Buon 2017!

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Credere alle favole non è solo un gioco, ma è un sano esercizio per la mente. Capita poi che con un piccolo sforzo si riescano a raggiungere i castelli che sognavi da bambina, scoprire che esistono e toccarli con mano. Certo, bisogno attivarsi. Non lasciare cioè che la vita ti scorri accanto e vederla correre via e brontolare perchè qualcuno corre con lei e tu no.

Corri anche tu. Nuota anche tu. Salta anche tu. Continua a leggere “Buon 2017!”

Winter is coming, Jon Snow no

Il freddo è arrivato ed è tra noi.

Sono già circondata da nugoli di catarrosi malati che sono stati abbattuti dal primo fresco. Per quanto mi riguarda, stamattina ho deciso che non uscirò più fino al 10 maggio. Data che reputo possa essere di temperamento e temperatura tiepida abbastanza per vivere. Dite che non posso rimanere a dormire fino a quel giorno? Maledetti complottisti e maledette lobby della cioccolata calda. Continua a leggere “Winter is coming, Jon Snow no”

Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)

Il giorno del mio 46esimo compleanno sembrava tutto perfetto. SEMBRAVA.

Il sole splendeva, l’aria calda ancora estiva ravvivata da una leggera brezza e un mare calmissimo e cristallino. Io, radiosa  e leggera, ero in spiaggia in compagnia del Windsurfista e della Cugina Problematica, entrambi in grande forma: il primo dopo minuti 1 dal posizionamento sulla sdraio si era già trasformato in una sfinge (o mummia a seconda dei punti di vista) e la sua figura è andata abbastanza velocemente a mimetizzarsi con il paesaggio; la seconda non aveva problemi fisici da menzionare e quindi conversava con me in modo persino piacevole.

All’improvviso. All’orizzonte. Lei. La donna che mi terrorizza da sempre. La figura inquietante ricorrente nei miei incubi. L’incrocio tra Crudelia Demon e Patty Smith: la Parente Pazza della Cugina Problematica. Continua a leggere “Buon compleanno (è solo una coincidenza? non credo proprio)”

A volte ritornano

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Qualcuno di voi saprà che avevo fermamente e risolutamente deciso di non scrivere più. Basta, sei anziana, il climaterio è all’orizzonte, se bevi un limoncello ti ci vogliono tre giorni per riprenderti, la cellulite non è più un incubo ma una realtà, la vita è un noioso ripetersi di azioni insignificanti come alzarsi, fare colazione, fare i tuoi 3 lavori per portarti a casa un terzo di uno stipendio normale e così via. Senza contare la routinante vicinanza con veri dementi mononeuronici e testosteronici che continuo a frequentare perchè alla fine sono ancora in quel circo che si chiama politica. Continua a leggere “A volte ritornano”

cose che non ho fatto, cose che farò

Sono le 17.30, gli uccelli cinguettano e io sono appena tornata da una camminata di un’ora. Cosa c’è di strano? La luce! E’ ancora giorno, evviva.

Finalmente stiamo superando il periodo più da deprimenza dell’anno. Quello, per me, in assoluto più improduttivo, sociopatologico, complesso e di solito sfortunato. Sono al termine di alcune cose, ad esempio la mia collaborazione con l’università che può essere annoverata tra le mie peggiori esperienze lavorative in termini di professionalità, umanità, utilità e pure fiscabilità dato che mi hanno fatto non poci casini con contratti e stipendi(se si possono definire tali). Tutte le altre si stanno velocemente sviluppando, ingrandendo e insomma sono contenta. Continua a leggere “cose che non ho fatto, cose che farò”

E’ più forte di me

Volevo chiudere. Volevo diventare seria. Volevo concentrarmi sulla mia crescita professionale, su blog commissionati, su progetti ambiziosi. Invece è più forte di me: ho bisogno di scrivere un diario cretino di tutte le assurdità che la vita mi regala.

Io ci ho provato, ve lo giuro. Pensavo che fare siti e scrivere contenuti per altri mi potesse far passare la voglia di scrivere idiozie. Al contrario, ne ho più voglia di prima.

Il punto è che nei blog/siti su commissione devo scrivere cose che non penso, non sento, non provo.  Qui invece se mi sveglio male posso dire a tutti voi  “Oddio un’altra giornata di cacca” e voi mi capite.

Mi mancavate. Questa è la verità.

Così, mentre questo raccapricciante anno si chiude vi aggiorno su un paio di cose.

  • a Natale ho mangiato tanti di quei tordelli che sarei dovuta morire per arterie bloccate e invece il giorno dopo la bilancia elettronica faceva 40.8 e perciò ho scoperto che i tordelli non fanno ingrassare e comunque son viva e vegeta
  • la mia nuova ginecologa è una tipa bionda, che fa le visite sui tacchi e mi dice che i mariti quando sono a casa da lavoro danno solo fastidio; io con la mia nuova ginecologa potrei uscire a fare serata di sole donne ma non so se questo è bene o male
  • il Windsurfista ha una costola incrinata e ciondola lamentandosi che non può andare in bici
  • stiamo tutti soffocando per lo smog anche nel Sobborghino

E allora tanto saluti da me e il fidato Oregon, il pino made in China di 180 cm che in questi giorni comanda nella mia casa di 38 mq . Ci rivediamo presto, molto presto.20151219_114429[1]

 

 

 

di treni, disastri e bei vestitini

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Giornata faticosa quella di ieri. FdC con un colpo di mano dei suoi è riuscita a ottenere due inviti per la sfilata del Polimoda di Firenze, organizzata in occasione di Pitti Uomo. Vi avevo detto che è appassionata di moda? Ora lo sapete. Devo dire che è molto proattiva e grazie alla sua proattività siamo riuscite a spacciarci per sedicenti “esperte di comunicazione e costume” di una società (prestata da un nostro amico comune) e quindi ci siamo trovate un posto sedute in prima fila nella zona dedicata alla stampa. Telefonino, blocchetto appunti, un paio di giornalisti toscani che conosco e che so non essere assolutamente consapevoli di quello che avevano davanti (vestiti) e che per tutta la durata della sfilata hanno sbadigliato, ridacchiato, dormito e di certo non hanno capito niente. Invece i ragazzi del Polimoda sono stati bravi e a noi alcune cose sono piaciute, altre meno, qualcosa ci ha entusiasmato.

A me hanno entusiasmato anche gli invitati, quelli del giro, e i loro vestiti. In generale i giorni di Pitti Uomo rendono Firenze molto pittoresca, che non fa mai male. La sfilata si è tenuta in una villa in centro sul Lungarno, posto da fiaba dietro l’angolo di via Palazzuolo che invece è il simbolo del degrado del centro storico fiorentino, un mix fashion & lercio che rendeva l’atmosfera post contemporanea e pregna di contraddizioni.

Il ritorno è stato drammatico, e non perchè indossassi un paio di tacchi, ma perchè lo sciopero dei treni che doveva finire alle 17.00 non è finito e si è protratto nel tempo e io sono arrivata al Sobborghino alle nove e mezzo di sera insieme a un Loredano stravolto anche lui, trovato tra i pendolari inferociti sparsi per la stazione alla ricerca di un mezzo di trasporto. Nella settimana di Pitti Uomo uno sciopero dei treni serviva davvero. Serviva anche il non rispettare l’orario dello sciopero e lasciare i pendolari a piedi. Ma questi sono i sindacati, l’Italia e e soprattutto Trenitalia .

Che tu possa fallire, maledetta. Scabbia a voi, che siate ricoperti di pustole del deserto, che vi venga la tigna e la rogna. Io vi odio e vi scatenerò addosso le fiamme  di Drogon o la fiatella del pendolare dopo 12 ore fuori casa. Vi detesto e vi auguro perennemente l’ascella degli utenti in corsa tra un binario e l’altro per salire sull’unico treno in partenza. E soprattutto: il Nord non  dimentica e i Lannister pagano sempre i loro debiti.

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