palloni o boe?

Vado in piscina e trovo le corsie affollate. Mugugnando, cerco di capire il perchè e vedo che due sono “riservate”. Mentre sono a macinare vasche, la mia cuffia a forma di squalo con antenna sensibile incorporata alla pinna, lancia il segnale -Attenzione attenzione rilevata alta concentrazione di testosterone-

Tiro su la testina e vedo alcuni giocatori dell’Empoli Calcio che stanno per entrare in vasca. Ma vedi te che riservano due vasche perchè questi pallonari si devono aggiustare le ginocchia, penso. Oddio, per bellocci son bellocci, fisici allenati, qualcuno statuario, tatuaggi più abbondanti dei peli. Donne che nel frattempo bevono acqua clorata perchè distratte da tutti quei corpi atletici, che se lo avessero saputo si sarebbero presentate in modo più decente. Di certo non con costumi interi e cuffie a forma di squalo.

La distrazione finisce quando l’allenatore aggancia a tutti il salvagente di polistirolo, quella cosa ridicola che si mettono le signore che non sanno nuotare per fare acquagym, e poi tutti  quanti cominciano a galleggiare come paperini goffi in acqua.  Tutta la magia testosteronica è finita così, con quella ciambella di salvataggio. Torno con la mente ai miei esercizi di fisioterapia con la carrucola e sardonicamente  ghigno pensando che allora non sono solo io sono un catorcio e che comunque, carrucola o no, ero sempre in grado di nuotare, mica come loro . Insomma, più che il pallone questi mi hanno fatto venire in mente delle boe.

Sono tornata a fare le mie vasche e sul volto dei nuotatori maschi ho visto aleggiare sorrisini di rivincita oltre ad assistere improvvisamente a parecchie virate eseguite alla perfezione.

estate, mare, nuoto e contratti a termine

Mi sono liquefatta per il caldo? Ma noooooo. Tranquilli. Io ho un metodo sicuro per evitare colpi di caldo: nuotare, nuotare e nuotare. Ma quando direte voi? Gestendo il mio tempo ho la possibilità di nuotare un’oretta la mattina, ma la piscina è aperta fino alle 22 , quindi tutti possono nuotare. Poi nuoto il sabato e la domenica perchè ho il culo di vivere in una regione che ha molta costa, molto mare e quasi tutto molto bello. Ieri per dire alle 8 e 15 ero nei dintorni di Livorno. Ho camminato un’oretta poi mi sono accaparrata un posto strategico sul mare e sono rimasta in acqua fino alle 16 quando un Windsurfista è venuto a raccattarmi, lui completamente scartavetrato da una caduta e io una statua di sale. Ma l’estate è anche questa: odore di sale, capelli stopposi e dosi generose di monoi ovunque.

Ma fai solo questo nella vita Ondalunga, dico, solo cazzeggiare a mollo nel mare? Ma no, ma no, io in questo inizio di estate caldissima sto facendo test, colloqui, creando una società, progettando due piattaforme web e mandando a cagare chi mi offre un posto di lavoro nei mesi di luglio e agosto (solo nei mesi di luglio e agosto da notare bene senza alcuna possibilità di proroga), perchè si sa che in luglio e in agosto la mole di lavoro in azienda è talmente enorme che non ce la fanno con il personale che hanno. Talmente enorme che a me, ricordo, interrompevano il contratto a luglio per rifarmelo a settembre e nel frattempo al mio posto prendevano apprendisti/tirocinanti/schiavi/soldidallostatoregioneperassumeretirocinanti. Perciò meglio fare di testa mia e quando la testa cuoce nuotare per riacquistare la lucidità. E ogni tanto riuscire a scrivere in questo blog.

dalla zumba alla carrucola

Anni fa ero una donna giovane e sexy che praticava zumba. La scorsa settimana ho invece iniziato il mio corso riabilitativo per ritrovare la spalla perduta. Inutile sottolineare che il mio fisioterapista non assomiglia a Derek Shepherd ma è una specie di orso ultra sessantenne di Sovigliana di Vinci con la tosse del fumatore. Devo dire che però  grazie agli ultrasuoni e ai suoi esercizi ho ripreso quasi il totale utilizzo della mia spalla.

Insomma pure oggi ero lì a fare esercizi, in particolare “la carrucola”: due anelli con elastico agganciati al soffitto che devo tirare su e giù. Una roba da vecchi catorci ed è inutile che ridete, martedì scorso arrivavo a metà, oggi facevo allegramente scorrere la carrucola senza dolori. Poi passa una fisioterapista che mi guarda. Si ferma, mi guarda ancora e mi fa: “ma tu non facevi zumba al Sobborghino?”.  Ah oh ma certo, ah ma sei tu, toh ma guarda, gridolini. Era una mia compagna di corso.

Mi sorride “E fai ancora zumba?” Poi si rende forse conto. Guarda la scena in silenzio. Io per rompere l’imbarazzo rispondo: “No. Quest’anno mi sono data alla carrucola”.

A volte si cade così in basso che ci si rialza solo attaccandosi a un gancio. Sono triste. Intanto l’orso di Sovigliana scuote la testa “la zumba” dice ” o icché diavoleria l’è codesta?”

Ciao, sono Ondalunga e sono alla mia seconda settimana di riabilitazione. Non so ancora quanto resisterò. Se un giorno dovessi mancare all’appuntamento sapete dove sguinzagliare l’orso di Sovigliana per riacciuffarmi: in un qualsiasi scantinato dove si pratica zumba clandestina. Io sarò là, a sfondarmi le cartilagini saltando e ci vorrà più di una carrucola per fermarmi.

spalle congelate e neve fresca

Avevo chiuso l’anno con la notizia di una presunta frattura alla spalla e l’orizzonte prossimo di un intervento chirurgico e mesi di riabilitazione. Per fortuna, alla fine, è risultata una semplice spalla congelata e l’orizzonte fosco si è tramutato in una più consolatoria fase di riabilitazione che prevede in sostanza fisioterapia e ginnastica ad hoc. Non vi sto a raccontare la burocrazia che c’è dietro alla riabilitazione del sistema sanitario nazionale, ma alla fine, dopo diversi esami specialistici nel pubblico e uno – per scrupolo mio per altro- da un professorone che aggiusta i giovani giocatori della Fiorentina, a breve dovrei partire con la riabilitazione. A breve, perchè la fisiatra mi ha messo in lista d’urgenza. Intanto devo fare molti esercizi, pilates soprattutto ma pure nuoto. Quindi ricomincio ad andare in piscina. Il professorone mi disse che potevo fare qualsiasi altra cosa, tipo lo sci, mentre la fisiatra alla parola sci ha avuto un crisi semisterica ululando -Aaaah no lo sci noooo, è PERICOLOSISSIMO, se cadi ti puoi fare MOOOOLTO MAAALEEE-.

Io ho dato retta al professorone. Perchè all’Abetone ci sono metrate di neve e ieri il sole splendeva. Alle 5 e 45 sveglia, alle 6 e 15 partenza con il Windsurfista in veste di Snowboardista, e abbondanti toccate di ferro affinchè le cupe previsioni della fisiatra non si avverassero.

In effetti ho avuto qualche problema, ma non alla spalla bensì alle gambe che dopo un paio di piste mi facevano così male da autocommiserarmi per il mio stato di totale mancanza di allenamento. Eppure faccio tanta ginnastica. Ad ogni modo come è nella nostra abitudine abbiamo sciato tanto, sebbene io intervallassi le discese con una decina di minuti di riposo. La neve era bellissima, perfetta, tanta. La sera però anche lo Snowboardista era a pezzi. Io dopo la doccia mi sono massaggiata con l’olio di arnica montana, lui ha fatto lo snob ma ha sbagliato. L’olio di arnica fa assai bene alla muscolatura contratta e dolente.

Spero che il nuoto mi rafforzi la muscolatura delle gambe, oltre ad aiutarmi con la spalla congelata.E non ditemi che è perchè non ho più 35 anni ma 45. Intanto vi lascio con questa bella immagine di ieri dell’Appennino. E ditemi voi come facevo a dar retta a quella donna.

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chilometri, torte, luccacomics e altro ancora

Domenica abbiamo fatto 39 km con le biciclette. 39. Chilometri.

“con una tristissima velocità di 16 km all’ora” mi fa lui, commentando sprezzante la mia lingua di fuori e i miei lamenti sul mal di culo e altre amenità che vi risparmio.  Mi fanno ancora male le gambe. Almeno ti tieni in forma, qualcuno dirà, eh guarda una forma se pensate che appena arrivata a casa ho fatto fuori la mia torta di mele appena sfornata. Avevo fame, cosa potevo fare? E lei era lì. Una bella torta di mele, di carattere, con le noci e l’uvetta e un aroma di Strega leggero leggero in sottofondo.

Questo per dire che sono stata coinvolta nelle solite cose da maschi che non trovano una mezza misura: o sei un campione o altrimenti te ne puoi stare a casa sul divano. Non esiste la via di mezzo. Ci deve essere per forza la competizione, i twitt sui km macinati, le foto delle ferite da caduta, la puzza di sudore, il fango ovunque. E io sono più veloce, più puzzolente e la mia bici è più lunga della tua.

Non se ne esce.

Mai che si facciano una passeggiata così, per godersi i colori dell’autunno o l’aria tersa. Pen pensare, per fare una lista, per cercare una fattoria dove vendono delle zucche mature.

A proposito di zucche, sabato siamo stati al consueto Lucca Comics tra Maleficent e principesse, Zombie e manga di vari tipi. A parte la bolgia e le file per ogni cosa, come al solito ci siamo divertiti. Riuscirò prima o poi a farmi un costume? Pensavo di vestirmi che ne so da una delle Serpi di Dorne. “Moriresti di freddo” mi ha fatto notare un realista Windsurfista. E allora mi vestirò da Maleficent anche io e il Windsurfista da Diaval.

Ah, lui in questo momento è in mare. Il vento è arrivato, le tempeste si avvicinano, fuori le tavole e dentro le bici. Io lo aspetto, si fa per dire, bevendo il tè e mettendomi il mio nuovo smalto verde bosco. Vi concedo 30 minuti di ginnastica per non arrivare impreparata ai prossimi 39 chilometri. Ma giusto quelli.

la resa dei conti

Quando il Windsurfista mi annunciò che aveva comperato un mega schermo da 51 pollici lo accusai di megalomania. In un appartamento piccolo come il nostro un mostro del genere era assolutamente inutile quanto ingombrante. A nulla valsero le mie rimostranze, mi disse che con 51 pollici avrei potuto guardare tutta la serie di Star Wars e di Harry Potter e aggiunse mellifluo: “come si vedono le partite in HD non si vedono neppure allo stadio”.

Fu quello che mi convinse.

Lui, il laido, giocò sulla mia repellente passione calcistica. E il terzo incomodo entrò prepotentemente in casa e nella nostra vita.

Adesso siamo alla resa dei conti. Mi sto guardando per vendetta tutte le partite, dico tutte ma proprio tutte. Ho persino organizzato la serata “partita tutti insieme” con gli amici.

Il Windsurfista non si pronuncia, non sa come reagire, non può, non ha più alibi e scuse. Ha provato a organizzare una cena con alcuni amici e i loro pargoletti lo stesso giorno della partita dell’Italia (ossia stasera) ma prontamente al grido di “dracarys” è stato incenerito. E fumante non ha proferito verbo anzi mi ha pure rassicurato che per nulla al mondo mi avrebbe impedito di vedere la partita. E vorrei vedere.

Chi di 51 pollici ferisce di 51 pollici perisce.

 

 

 

 

controindicazioni

Praticare zumba ha delle controindicazioni.  Qualcuna accusa il mal di schiena, qualcuna si disidrata, io accuso le tette. (Sì sì ridete, voi. Vi vedo sghignazzare, come quei lombrichi sul tapis roulant, ominidi che in quella palestra tra l’altro pare soffrano di abbondante nerdismo. Chissà perchè.)

Io sono discretamente tettona. Sono minuta, esile, piccola, ma loro no, loro non sono nè esili, nè minute, nè piccole. Loro controbilanciano e superano il diametro del mio lato b, sovrastando un vitino microscopico, quasi ridicolo, reggendosi su spalle che per fortuna si sono allargate nel tempo a colpi di ginnastica prima e  di nuoto poi.

L’incubo da “maglietta antitette”, insomma, si è di nuovo presentato dopo moltissimi anni. In piscina il problema non sussisteva, il problema diventava un non problema con il costume, se non consideriamo naturalmente il fatto che in genere le mie tette traboccano da costumi pensati per una taglia inferiore ma in mare o in piscina chi se ne frega, si muovono poco e in acqua al limite galleggiano tipo boe. Il problema nasce invece quando devo correre e saltare, lì di solito entrano in gioco t-shirt larghe che, come a tutte le tettone, anche a me stanno più corte sul davanti, una cosa che ho sempre considerata oscena tanto che ho smesso dopo poco di fare tornei di pallavolo o jogging in spiaggia, dedicandomi al SUP  che a quanto pare sulle tette non ha controindicazioni.

Ora, la zumba è praticamente un ballo. Io non è che a ballare avessi complessi per le mie tette, eccertocheno, tutt’al più cercavo di non trincerarle dietro a micro top , a canottierine corte, mi limitavo ad evitare vestiti profondamente scollati, magari d’effetto ma decisamente volgari. Adesso però qualche complesso mi viene, ho queste magliette di cotone, taglia xxs, che espongono le sfrontate alla mercé non solo degli ominidi nerd ma anche delle compagne di zumba che a volte ci si fissano e mi creano non poco imbarazzo. Insomma saltare e dimenarsi, hai voglia di avere reggipetti decathlon ipertecnologici, le tette si muovono. Non tanto, per  fortuna, ma si muovono.

E se tu ti fermi e cerchi di allungare la schiena per dar sollievo alla lordosi, capita che l’insegnante ti dica:”mal di schiena? Ti credo, così minutina e tutto quel seno”.A voi non verrebbe voglia di ritornare a nuotare?

 

 

 

incontri sul treno

Stamattina sul treno seduto davanti a me c’era Dan Peterson. Lì per lì non ci avevo fatto caso, ma distrattamente l’occhio mi ci è caduto sopra e in testa mi si è accesa la lucina” eppure questo lo conosco”. Poi ho letto sul cartellino attaccato alla sua borsa il nome e mi sono chiesta “ma non era morto Dan Peterson? Forse è un omonimo che gli somiglia”.

Dan Peterson era con due amici e appena ha aperto bocca ha chiarito di non essere un omonimo e sosia ma proprio lui o un fantasma. Comunque su wikipedia ho visto che è ancora vivo.

Il punto è : che ci faceva Dan Peterson su un trenino locale nella tratta Firenze-Siena? Chissà, il turista forse. Perchè giustamente anche Dan Peterson ha tutto il diritto di fare l’americano in Toscana. Dan Peterson al naturale si vede che è liftato e parla come in televisione. Non so come non ho fatto a non ridergli in faccia.

Dan Peterson, ero proprio convinta fosse morto. Che rivelazione.