basta, sennò ci deprimiamo sempre più. Però il brossage al miele mi ha rimesso al mondo.

dormire dolce dormire

C’è stato il terremoto. Anche stanotte, dico. Epicentro a una quindicina di km dal Sobborghino, intensità della scossa più grossa 3.5 scala Richter. Lo hanno sentito tutti, anche chi giaceva con me in quel momento.

Io no. Io non mi sono svegliata nemmeno con una scossetta di terremoto. Ho l’atroce dubbio di essere una potenziale candidata a rapine notturne  o a morte causata da  qualche catastrofe naturale, tutto per colpa del mio sonno pesante. Comunque ho sognato di essere in guerra, che bombardavano le case e che tremavano le pareti. Forse il terremoto l’ho effettivamente sentito ma non sono riuscita a svegliarmi.

Tutto ciò è lievemente angosciante. Non il fatto che io dorma così tanto, ma il terremoto. O anche il fatto che io dorma così tanto. A scanso di equivoci  ho convinto il Windsurfista a non chiudere la porta con le solite 47 mandate di chiavi. Di certo dormirò più leggera sapendo che in caso di una scossa forte non debba cercare per tutta la casa un paio di chiavi per uscire. Tanto tutta questa criminalità io al Sobborghino non la vedo.

ritorno alla scuola media

Ieri sono andata a fare un intervento in una scuola media in veste di consulente “europeo”. Non era la prima volta che andavo in una scuola a parlare di Europa ai ragazzi, ma lo avevo sempre fatto nei licei e mai in una scuola media.

Avevo una certa ansia. Non solo per la paura di annoiare i ragazzi con argomenti magari per loro poco accattivanti, non è stato così alla fine perchè sono riuscita a trovare una formula che ha catturato la loro attenzione, ma proprio per la paura nei confronti di quei ragazzi di  dodici-tredici  anni, un’età che a me spaventa molto forse perchè non l’ho vissuta bene. Gli anni delle medie sono stati un incubo. Nonostante sia stata fortunata nel capitare in una classe dove la maggioranza degli alunni non presentava problemi comportamentali, ma anzi era una classe diligente e spesso portata come esempio al resto della scuola; nonostante fossi tra i primi della classe in termini di profitto, nonostante avessi un buon rapporto con compagni e compagne, ecco io alle medie mi sono sempre sentita una sfigata.  Ero una bambina in mezzo a giovani donne che avevano il fidanzato, mi vestivo malissimo, avevo dei genitori rompicoglioni, non avevo il permesso di andare da nessuna parte. Alle feste ero sempre appiccicata alle pareti mentre gli altri pomiciavano, e le uniche cose che i maschi facevano con me era giocare a calcio, fare a gare di sputi e di rutti e parlare male di altre ragazze. Se non ci fosse stata la ginnastica, le gare e gli allenamenti sarebbe stato peggio certamente. Insomma, io il tempo delle mele l’ho visto solo al cinema, di nascosto dai miei che lo trovavano diseducativo (!!!cattocomunisti!!!) , per il resto certe risatine sulle mie scarpe da maschiaccia sfigata e sulla tuta rosa  nell’ora di educazione fisica mi hanno ferito.  Che poi ho saputo dopo, dalle stesse compagne che mi sembravano gnocche come Sophie Marceu, che pure loro provavano la stessa identica terrificante e angosciante sensazione di inadeguatezza. Un’età decisamente di merda.

Ecco, tutto questo si è trasformato nel tempo in un vero terrore per i ragazzini delle medie. Anche per gli insegnanti delle medie. Una roba che Freud ci sguazzerebbe. Quindi ieri avevo paura di fallire: me li vedevo tutti lì davanti a ridacchiare mangiando patatine, scartocciando merendine, in una bolgia tremenda, mentre io cerco di mandare una slide e parlare sopra le loro voci urlanti. Per una che ha parlato in pubblico in inglese davanti a Nick Clegg questo terrore è a dir poco imbarazzante.

Invece no. Sono rimasti tutti ad ascoltarmi, mi hanno tempestato di domande, mi hanno chiesto tantissime cose sulla mie esperienza europea, mi hanno applaudito, mi hanno detto in coro grazie, mi hanno chiesto l’indirizzo twitter. In altre parole sono stati meravigliosi.   E bravi anche gli insegnanti, che li hanno preparati e che si sforzano di formare i ragazzi con iniziative come quella a cui ho partecipato (con la loro professoressa ho lavorato per qualche giorno la sera, il che dimostra come alcuni insegnanti prendano sul serio la loro professione).

Adesso?Adesso penso che sia il momento di accantonare il senso di inadeguatezza puberale e guardare in faccia alla realtà:  sono cresciuta, mi vesto decentemente e alle feste non sono più carta da parati. Ma soprattutto come ho potuto pensare di voler pomiciare con qualcuno a tredici anni: a quell’età i maschi sono veramente disgustosi.

emergono particolari inquietanti

Più frequenti alcune persone più impari a conoscerle nelle loro piccole e grandi manie, o semplicemente abitudini, che a una prima occhiata superficiale potrebbero sfggire. Certo, nel caso di FdC, gli indizi c’erano tutti: risata che fa accapponare la pelle, invadenza, gusto dell’orrido.

Io e il Socio, un paio di settimane fa, siamo stati invitati per l’ennesima volta a una cena a casa sua. Questa era in realtà una “pizzata”, poichè nel tempo libero FdC ha frequentato un fantomatico corso di cucina nel quale le è stato, pare, insegnato a fare la pizza. Sotto la supervisione del suo futuro “cognato”, brevemente pizzaiolo in una fase della sua vita, FdC ha passato una domenica a impastare. Io avevo subito declinato l’invito per un’ipotetica campagna elettorale da fare in Apuania, il Socio qualcosa di simile.

Ma FdC nel tempo si è fatta furba. Ha imparato a conoscere i suoi avversari, li ha studiati per bene e ha capito che i due altro non sono che squallidi opportunisti alla ricerca di una folgorante carriera politica e così è magicamente spuntato nella rosa degli invitati un personaggio che io e il Socio avremmo conosciuto volentieri. Dopo un rapido consulto abbiamo deciso di accettare l’invito.

I presenti alla cena erano uno più noioso dell’altro ma, come ha argutamente notato il mio Socio, se la provenienza è quella parrocchiale è ovvio che non potessero raccontarci cose avvincenti. Mi sono sciroppata un’intera serata di racconti di boyscout. (Quando la prossima volta sarete nell’urna e starete per votare per il più grosso partito di centrosinistra pensate a me. A me e le avventure delle Giovani Marmotte. A me e i ricordi altrui di schitarrate e campeggini con preghiera inclusa. Ecco, pensate a questo.)

La pizza era tremenda ma FdC è di Firenze e la pizza media fiorentina fa schifo quindi i boyscout e le coccinelle hanno mangiato tutta la pizza, compresa quella all’ananas. Ecco io non voglio parlare troppo della pizza e degli ingredienti usati perchè potrei passare per una spocchiosa e insopportabile so-tutto, ma comunque una pizza così nemmeno al mio cane.

Alla fine della serata sono rimasta incastrata nell’invito a fermarmi per dormire. Il Socio mi ha fatto gli auguri e si è dileguato nella pioggia e nella notte e io sono rimasta sola con FdC. L’ho aiutata a rigovernare e lei, con mio grande stupore e raccapriccio, ha acchiappato tutto ciò che era avanzato, fragole, ananas, gorgonzola e mozzarelle e paf lo ha buttato nell’immondizia. Un pezzo di gorgonzola nuovo, fragole neppure toccate. Tutte cose che rimangono nel frigo per giorni. Quando si è chiusa in bagno per prepararsi per la notte, io non ce l’ho fatta e ho aperto il frigo per capire cosa ci fosse dentro. E, come immaginavo, il frigo era completamente vuoto. Solo una pentola di quello che, poco prima, mi aveva indicato come il suo “brodo di coniglio”. Capite, FdC bolle conigli in pentola. Non mangia fragole e formaggi ma coniglietti.

Tremante, sono andata nella mia camera e ho scoperto che sul letto troneggiava un pagliaccio di pezza con due croci cucite al posto degli occhi e un sorrisino cattivo. A quel punto gli ingredienti per un film dell’orrore c’erano tutti. Ho messo in un cassetto il terrificante pupazzo, ho chiuso la mia camera a chiave e ho cercato di non pensare a tutti quei particolari inquietanti che in poche ore erano prepotentemente emersi.

La mattina dopo, alla luce del sole il pupazzo non era più terrificante ma solo un gadget di cattivo gusto, mi sono ricordata dell’ intolleranza ai latticini di FdC, ho pensato che forse anche la frutta le potesse far male. Ho pensato che certi inquietanti particolari in realtà possono solo essere abitudini alimentari diverse dalle mie.

Certo che però voler andare in un’ottima pasticceria solo per bere un tè mi è parso strano. Ma a quel punto, gustandomi il mio caffè e un meraviglioso cornetto, ho pensato che il mondo è bello perchè è vario. Magari, non per i conigli.