Buon 2017!

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Credere alle favole non è solo un gioco, ma è un sano esercizio per la mente. Capita poi che con un piccolo sforzo si riescano a raggiungere i castelli che sognavi da bambina, scoprire che esistono e toccarli con mano. Certo, bisogno attivarsi. Non lasciare cioè che la vita ti scorri accanto e vederla correre via e brontolare perchè qualcuno corre con lei e tu no.

Corri anche tu. Nuota anche tu. Salta anche tu. Continua a leggere “Buon 2017!”

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si diceva

Il frigorifero è stato aggiustato finalmente. Una settimana di pomodori, tonno, calcolo al milligrammo per non fare avanzare roba e acqua rigorosamente calda. Ammetto di aver sofferto un pochino. Ero in splendida forma ma la botta di caldo mi ha fatto deperire e ho avuto brutti momenti, alla fine sono scappata verso Apuania dove si respirava leggermente meglio. Per fortuna le temperature sono calate, anche se in modo lieve e ricomincio ad avere appetito e a stare in piedi: la pressione bassa mi aveva letteralmento messa a k.o.

Vorrei postare altre foto ma chi me le doveva dare, il Windsurfiusta, le ha ancora nel suo smart phone e latita. Due cose però le volevo dire su questa splendida isola. Intanto l’ho trovata più pulita, raccolta differenziata ovunque e spiagge che stanno tornando come erano una volta, insomma magari come negli anni ’70 no però ho ritrovato gli occhi di Santa Lucia. Credevo fossero estinti e invece eccoli lì tra le dita dei miei piedi, spuntare tra le altre mille conchigliette. Ho espresso desideri a non finire e li ho gettati in mare, non porto via niente dalla spiaggia io. La spiaggia è una cosa viva e si forma con quelle meraviglie che la gente vorrebbe portarsi a casa. Sappiate che hanno messo multe per chi viene sorpreso a portarsi via sabbia e conchiglie.

Abbiamo anche mangiato molto bene, non nei ristorantini sul mare e nei luoghi turistici ma in agriturismi spersi e sparsi nella campagna gallurese. A me la cucina sarda piace molto, son punti di vista è chiaro, e davanti ai ravioli sardi o ai malloreddus non dico mai di no. Mi piace come cucinano la carne, mi piacciono i loro dolci, mi piacciono i loro formaggi. Ho scovato una bottega artigianale in un piccolo comune, Aglientu, che fa cose spettacolari, dalla pasta fresca ai dolci secchi. Ho camminato anche molto, esplorando le spiagge e i dintorni della torre di Vignola e poi siamo andati nelle spiagge e nelle calette lungo la costa che da lì porta a S. Teresa di Gallura, carina ma letteralmente infernale per via del turismo di massa. Grazie, ma stiamo bene in  posti molto più rustici, selvaggi e solitari. Inutile dire che il mare è ancora commovente e l’ultimo giorno, a tenda smontata, ho voluto assolutamente fare l’ultima nuotata con un groppo in gola. Il Windsurfista vanneggia un possibile ritorno in terra sarda la seconda metà di settembre, io sogno a occhi aperti una fine estate in spiagge deserte a godersi l’ultimo sole e a camminare in paesi finalmente pacifici. Speriamo di riuscirci. La mia Sardegna mi manca di già.

Calette solitarie
Calette solitarie
Occhio di Santa Lucia e altre piccole meraviglie
Occhio di Santa Lucia e altre piccole meraviglie

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Una delle spiaggette del campeggio
Una delle spiaggette del campeggio
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Torre di Vignola
Io sotto il mare di Porto Liscia
Io sotto il mare di Porto Liscia
Fiume e mare
Fiume e mare
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Arcipelago della Maddalena

rientri

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Vorrei parlare della mia meravigliosa e romantica vacanza in Sardegna durata 14 giorni e di tutti i benefici connessi ma non ve ne parlerò. Voglio invece porre l’attenzione sul nostro rientro in questa fornace maledetta, rientro iniziato come nelle migliori tradizioni delle domeniche sere, con coda in Fi-Pi-Li alle 24.00 -grazie alle caz di partenze intelligenti del dopocena- fino alla scoperta il lunedì mattina che il frigo in nostra assenza era dipartito. Morto. Immobile. Spento. Inutile mobile pieno di bottiglie di acqua calda e un pezzo di parmigiano sciolto. E staremo ancora senza frigo fino a che il santo omino dei frighi non riuscirà a farsi spedire il pezzo nuovo da montare. Così ci facciamo tristi cene e tristi pranzi senza birretta, senza una cedrata Tassoni bella fredda, persino la mozzarella della Coop mi sembra un piatto prelibato. Devo fare la spesa e cucinare tutto senza lasciare avanzi e considerato che in questi giorni sono partita con un progetto lavorativo che mi tiene fuori casa tutto il giorno (dàiiii che culo iniziare a girar per la provincia con i tabelloni dei benzinai che segnano 46 gradi, ditelo) comincio a seccarmi.

Peccato, ero di buon umore. Talmente di buon umore in Sardegna che nemmeno mi sono accorta della SPM mensile che mi trasforma in Nosferatu. Quindi per adesso vi saluto, aspetto un frigo funzionante e poi posterò meravigliosi mari azzurri e verdi, spiagge rosa, gialle e bianche, scogliere levigate e io in materassini alla deriva sorridente e felice.

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bagagli e vacanze

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Non è un banco del mercato ma sono io che cerco di fare i bagagli. Ebbene sì, partiamo domenica.

Tenda, tavole, borsa frigo, bombole del gas e sandali per gli scogli. Abbiamo tutto, ma proprio tutto. Era dal 2009 che non si partiva per una vacanza stanziale e di mare. E per giunta per un posto dove posso mangiare senza il pericolo di scacaiole varie, dove posso attaccarmi alla cannella per bere, dove il massimo del pericolo saranno le vespe, le meduse e i windsurfisti indisciplinati. Dove attualmente la temperatura minima è 24 gradi e la massima 30. Dove il mare è il più azzurro di tutti. Dove se non bevi un litro di birra al giorno sei uno smidollato. Se sei vegano muori. Dove le gente è meravigliosa. Un posto che amo perchè è la mia seconda casa, perchè ci ho passato le estati della mia infanzia e adolescenza, perchè il sale, il vento e il sole di quei posti accarezzano la mia pelle come non riesce a fare nessuno.

Nella sua borsa Loredano ha solo  4 magliette a maniche corte e due calzoncini per coprirsi le vergogne, ciabatte, shampoo e doccia schiuma, doposole e un solare protezione 10. Io invece non riesco a chiudere la mia, non so se è per colpa dei miei dieci bikini, dei due pareo, dei due cappelli, della montagna di magliette, dei 4 vestitini da sera, dei due sopracostume, del mio astuccio “comparto uretra/vagina” (indispensabile, care le mie donne), dei solari per i capelli, di quelli per il viso e corpo, dei due doposole, del gel aloe 98%, degli smaltini, dell’astuccio per il make up -mica posso partire senza terra, correttore, ombretti di almeno due colori, mascara e kajal waterproof!!!-shampoo, balsamo, un doccia schiuma diverso da quello di Loredano perchè io ho la pelle delicata (leggi: il suo costa 1 e 30 €, il mio 8€ ma l’ho trovato in offerta), delle tre paia di ciabattine, della bustina con la bigiotteria- due cose mica tante, eh-  del golfino se fa fresco,  della biancheria intima, dei 3 reggiseni. Tutte cose indispensabili  se vuoi essere donna di mare ma anche donna posh , o pochette nel mio caso specifico.

Mentre febbrilmente carichiamo la station wagon ci sovviene che domani 4 luglio, temperature previste fino a 38°, saremo al matrimonio del suo migliore amico nell’entroterra pisano. Lui in giacca e cravatta e io in un abito color acquamarina e sandalo nero tacco 12. Sarà una lunga e sofferta giornata.

..zzz ci frega tanto domenica ce ne andiamo in Sardegna…….

città in grigio

Sarà stato il grigio del cielo e l’umidità che penetrava fin nelle ossa, ma il giro turistico di oggi non c’è garbato per nulla. Avevamo deciso, guida alla mano, di andare a Pistoia, città a noi nota solo perchè segnata sulla carta geografica. Noi bambini toscani di solito finiamo a Pistoia, trascinati da famiglie o scuole, per andare incontro ai primi grossi traumi della vita: lo zoo di Pistoia e Collodi “la città di Pinocchio”. Due posti che dentro la di me bambina causarono non pochi traumi e sensi di angoscia (dalle tigri in una gabbia piccolissima che giravamo sempre in cerchio a una balena finta in una pozza d’acqua dove mio fratello si lanciò bagnandosi tutto per essere poi preso a pedate nel culo da mio babbo davanti a tutti). Quindi, ecco, io non avevo una buona opinione di questa città per cui ho detto al Windsurfusta “perchè non andiamo a veder cosa c’è da scoprire a Pistoia?” (escludendo ovviamente lo zoo). Perchè non bisogna precluderci nulla nella vita e prima o poi dobbiamo far fronte alle nostre angosce infantili.

Il centro storico avrebbe avuto anche il suo fascino se non fosse stato per le strade,  deserte come dopo un cataclisma nucleare, e la presenza inquietante di folli che urlavano nei vicoli o davanti alle vetrine sbarrate. Sì, perchè persino i negozi erano chiusi ma forse ormai siamo abituati a una città come Firenze dove c’è sempre qualcosa di aperto di giorno e persin di notte, non so, o forse sarà stato per le poche famiglie che intorno alle 16, nella  tipica ora di struscio, sono sgusciate fuori dai parcheggi per riversarsi nel centro con le loro pellicce e i loro bambini con l’aria annoiata. Neppure i pompieri che stavano allestendo la piazza del duomo per la tradizionale calata della Befana ci hanno rallegrato, e sì che a me i pompieri fanno sempre un certo effetto. Davanti al bellissimo comune una piccola folla infreddolita aspettava degli sposi. “Voglio vederli anche io” ho esclamato allegra. Ma la sposa era vestita tutta di nero con un paio di collant di pizzo e tronchetti tacco stiletto e a me ha ricordato un film di Tim Burton. Comunque nel complesso era perfettamente contestualizzata a ciò che le stava intorno.

“Andiamoci a prendere una Guinness in quel pub irlandese che abbiamo visto quando abbiamo parcheggiato” ha proposto il Windsurfista. E io ero d’accordo perchè avevo bisogno di un irish coffee per tirarmi su dalla deprimenza che come una folata di aria gelida mi aveva investito fino a ghiacciarmi il cuore. Ma il pub era buio e con le serrande abbassate. ” Che peccato è chiuso” ha detto il Windsurifsta con aria triste “e forse per sempre.”

Siamo risaliti in auto, abbiamo ripreso le colline e siamo tornati a casa. Le colline erano già buie, i boschi quasi tetri. La deprimenza ormai si era impossessata del mondo e noi ne eravamo vittime. “Vabbè  facciamocelo lo stesso un goccetto” ho detto io mentre mettevo sul fuoco l’acqua per il rooibos.

Cerchiamo di cominciare bene il 2015 e bere alla faccia della deprimenza di gennaio bastarda. E bando alle spose in nero specialmente in inverno, mi sembra anche poco scaramantico e insomma un pò di colore non ha mai fatto male a nessuno.

toscanitudine

Mi fa male un piede. Ieri ho calpestato un riccio, avevo le havajanas ma ciò non ha impedito al riccio di difendersi dal mio piede. I bagnini mi hanno dato un ago usa e getta e con quello mi sono levata le spine, però mi fa ancora male il piede e penso che il mondo marino non è mai avaro di regali.

Vi allieto comunque in questa giornata uggiosa e piovosa con scatti miscellanei di toscanitudine presi un po’ qua e un po’là sperando di farvi cosa gradita.

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pulzelle

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