Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)

Il giorno del mio 46esimo compleanno sembrava tutto perfetto. SEMBRAVA.

Il sole splendeva, l’aria calda ancora estiva ravvivata da una leggera brezza e un mare calmissimo e cristallino. Io, radiosa  e leggera, ero in spiaggia in compagnia del Windsurfista e della Cugina Problematica, entrambi in grande forma: il primo dopo minuti 1 dal posizionamento sulla sdraio si era già trasformato in una sfinge (o mummia a seconda dei punti di vista) e la sua figura è andata abbastanza velocemente a mimetizzarsi con il paesaggio; la seconda non aveva problemi fisici da menzionare e quindi conversava con me in modo persino piacevole.

All’improvviso. All’orizzonte. Lei. La donna che mi terrorizza da sempre. La figura inquietante ricorrente nei miei incubi. L’incrocio tra Crudelia Demon e Patty Smith: la Parente Pazza della Cugina Problematica. Continua a leggere “Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)”

Io son pronta ma….

Ci sono poi loro. Quelli che quando devi partire, per andare ovunque, ti mettono in guardia da stupratori, assassini, terroristi, bombaroli, scippatori che in alcune zone del mondo- cioè tutte- secondo loro abbondano e stanno aspettando me ignara donna solitaria dotata di trolley Carpisa azzurro carta da zucchero che vago spersa in metropoli affollate con una mappa in bella vista in mano. Sempre che non sia già perita nel viaggio di andata a causa di un incidente aereo. Perchè come sappiamo gli aerei cadono sempre e tu stai per salire su un aereo, sappi che potresti quindi morire proprio domani.

Magari invece vai in bicicletta da qualche parte e ti avvisano che poresti cadere e spaccarti i denti, la testa, rimanere sotto un tir che per caso viaggiava in quel momento su di una pista ciclabile. O hai deciso di andarti a vedere la Juventus.: omioddddio lì mi aspettano utlras violenti, bottigliate in testa, guerriglia urbana e i soliti stupratori.

Nemmeno stavolta sono riuscita a scamparla. Credevo di aver scelto un evento innocuo e invece no. Ho scoperto che i concerti rock sono la cosa più pericolosa di questo pianeta. Oltre a serial killer travestiti da fan quattordicenni che ti mettono la droga nel bicchiere, si aggirano terroristi di ogni risma e colore, bombardano dal cielo e poi uccidono la band e tutti i loro fans.

Loro son convinti di questo. Quando snocciolano le tragedie imminenti che ti stanno per capitare pensano di essere utili. O ganzi. Ma no. Non lo sono. Sono dei menagramo che portano una sfiga immensa. Se tu non li ascolti, ti inviano la sfiga via sms e whatsapp. Cioè tu apri whatsapp e ti trovi scritto “speriamo che non succeda niente di brutto” e non stai partendo per una missione di guerra ma  stai mettendo l’orociok in borsa per non aver fame durante l’attesa dello spettacolo.

Vorresti rispondere così: ma perchè invece di perdere tempo ad elencarmi una serie di disgrazie che possono capitarmi non esci di casa e non vivi? Ma come puoi pensare di essere carino, amichevole, amorevole ed educato ad augurare la morte a qualcuno che sta per fare qualcosa? Io son pronta a tutto, per carità, ma tu smetti di guardare final destination 9 e vivi. Là fuori, amico, c’è un mondo che ti aspetta. Pericoloso, certo, ma bello.

ci sono auguri e auguri

Sto tornando dal supermercato. Il sole splende, l’aria è fredda e frizzante, gli uccellini cinguettano, io mi sento leggera: ho impiegato minuti 15 in totale per comprare qualcosa per me e il Windsurfista stasera. Una cena raffinata ma semplice, con la valigia pronta e un treno che all’alba ci aspetta per la consueta fuga di inizio anno  noi due da soli senza nessuno e nessuno che sa dove andiamo. Insomma sono persino di buon umore.

E poi, ecco all’improvviso lei che sbuca dal nulla come un fantasma, il bastone per reggersi, barcollante e nitida nella luce di questa limpidissima mattina. La saluto per educazione (e anche perchè mi va di salutarla, mi fanno sempre tenerezza le anziane signore) trotterrellando con il mio carrello della spesa che viaggia alla stessa velocità di una Ferrari con il chiaro intento di non volersi fermare. Lo so sono una stronza ma se la vecchia attacca bottone è la fine, un conto è un saluto e un sorriso, un conto sono mezz’ora di discorsi allucinanti. Ma la vecchia è scaltra e mi augura una buona fine e un buon principio. Mi devo fermare. E lei parte.

Vi risparmio 10 minuti di operazioni agli occhi e femori rotti. Alla fine di quell’ampia e dettagliata carrellata di schifezze la vecchina mi dice:- Ha visto quanti ladri signorina che entrano nelle case?- . Non so che rispondere, in questi casi che cosa bisogna rispondere? Lei continua: – Sono entrati ovunque qua in giro. Sono entrati anche da voi?-(sguardo miope indagatore e sorriso maligno) -……beh….no…- (mano che se fosse stata d’uomo sarebbe caduta di colpo sulle proprie palle)
-Eh speriamo, eh…speriamo che non passino ora, durante le feste- dice lei prima di dileguarsi in qualche giardino dell’isolato.

Torno amaramente a casa con una sottile angoscia nello spirito. Io la prossima volta che la incontro la investo, le vecchia, con il carrello della spesa. Sempre che i ladri non me lo portino via insieme al resto nei prossimi giorni.