inverni di sobborghi

Ieri è stata la solita catastrofe mobile, nel senso che i treni per e da Firenze sono stati risucchiati dalla tormenta di neve.  Io, sotto un vento siberiano che alzava mulinelli nevosi, con i miei fidi scarponcini e la gavetta per il pranzo, ho arrancato fino alla stazione e lì ho aspettato con una folla nutrita di stakanovisti il train de vie quotidiano. Al ritorno stessa scena ma senza neve e vento. E infatti mi son chiesta: ma visto che a Firenze non c’era neve perchè i treni in partenza erano tutti in ritardo? Stasera a  Kazzenger scopriremo il mistero.

Questa mattina invece li ho fregati tutti. Sono scesa in strada e il cielo bianco ha cominciato a fioccare e io ho salutato con la manina i viandanti e me ne sono tornata a letto. Già truccata e con tanto di minestra di cannellini e cavolo cappuccio appresso.

Non ha ancora smesso e io lavoro beatamente al caldo con il mio tutone di pile, tra poco scalderò la zuppa ci immergerò del pane biologico a lievitazione naturale e concluderò il pasto con il caffè della moka. Sempre che il Windsurfista la smetta di molestarmi via skype per avere aggiornamenti meteo. Un vero geek stalker e meteofobico.

Allietatevi comunque con ciò che ho visto  ieri mattina alla mia finestra:

e in strada:

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contesti sciistici

Siamo su un rifugio a 1800 metri circa. Pausa pranzo. Io e il Windsurfista stiamo prendendo una fetta di torta e un bombardino da dividere in due, dato che non abbiamo l’abitudine di mangiare sulle piste, non fosse altro perchè quando poi devi scendere le gambe ti diventano di stracchino. Siamo orrendi, come tutti lì dentro del resto. Scarponi, tute, capelli spiaccicati da casco e sudore, nasi gocciolanti e gote rubiconde per il freddo. Ad un tratto entrano loro: due bimbe sui venti anni moon boot, jeans skinny, moncler e borsetta fashion. Hanno i capelli in piega e sono truccate. Sono in ordine e bellissime, noi donne da pista sembriamo degli yeti ma anche gli uomini accanto a noi sono dei mostri. Fino a 10 secondi fa stavano decantando le nostre lodi perchè abbiamo affrontato un muro ghiacciato e ora sono lì a sbavare per delle fanciulle che come possiamo immaginare sono sicuramente appartenenti alla tipologia delle fichelesse. (Dicasi ficalessa donna che non fa niente, non ha hobby, non fa sport, figuriamoci sport dove si suda, si rischia e ci si rovina le unghie. Le fichelesse vanno al limite al mare dove passano le giornate sdraiate su un lettino o comprano borse finte dagli ambulanti, oppure vanno nei rifugi sulle piste da sci a prendere il sole quando c’è o a prendere l’aperitivo se nevica come in questa occasione). Gli uomini vengono attirate dalle fichelesse perchè non muovendosi mai hanno sempre piega e unghie a posto. Soprattutto non hanno capelli spiaccicati dal casco o la pelle irritata dal freddo e dal movimento all’aria aperta. Le due fichelesse tra l’altro erano in compagnia di amiche sciatrici in pessime condizioni che le hanno poi abbandonate al rifugio per tornare a divertirsi. Ma sono state servite e riverite da uno stuolo di uomini dementi, quelli che magari quando sei a 3000 metri e scivoli su un lastrone di ghiaccio e osi chiedere una mano ti dicono di non frignare e non rompere le palle. Ecco, ho visto quegli uomini lì aprire la porta per agevolare le fichelesse all’uscita  non sia mai che potessero scivolare con i loro moon boot  mentre ho visto le donne di quegli stessi uomini arrancare sulle scale per raggiungere una toilette in bilico su degli  scarponi da sci.

Finisco mesta il mio bombardino e davanti a me si materializza una scena surreale. Entrano due individui, una lei e un lui così agghindati: lei, pantalone, camicia e pull aperto sul davanti tutto estremamente casual con doposci, abbronzatura, capello in piega, rayban e labbra a canotto; lui, pantalone tuta- di quelli con il cavallo alle ginocchia per intenderci-, felpa aperta su maglietta scollatissima che lascia intravedere petto abbronzato, depilato e con un enorme tatuaggio, faccia allampadata, piercing al mento e cappellino. Dietro di loro una piccola folla di fans. -Secondo me sono due divi di Uomini e Donne- commento io, e non sono l’unica. Vedo gruppi di cattivissimi snowboardisti che si rotolano dalle risate. Come siano riusciti a salire fino a lassù, e per cosa poi, per me rimane un mistero.Un pò fuori contesto noto, senza sarcasmo lo giuro. E’ che erano veramente fuori contesto.

Rifocillati, riprendiamo casco e maschera, mi rimetto la giacca a vento, aggancio gli scarponi rovinandomi definitivamente lo smalto emerald bijoux n.24, mi infilo i guanti  e esco per tornare dai miei carissimi e amatissimi sci. E mi ripeto come un mantra: sono loro che sono fuori contesto, non io.

 

 

 

potevo rimanere a dormire e invece

C’ero anche io nel delirio che ieri ha investito Firenze.

Ero in mezzo alle migliaia di disgraziati abbandonati sui binari di Santa Maria Novella, senza treni perchè si erano ghiacciati i binari.

Capite? I binari si erano ghiacciati. Ma la transiberiana come fa?

Ora, per nevicare è nevicato. Velocemente, tanto che sono scappata alle 13 dall’ufficio, incalzata dalle telefonate del Windsurfista che mi diceva di abbandonare il Baraccone prima di rimanerci bloccata dentro. Ho probabilmente preso l’ultimo bus mentre la strada si riempiva di neve , il quale, poveretto, a 2 all’ora mi ha portato alla stazione.

Lì il caos.

Ci ho messo 5 ore per tornare al Sobborghino. 5 ore di neve continua tra l’altro. Alla fine in un vagone strapieno a ridere delle nostre disgrazie, noi pendolari abbiamo persino trovato la forza di scherzare. Perché c’era qualcosa di davvero surreale. Davvero surreale. Questo trenino lento, pieno di gente, stanca e infreddolita e poi accaldata, con la pipì impellente, senza acqua, ha attraversato periferie e campagne sotto una neve copiosa e incessante. Le persone scendevano alle stazioncine e affondavano nella neve e tutti insieme in fila si avviavano verso la loro seconda parte del viaggio, verso altri paesi, in che modo non si sa. So che qualcuno si è fatto dieci chilometri sotto la neve. Io molto più fortunata sono scesa in un Sobborghino che sembrava un paesino delle fiabe, ma avevo solo una decina di minuti da godermi sotto la neve per riprendermi dal viaggio allucinante del pomeriggio. 5 ore son tanta roba. 5 ore tra sali ,scendi, corse da un binario all’altro e poi fermi dentro treni immobili.

Il Windsurfista ha avuto il colpo di genio di non entrare sulla FI-PI-LI, che era già in condizioni pessime, ma di fermarsi a Lastra a Signa. Poi, dopo aver capito che non sarebbe passato mai un treno, ha montato le catene ( lui ce le aveva sì, il resto del mondo no!) e ha preso le colline.

Tutto sommato siamo stati abbastanza fortunati, ma il nostro commento è stato questo: dovevamo rimanere a letto stamattina tanto ancora una volta questo dannatissimo paese ha dimostrato di non meritare il nostro impegno.

La prossima volta, alla prima previsione meteo  leggermente sospetta, ci prepareremo con piumone, dvd e biscottini.

Altro che catene da neve.

Intanto il mio pensiero va ad amici e colleghi:

Calcio e neve

Sono tanti, rumorosi, alticci, qualcuno sta facendo la pipì sulle siepi.
Il loro idioma è aspro. Camminano nella neve coperti di leggeri abiti come se non sentissero freddo. Sono biondi e vestiti di rosso.
Sono i tifosi del Bayern a Firenze.
Può sembrare pittoresco, ma non lo è.
Perché la neve comincia ad aumentare e perché a causa della partita ho camminato un chilometro per raggiungere la piscina.
Dannato calcio.
E dannato meteo moderno: mi sta dicendo che dalle 16 una tremenda perturbazione si abbatterà sulla zona e nevicherà.
Così io, nevrotica e ansiosa, ho già la sindrome del “bloccato” e sto scalpitando per uscire di corsa e prendere un treno direzione casa il prima possibile.
E io che pensavo di mettermi il cappottino nuovo leggero leggero.
Primavera dove sei?

A proposito, ecco qua Olivia:

Ossigeno

Sabato era una luminosissima giornata di sole. Sulle piste non c’era un filo di vento, praticamente niente ghiaccio e una temperatura gradevole.
La neve era buona e la gente parecchio entusiasta. Ho cercato di correggere i miei errori di postura nella sciata e il Windsurfista mi ha fatto notare che vado piuttosto veloce. Non me ne rendo conto e sì che cerco di frenare, ma in effetti non faccio una curva lunga e questo più per paura di scontri con sciatori e snowboardisti che non per voglia di sfrecciare come un missile. Nei momenti di pista deserta, all’ora di pranzo quando la maggior parte delle persone è a mangiare pizza, wurstel e bombardino, sono riuscita a rallentare e sciare decisamente meglio.
Comunque ieri mi facevano malissimo le gambe. Ma mi sono ossigenata.
Le giornate all’aria aperta ossigenano corpo e mente e, anche se mi sforzo fisicamente, alla fine mi sento riposata.
La sera siamo scesi direttamente su Apuania per salutare un mio amico che parte per una missione.
In realtà essendo il luogo della missione una meraviglia, più che una cena di saluto è stata un cena dove il tipo in questione ci mandava a fanchiùlo noi e il freddo. E vabbè, beato lui.
Sto pensando che voglio cambiare un pò lamia vita. Vorrei impegnarmi di meno nel lavoro e nel dopo lavoro e avere più tempo per cucinare, leggere e riprendere dei ritmi che non saranno redditizi ma che sicuramente mi renderebbero molto più serena. Intanto la Direzione Generale cerca di rendere la vita dei collaboratori difficile. Ad ogni modo sarà che non sono filantropa e che quindi la tipologia di lavoro non mi entusiasma tanto da immolarmi, sarà che i baracconi mi hanno stufato, mi sa che prenderò la palla al balzo per filarmela.
E’ lunedì, c’è il sole, sto pianificando le mie ferie, non sarà il solito nano bastardo a rendermi infelice.

Neve e dintorni

Aveva ragione lui, naturalmente.

Gli allarmismi del Windsurfista erano giustificati e manca poco venerdì notte che si rimane bloccati sotto una tormenta sulla fi-pi-li.

Il Sobborghino nella notte era però splendido: il bosco ormai bianco e i campi coperti dalla coltre di neve rendevamo magica l’atmosfera.  Un po’ meno magica domenica mattina, quando a causa delle temperature bassissime, la caldaia ci è andata in blocco e io mi sono dovuta lavare con l’acqua gelida.

Ciò non ci ha fermato però, e un’ora dopo eravamo a fare i conti con il ghiaccio dell’Abetone. Un freddo micidiale ma una bella giornata per sciare. Io ho provato i miei sci nuovi che hanno retto bene ai lastroni di ghiaccio sul muro del monte Gomito.  Sono indolenzita stamattina,  si vede che devo aver smosso muscoli che dormono per il resto  dell’anno, e anche preoccupata perché i treni sono nel caos e non so come fare a tornare a casa da lavoro: stava di nuovo nevicando!

Già, i treni. E gli autobus. E noi pendolari indefessi che continuiamo ad andare al lavoro anche quando le  “condizioni avverse meteorologiche” impediscono a un treno di percorrere 130 km con 20 cm di neve.

A proposito. La festa venerdì è andata bene. L’amica lucana ha cucinato un’ottima pasta al forno e insieme siamo riuscite ad inventare due piatti per un’ospite vegana in 10 minuti. Siamo decisamente due  geni. 🙂

Attese

Siamo in attesa della tanto strombazzata grossa nevicata che da stanotte dovrebbe calare sull’area fiorentina e dintorni.

Il Windsurfista stasera ha la cena aziendale programmata in un finto chic risto-club di Firenze sud e, in vista della nevicata,  ha già messo le catene nel portabagagli,  guardate le previsioni 45 volte da ieri sera, borbottato che rischia di rimanere bloccato a Firenze, e  robe esagerate così. Come se si abitasse a Merano.

Io avevo una festa innocente da amica sudista con montagne di cibo e litri di amaro lucano e il Windsurfista ha dichiarato che passerà a prendermi “presto per evitare che rimanga bloccata a Firenze dalla tormenta”. Che voglio dire non sarebbe una tragedia, un sorso di amaro lucano e via nella bufera. Poi Firenze non è Betlemme e un posto per dormire lo troverei.

Ma è forse questo il punto che spinge il Windsurfista a gettarsi nella neve con la macchina per riportarmi a casa.

Intanto, in attesa della notte e della neve, scappo a sorbirmi una riunione tra ottantenni amanti dei gemellaggi. Un bel modo di finire la settimana.

Speriamo nella neve.

In tema

Domenica finalmente ho portato a casa il mio nuovo paio di sci.

Il Windsurfista dopo giri infiniti per mezza regione e dopo svariate giornate passate su internet, è riuscito a trovare un modello che unisce prestazione, prezzo e modello. Sono proprio contenta e già pregusto la mia sciata.

Se la neve regge domenica andiamo.

Visto che ero in tema ho deciso di ringraziare il Windsurfista per il suo impegno preparandogli uno strudel. E stavolta ho azzeccato la vera ricetta. Avevo dei problemi a trovare la ricetta per la pasta da strudel ma ora credo di essere riuscita a fare il vero strudel.

Buono, leggero, una tentazione perenne.

Insomma gli sci ci sono, lo studel pure, ora aspettiamo la neve.