nuovi abitanti

Ieri pomeriggio, un tramonto mozzafiato.

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Stamattina brina sui prati. La Natura non smette mai di meravigliarmi, neppure durante l’inverno. Lungo il torrente diverse specie di anatre, pettirossi, allodole e altri uccellini si godono l’aria frizzante e poi mentre io arranco nel mio allenamento mi sfreccia davanti lui: veloce, maestoso, bellissimo: un martin pescatore. Blu e rosso, il becco lungo. Non ne avevo mai visti, se non nei documentari, e mi sono commossa. Non sono purtroppo riuscita a fargli una foto, ma ho intenzione di partire per un’esplorazione fotografica nei prossimi giorni. Intanto per darvi un’idea di quanto sia bello il martin pescatore eccovi una foto didascalica.

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Trovo meraviglioso che sotto casa ci siano così tante specie di animali, anche rare. Ogni volta che vedo un animale selvatico mi tornano l’ottimismo e la speranza e mi vien da pensare che forse ancora non tutto è perduto.

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ultime nuove dal Sobborghino

E’ tempo che vi aggiorni sulla vita nel Sobborghino, non lo faccio da molto e invece mi accorgo di quanto potrebbe essere interessante disseminare notizie sulla vita dei piccoli agglomerati urbani toscani.

a) c’è la politica nel Sobborghino. La Sindaca uscente non può ricandidarsi, scaduto il secondo mandato, e quindi sono partite le frenetiche operazioni pre-voto, a cui la sottoscritta non ha partecipato, o almeno non ancora, per mancanza essenzialmente di voglia e perchè presa da altre ben più difficili campagne elettorali. Dunque ci sono state le primarie del PD dove un giovane assessore uscente renziano si è confrontato con un altro giovane dell’apparato , non ho capito se renziano o no, ad ogni modo ora son tutti renziani ma vabbè. Dopo il voto- effettuato nei circoli e nelle case del popolo della zona- pare siano emerse irregolarità. Per chi per come per cosa perchè non è dato sapere, ma i due candidati sono venuti alle mani e ora non si parlano più. Uno infine ha fatto un passo indietro, credo, insoma ad oggi non si capisce cosa Ondalunga voterà, e infatti sto pensando di metter su una lista civica tanto per dar fastidio uah uah uah.

b) c’è del marcio al Sobborghino. Il nostro condominio è stato preso di mira da due bimbiminkia che sono entrati in cortile per cercare di rubare biciclette e altro. Li abbiamo sgamati, io per prima che come la signora Kravitz di Vita da Strega non mi faccio mai gli affari miei; il Windsurfista ha pure trovato uno schermo di pc che avevano rubato e poi abbandonato nel campo adiacente forse sentendosi braccati. Questi due erano già venuti un paio di settimane fa, cappuccio della felpa firmata a coprire il volto e aria strafottente. Peccato che la loro stupidità non gli consenta di diventare bravi criminali, oltre che nel futuro di combinare alcunchè di buono per sè stessi e la società.

c) c’è crisi al Sobborghino e io ho provato una nuova parrucchiera perchè il mio, per quanto bravo e fiko , è davvero troppo costoso. Così sono entrata da una ragazza che ha un negozio suo e mi sono trovata benissimo. A saperlo avrei risparmiato cifre. Colore semipermanente molto bello e un taglio perfetto rispettivamente a 12 e 14 euro. Poi è carina, simpatica e il posto brilla per ordine e pulizia. Promossa con lode e pace per il parrucchiere delle dive, almeno con lei non devo prendere appuntamento 20 giorni in anticipo e posso decidere anche di aggiungere o levare un trattamento una volta lì.

d) c’è la primavera al Sobborghino e con lei le rondini. Ce ne sono moltissime e di diverse specie. Fanno i nidi sempre nei soliti posti e non è difficile vedere sulla soglia delle case il guano, ma il bello è che nessuno si lamenta e anzi sono tutti felici di avere delle rondini che nidificano sui propri tetti. E io preferirei pulire guano che trovare api morte. Qualcuno nelle vicinanze deve avere anche una bat-box perchè ci sono due pippistrelli che ogni tanto la sera svolazzano alla ricerca di cibo. I gatti cominiciano a girovagare e dormicchiare ovunque e ho rivisto in giro il vecchio gattone soriano, un enorme animale, non castrato naturalmente, pieno di cicatrici e immagino grande inseminatore del circondario.

Ci sono poi una deliziosa fioraia da cui acquisto piante; due fanciulle che gestiscono una meravigliosa erboristeria; una pasticceria per intolleranti al glutine; i dentisti in franchising da cui ci serviamo io e il Windsurfista e dove lui ha una fan; due comitati elettorali sempre aperti; un centro culturale pieno di ragazzi; un famoso artigiano della ceramica che dipinge le sue opere per la strada; e un vecchietto gobbo che indefesso coltiva il suo pop-ort.

è la guerra

Due giorni fa il macabro ritrovamento. 7 imennotteri morti stecchiti dentro il secchio , per altro vuoto, accanto alla lavatrice e al lavello sul balcone. Tutti e sette drammaticamente dentro il secchio, schiattati e infelici. Ho pensato che potessero essersi avvelenati con qualcosa dal mobiletto che stavano aggredendo da giorni. Ma dentro quel dannato mobile ci sono scatole, oggetti nuovi ancora impacchettati, i miei attrezzi da girdino, gli stivali di gomma. E quindi boh. Forse una malattia improvvisa avvenuta domenica (sabato eravano vivi e lunedì li ho ritrovati morti).

Oggi pomeriggio mentre stavo lavorando un certo movimento ha catalizzato la mia attenzione e con orrore mi sono accorta che attorno al mobile del balcone c’è un vero e proprio sciame di api. Api vere, quelle morte erano apine più piccole, comunque diverse. Comunque,impossibile uscire. Provo allora ad uscire dalla porta-finestra della camera da letto ma lì vengo aggredita da uno sciame di apine piccole, quelle che ho ritrovato morte.

Intorno al mobile api di diversa razza se le stanno dando di santa ragione e in terra ci sono già cadaveri.

Dopo la battaglia di Anghiari, la battaglia del Mobile di Legno del Terrazzo dei Due Sfigati Umani.

Veramente. Trovatemi una soluzione altrimenti procederò con metodi poco ortodossi. Non hanno scuse: siamo in campagna. Ci sono boschi, prati e persino delle arnie abbandonate in un pop ort a 20 metri. Non hanno bisogno di farsi il nido nel nostro mobile. Questo è il NOSTRO regno, la NOSTRA lavatrice, le NOSTRE carabattole. Maledette impiccione.

Almeno lasciateci del miele.

Loredano e gli impollinatori recidivi

Il Windsurfista giorni fa mi telefona. – Ondalunga, il postino mi ha detto che ha lasciato un pacco per me- – Quale pacco? Non c’è nessun pacco e tanto meno l’ombra di un postino, maledetti tutti loro non ricevo più le mie copie di Vanity Fair da mesi- Il tono del Windsurfista si fa allarmato- Deve esserci un pacco. Lo hanno lasciato-  -A me no. Informati- Clic.

Il Windsurfista richiama ed è imbufalito – Hanno sbagliato indirizzo. Lo hanno depositato da qualche parte a Firenze- -Spero niente di prezioso- -Il mio telefono nuovo dannazione- Clic.

Dopo alcuni giorni di tormento quotidiano, parolacce e insulti alla sorte e alle poste, una mattina ritelefona il Windsurfista e mi dice che il pacco sarebbe stato consegnato, che c’era stato un errore. Di lì a poco il Postino suona. Due volte, lo giuro. Quando scendo trovo un giovane hipster vestito da postino che mi aggredisce ruggendo che sul pacco c’era un indirizzo sbagliato. No, a parte che non sono stata io a scrivere l’indirizzo, ma dove sono finiti i postini che incontrava Jessica Lange?. Il giovane postino-hipster aggiunge : -E’ anche fortunata che siamo riusciti a trovarlo- Capisco che sono di fronte al nuovo processo di privatizzazione che include un diverso tipo di marketing e di gestione del cliente. Controllo il pacchettino e  in effetti c’è scritto, in calcetto, un nome che non è quello del Windsurfista. Un nome meraviglioso, fantastico, evidentemente partorito da una mente fantasiosa: Loredano.

Io di Loredano mi innamoro subito, del nome intendo. In Loredano c’è qualcosa di benaugurale, di divertente, demenziale e assolutamente adatto al Windsurfista in certi momenti.

Loredano sta vivendo momenti difficili: gli smarriscono i pacchetti, il vento cala quando monta le vele, suo padre gli lascia un orrendo dolce da mangiare a colazione ma soprattutto ha di nuovo problemi con la campagna.

Gli impollinatori sono di nuovo alla ricerca di un rifugio sul nostro terrazzo e nel nostro mobile di legno. Di tutti i terrazzi e i mobili Ikea dei dintorni, questi insetti molesti hanno deciso di voler il mobile di Loredano. Non è bastato tappare tutte le fessure, no, loro desiderano quel mobile e basta.

Loredano, stanco, ha deciso di ritirarsi dalla battaglia contro l’esercito di imennotteri. Lo capisco. Però dobbiamo trovare una soluzione. Si sta spargendo la voce tra di loro infatti,  ne ho visti alcuni ieri che non mi sembravano né bombi né api, chissà che razza di impollinatori erano.

Di certo, dei recidivi.

 

 

le similitudini

Micia ha 19 anni. Diciannove anni per una gatta sono un’età venerabile. Essendo Micia una vecchina, in salute ma pur sempre una vecchina, la sua giornata tipo si svolge così.

Sveglia presto con roboanti miagolii, pare infatti che i gatti anziani che come lei sono completamente sordi e abbastanza ciechi, a volte si sveglino disorientati e chiamino, disperati, parenti e amici. Colazione, poca ma buona. Passeggiata di 5 metri fino al suo cuscino in veranda. Non riuscendo più a salire e scendere da sedie e poltrone il cuscino è a terra. Quando fa caldo si sposta sotto una pianta. Il resto della giornata lo passa dormendo. Si sveglia solo se ammorbata da cuccioli umani o se si accorge che io o mia madre siamo nelle vicinanze. Si deve far pettinare perchè non riesce più a lavarsi sulla schiena e se ne sta beata mentre le spazzoliamo il pelo ancora folto. Ha tutti i denti in bocca e quindi sgranocchia croccantini  due volte al giorno.

Ogni mattina camminando verso la stazione del Sobborghino incontro una delle vecchiette dell’isolato. Avrà 100 anni. Cammina tutti i giorni per il solito tragitto con l’aiuto del bastone, il resto della giornata lo passa seduta su una sdraietta al fresco (le hanno pure montato un ombrellone!) .

Non lo so, ma io ci trovo delle inquietanti similitudini. Le due vecchiette mi paiono uguali, sorde, mezze cieche, sorridenti e rintronate. La vecchietta felina mi saluta miagolando ogni volta che mi vede e quella umana mi dà il suo buongiorno sorridendo.

Alla fine non è che siamo tanto diversi dagli altri animali, però Micia mi fa impressione: diciannove anni fa infatti era solo una minuscola gattina che ho trovato fuori dal cancello di casa e ai miei occhi rimane una cucciola perenne. Con le persone anziane è diverso. Ti aspetti che siano più vecchie di te e che se ne vadano prima di te.

Di sicuro mi dispiacerà molto un giorno non vederle più perchè, in un certo senso, anche solo il vederle lì accanto a te dormicchiare ti fa sentire meno sola e ti riempie le giornate di compagnia e dolcezza.

Da femmina a femmina

Ieri pranzo familiare. Ci sono tutti, genitori, fratelli, bambini, partners.

La gatta, una diciottenne in forma il che significa un’anziana in forma ma comunque anziana, è nella cesta accanto al camino e ascolta il chiacchiericcio dormicchiando. Le si avvicina il treenne, una piccola carogna di sesso maschile che cresce incarognendosi sempre di più e allunga le manine nella cesta  per accarezzarla. Lei lo guarda seccata e piuttosto diffidente ma sopporta. Il simpatico bambino, visto che la gatta sopporta e nessuno lo guarda, comincia a darle fastidio, perchè è il solito bambino dispettoso. La gatta a questo punto fa “mao” e si rivolge – ATTENTI BENE TUTTI-  non al bambino scassapallefeline ma alla madre di costui (mia sorella) con uno sguardo di profondo rimprovero come a dire  – Vuoi pensarci tu per favore, madre di questo piccolo teppista?- .

E mia sorella interviene e commenta- Pure la gatta, non bastano i rapporti delle maestre dell’asilo pure quelle  della gatta, che ha perfettamente ragione – e acchiappa il Treenne e lo sistema per le feste.

Voi avreste dovuto vedere lo sguardo della gatta a mia sorella, si può definirlo umano? Si può definirlo da femmina a femmina? Perchè è questo quello che ho visto.

la filiera corta

Persa  nei miei deliri quotidiani, tempo fa avevo deciso di impegnarmi seriamente a comprare frutta, ortaggi  e prodotti freschi dai vari gas o produttori di filiera. Avevo scaricato indirizzi di posta elettronica, fatto telefonate,  mi ero iscritta a mailing list ma i risultati sono stati penosi.

Non soltanto non possiedo una macchina per raggiungere questi posti, non soltanto non ho il tempo per andare alle riunioni dei GAS, non soltanto non ho la collaborazione del Windsurfista che vivrebbe sostanzialmente con i prodotti in offerta della COOP, ma sono stata talmente troppo tempo fuori di casa che l’unico modo per poter mangiare un minestrone è stato quello ieri di comprarlo surgelato.E non mi dite che dovrei lavorare meno perchè al momento non ho alternative. Se ce le avessi non sarei qui a piangere con la testa dentro un frigorifero vuoto ma sarei a raccogliere le uova dal culo delle galline o ancora meglio a telefonare alla mia governante per dirle di predisporre la ricerca di uova biologiche di allevamento all’aperto (all’aperto, Edna mi raccomando non quello a terra, c’è una grossa differenza). Pensavo che fosse semplice abbandonare i meschini ingranaggi della grande distribuzione ma non sono riuscita ad entrare in quelli della filiera corta.

So che ogni primo sabato del mese c’è un mercato contadino non troppo lontano dal Sobborghino ma finisce sempre che

1. ce lo scordiamo

2. dormiamo troppo, facciamo sesso  e ci alziamo tardissimo

3. siamo altrove, è sabato ecchecavolo

ora per esempio sabato ho fatto il conto sarebbe il giorno del mercatale ma abbiamo prenotato una gita in barca a vela con groupon che non possiamo assolutamente rimandare. E non ditemi che dovevo andarci prima in barca perchè non ci sono riuscitaa causa di Mister X, del Carrozzone, del meteo e del Windsurfista.

La filiera corta rimane un miraggio di filari di vigne rigogliose che scorrono la mattina sotto i miei occhi di pendolare, l’immagine dei due vecchietti che fanno l’orto sotto casa mia e tirano su pomodori, cipolle, addirittura carciofi, i ricordi della mia infanzia  tra le gallinelle americanine con le cui uova  facevo lo zabaione la mattina prima di andare a scuola.

Per adesso continuo la ricerca di un contadino che mi consegni a domicilio la cassetta di prodotti freschi e un giorno, chissà, quando la fortuna deciderà di baciare anche me potrei avere un orto e un pollaio tutto mio.

O anche solo una governante di nome Edna.

mattine di maggio

Certe mattinate iniziano male per tutti. E sì che il Sobborghino stamattina era splendido, un tripudio di verde, fiori e uccelli cantanti.

Il Windsurfista ha rovesciato il suo latte  sul fornello e sul pavimento mentre  io mi sono dimenticata una borsa a casa, così sono dovuta tornare indietro a prenderla e ho perso il treno.

Non grave per carità, la cosa buffa è che il cane di una delle case davanti  a cui passo durante il tragittodi ogni giorno, vedendo che tornavo, mi ha guardato con aria interrogativa alzando pure il sopracciglio come fanno sempre i cani per chiederti ma che diamine fai?

Aprendo non ho trovato latte in giro ma solo il Windsurfista che faceva i suoi esercizi mattutini per la vista. Inquietante.

Ieri sera sono stata a un dibattito tra Landini, Don Bigalli e Zipponi dell’Idv sul primo di maggio. Sono d’accordo con loro quando dicono che la triste verità è che ormai siamo solo tutti consumatori. Per quanto mi riguarda, sappiatelo, il primo di maggio ho di meglio da fare che regalare soldi ai commercianti.

Per me il riposo e la festa significano stare con chi amo e divertirmi, per fare shopping il tempo si trova sempre e non so perchè ma mi ha sempre fatto una tristezza inmensa vedere orde di famiglie, con bimbi al seguito, passare le festività nei centri commerciali tanto più ora che siamo nella bella stagione.

E se piove? No problem.

A letto, a fare sesso.