altri esperimenti vegani

Ieri la decisione: facciamo qualcosa di sano ma proteico che non siano i soliti legumi. Sperimentiamo. Avevo comprato la farina di ceci per fare, in realtà, la calda calda, la cecina o come diavolo la chiamate nella vostra zona. Quella meravigliosa, untissima e profumata torta di farina di ceci che in Apuania viene sfornata da forni rigorosamente a legna e servita da sola con del pepe oppure in mezzo alla focaccina alta e morbida. Vegana di certo, sana non so. Ingrassante di sicuro.

Frotte di vegani su internet giurano e spergiurano che la farina di ceci si utilizza al posto dell’uovo creando deliziosi piatti senza colesterolo e senza minare la salute psichica delle galline. Perfetto. (Premetto, questo è un dovere di cronaca, che io utilizzo sempre e solo uova biologiche e le uova del contadino vicino a casa. A volte tale contadino mi vende anche quelle di anatra e papero quando ce ne sono tante , non pensiate che sfrutti galline in gabbia. Giammai.)

Ieri al posto della cecina, a Loredano, per secondo ho servito la frittata di farina di ceci e verdure. Che poi non era cattiva, anzi. Un pò stucchevole forse, a metà frittata ho lasciato perdere ero già sazia. Lui ci si è lanciato famelico come sempre dopo l’etto e mezzo di pasta all’olio, a metà si è bloccato. Mi dice: ” Pesa sta roba”. Però l’esperimento non è andato male e per fare qualcosa di diverso ogni tanto può andare. Certo, la vecchia frittatina di cipolle e bietole è tutta un’altra cosa, ma il sapore della farina di ceci a me piace molto e credo che l’esperimento verrà ripetuto.  Non so come la prenderà Loredano. Credo che prima di riproporgliela dovrò sfornare quintali di calda calda per addomesticarlo. Che dite?

Annunci

vai a fare del bene

Io ci tengo alla salute. Tengo alla salute mia e del Windsurfista, l’amore della mia vita. E la salute passa da un’alimentazione sana. E io amorevolmente servo alla mia dolce metà non schifezze precotte, non tonnellate di pasta alla carbonara, non cotolette unte. No, io servo al mio amato un minestrone con bulgur e quinoa.

Che importa se poi lui si caca l’anima nel cesso dell’ufficio la mattina dopo? Che importa? E’ tutta salute!

Però ora basta cibo per galline se poi oltre a deprimersi a cena ci si deprime in un cesso dell’ufficio. Stasera mi sa che si mangiano i bucatini all’amatriciana.

Non ricordo di aver mai avuto effetti collaterali con quelli.