Duran mania

duranE dopo 29 anni sono riuscita ad andare a un concerto dei Duran Duran. L’anno passato mi sono sfuggiti ma questa volta non potevo mancare. L’ultima volta che li avevo visti in un concerto era il 1988 e tra l’altro senza Roger Taylor, che invece è rientrato per partecipare agli ultimi album e agli ultimi tour. Un’ emozione grandissima rivederli. Certo la chitarra di Andy Taylor per sempre mancherà, ma quel tipo è fuori di testa completamente e dopo aver partecipato a uno dei gli album più recenti è uscito di nuovo. Continua a leggere “Duran mania”

l’amica tedesca:il prologo ovvero il concerto e il diluvio

Ho delle grosse responsabilità nei confronti della mia amica tedesca, cioè non è che io sia proprio una santarellina. Cioè lei ha cercato di vedermi nei giorni in cui si trovava a Firenze e io vuoi per ragioni legate al mio lavoro vuoi perchè non avevo voglia di accollarmi due tedeschi per 2 giorni, insomma io sono scomparsa.

Le ho inventato che sarei stata a Bruxelles per lavoro e sarei tornata sabato sera tardi, questo perchè venerdì non avevo voglia di passeggiare per la città con loro e sabato avevo effettivamente un paio di impegni. Una pessima amica direi.

Sabato pomeriggio ero in centro per una specie di sit-in con altri disperati come me, era un caldo opprimente, una pioggerellina vaporosa bagnava la mia camicetta che, me ne sono accorta la sera, mi si era pure scucita dietro la schiena e una folla sospetta in piazza della Repubblica mi ha messo subito in allarme. C’era Bruce Springsteen che alloggiava in un hotel che si affaccia sulla piazza. Quindi tra i fans poteva esserci lei con il marito, i quali erano tra l’altro venuti apposta a Firenze per vederlo. Mi sono detta, sai che figura di merda se mi vede? Il panico si è impossessato di me e allora ho cercato di dare i volantini nella direzione opposta ai fans pregando ancora una volta di passarla liscia.

Domenica sera al concerto, invece, io e il Windsurfista ce l’abbiamo messa tutta per incontrarli ( bè, il Windsurfista ce l’ha messa non proprio tutta per essere onesti) solo che si è scatenato il diluvio universale. Dio ha deciso quella sera di punire Renzi e con lui tutti i filistei (forse anche per punire me) e ha mandato giù tanta di quell’acqua ma tanta di quell’acqua da rendere il concerto indimenticabile per la coppia tedesca. Ma anche per quelle italiane. E anche per Bruce Springsteen temo. Il Windsurfista era nervoso, la sua mania di non comprare niente ha fatto sì che indossasse un’inutile quanto vecchio reperto archeologico degli anni ’80 , un k-way orami andato way. Però gli anfibi gli hanno salvato i piedi. Io viceversa ero asciutta fin dove la mia solita giacca a vento rossa mi copriva, mentre avevo i piedi immersi nell’acqua. Così io cercavo di mandare messaggi ai tedeschi con il mio telefono ch,e a causa dell’acqua, era andato in tilt, lui nervosissimo dava la colpa a me del fatto che non avevamo un ombrello dietro. Comunque è finita che alla fine dello spettacolo siamo scappati nuotando verso l’auto e là ci siamo spogliati e praticamente nudi  siamo tornati a casa. Io avrei voluto fare sesso in macchina con le note di I’m on fire dato che eravamo nudi e bagnati ma il Windsurfista non mi sembrava nelle condizioni psicologiche per pensare a una cosa del genere.

Avevo paua di contattare i due germanici, ma verso l’una mi hanno mandato un sms in cui mi annunciavano che erano sani e salvi in hotel con tutti i vestiti bagnati e a quel punto con un senso di colpa feroce che mi tormentava li ho invitati a pranzo per il giorno dopo.

I due si sono scusati per non essere riusciti a incontrarmi dopo il concerto. Capite poveretti? io mi sono sentita una merda totale. Figuriamoci se in quel bailamme mi aveva sfiorato il pensiero di dover incontrarli.

Il concerto è stato fantastico. Bruce ha suonato 3 ore e mezzo, nonostante da Born to run in poi abbia cominciato a diluviare. Ad un certo punto sembrava che qualcuno mi stesse tirando delle secchiate d’acqua sulla schiena, fuori dallo stadio torrenti d’acqua ci arrivavano ai polpacci e la pioggia continuava ascendere senza mai diminuire, nemmeno di poco. Questo non ci ha levato l’allegria  e la voglia di ballare tutti bagnati alle note di Dancin’in the dark che forse per quella sera poteva essere cambiata in dancin’in the rain.

chi si rivede

Ieri sera con il Windsurfista guardavo un programma-documentario su rai 5 e  mi pare di riconoscere il conduttore. Lo guardo bene e sì è proprio lui: Claudio De Tommasi, uno dei vj della fantastica e inimitabile Videomusic.

Videomusic. Ve la ricordate? Prima di MTV c’era lei. C’erano Rick and Clive. C’era Hot line, c’erano dei programmi musicali davvero musicali e davvero programmi. C’erano soprattutto un sacco di video. E di musica, che mi pare si sia un pochino persa. Voglio dire su MTV ci sono i tamarri di jersey Shore e i soliti idioti, su DJ Tv cose che non comprendo.

Non per fare la solita vecchia gallina nostalgica però Videomusic era davvero bella. Anche Caludio De Tommasi ci sembrava figo. Avevamo 16 anni per nostra discolpa. Facevano gli special sui Duran Duran e sugli Wham, un sacco di interviste in inglese non doppiate con sottotitoli.

Ora De Tommasi è su Rai 5, ha 50 anni se li porta bene e ieri girava per l’Abruzzo. Videomusic invece è stata ingoiata dalla modernità e dispersa nella galassia dei ricordi, frantumata dall’ingordigia mediatica e dall’appiattimento generale.

Nemmeno su You tube riesco a trovare niente.  Di quel periodo riesco a trovare solo qualcosa di Red Ronnie, capite??? Red Ronnie!

non aprire agli sconosciuti ma in questo caso sì

Il Windsurfista e io abbiamo la radicata opinione che tutti coloro che suonano al campanello senza preavviso, magari la mattina, siano scocciatori. Soprattutto scocciatori mandati dalla RAI per ottenere il canone che non paghiamo da sempre. Per questo motivo non si stanca mai di ripetermi che non devo mai aprire il portone a chi suona. Io, che non sopporto nemmeno di dover stare al campanello a ripetere no grazie non mi interessa o a fingere in caso di RAI di essere una colf staraniera che dice non sa io che padrone ha tv io non capisco io non so signore Windsurfista ora non c’è, io non rispondo nemmeno al citofono. Dato che non siamo mai in casa queste scene capitano raramente.

Lunedì ero a casa. Il mio portatile sulle ginocchia, alle 13.30 stavo guardando il telegiornale e al contempo mandando le solite mail di risposta ad altrettante deliranti mail. Il sole splendeva, nel forno al coperto lievitavano le focacce, io in tuta con maxi maglione ero in pace con me stessa e godevo della mia solitudine. Quando il citofono ha suonato. Due volte.

Ho pensato: il postino suona sempre due volte, poi ho visto l’ora e ho pensato ancora: non può essere il postino. Non mi sono mossa. Infine un sospetto, fugace e veloce che si è impigliato tra le fila dei miei mille pensieri: vuoi vedere che?

Quando alle 19 il Windsurfista è tornato con la busta del corriere in mano ho capito che non era la Rai ma era ciò che lui, e anche io, aspettava. Busta recuperata tra l’altro non proprio nelle vicinanze dato che ovviamente il Sobborghino non  ha centrali di corrieri.

Ma tu, mi chiede, non eri a casa?

Sì, ma ho eseguito i tuoi ordini e non ho aperto.

Non devi aprire ma al citofono devi rispondere,  quante volte te l’ho detto, fingi di essere la colf nel caso sia la Rai, ma rispondi!

Ho capito ma mica pensavo che fosse un corriere a quell’ora, e poi scusa perchè devo inscenare questa scenetta, poi scusa due volte ma non va bene mai quello che faccio.

Insomma non era nè il Folletto nè la RAI nè il povero don Paolo che viene a cercare di portarci in chiesa ma gli attesissimi e agognatissimi biglietti per il concerto del Boss del prossimo 10 giugno.

E io non avevo aperto. Sacrilegio dei sacrilegi.

se piove

Se ti alzi e piove, ma piove forte.

Se arrivi alla stazione e ti hanno soppresso un treno e quello dopo ha 15 minuti di ritardo.

Se arrivi in ufficio e vieni travolta  da pianti, lamenti, lavoro, ordini provenienti dal Carrozzone

Se  mandi una mail gentile a Mister X e lui ti risponde incazzoso

Se sei costretta girare in ciabatte da piscina perchè le tue scarpe sono completamente bagnate

Se hai ancora sonno nonostante 3 caffè di cui 2 americani

mettiti le cuffie in testa, alza il volume a palla e attacca con i Verdena.

può essere utile

di seminari, sirene scomposte, calzature e temporali

Mi guardo le unghie verniciate di azzurro e mi rendo conto che il look da sirena potrebbe non essere capito. Me ne frego, perchè sirena mi sento dopo due giorni di mare, ma non solo per quello.

Comunque.

Sabato sono uscita di casa lasciando il Windsurfista che ululava in mezzo a una cascata d’acqua fuoriuscita dalla lavatrice. Purtroppo avevo un seminario con Mister X e dovevo assolutamente essere puntuale. Ho chiuso la porta e ho sentito i moccoli mentre scendevo le scale.

Al seminario  avevo davanti una platea di  sole donne, composte, che nel momento in cui Mister X mi ha raggiunto al tavolo si sono scomposte, sono partite scollature e cosce e io mi sono turbata. Difficile fare lezione se una fanciulla in terza fila ti mostra le tette completamente di fuori.

Si deve essere turbato anche lui perchè alla fine del seminario mi ha acchiappato e ha cercato di portarmi via, sotto un acquazzone, ma un’anziana e assai scomposta signora ci ha raggiunti e si è imbucata nella sua auto. Era piuttosto contrito da questa mossa. Pure io in effetti, sebbene non mi debba più stupire del moltiplicarsi del numero di facce di chiùlo che ci circondano.

Indossavo un paio di jeans, una t-shirt e un paio di zoccoletti artigianali uno dei quali si è smontato nel corso della lezione e così per l’ennesima volta mi sono ritrovata di fronte a Mister x con un problema di calzature.

Ci deve essere qualcosa di diabolicamente psicologico sotto.

Il temporale è durato tutto il fine settimana, io ho fatto la pizza, mi sono messa lo smalto, ho deciso che mi comprerò un ombretto blu e un rossetto arancio, uno smalto giallo e uno arancione, ho fatto aerobica e walking, una maschera alla faccia, sono andata avanti con Franzen, ho scoperto che il filtro della lavatrice si era otturato a causa di un pezzo di gambaletto in lycra, ho buttato via un esperimento di pane di castagne e la sera ho ricevuto una fastidiosa e inutile comunicazione dallo staff del Carrozzone i cui sistemi di comunicazione funzionavano benissimo nonostante l’incredibile tempesta abbattutasi su tutta la zona.

Stasera andrò al concerto dei Verdena in Santa Croce e voglio pogare pogare pogare, mentre le luci del palco si specchieranno sul mio marino smalto azzurro.

ritornati in gloria

se anche tui hai amato i Duran Duran e hai comprato tutti gli album dopo Rio (con riserva Seven  and the Ragged Tiger) nella speranza di riascoltare qualcosa di simile

se anche tu hai sperato fino in fondo di rivederli insieme

se anche tu provi un brivido di gioia a sentire un attacco uguale uguale a quello di girls on film

se anche tu sì vabbè gli hurts ok ma vuoi mettere loro?

se anche tu hai dai 38 ai 44 anni

se anche tu senti la mancanza del vero pop anni ’80, del pop, della musica leggera decente insomma

se anche tu sei stanco di orrori fuoriusciti da Amici e X factor

se anche tu ti sei addormentato cercando di guardare il TRL Awards 2011

bene : comprati All YOU NEED IS NOW e non te ne pentirai

(io me lo ascolto a palla a casa e nel lettore 24 hours)

Ligabue è sempre lui lui lui lui lui lui

Anche stavolta non potevo perdermelo.

Liga sul palco è sempre un grande, è sempre fico, è sempre un fantastico rocker-comunicatore.

Ho saltato, ballato e sudato come se avessi vent’anni, e vi dirò qualche canzoncina che a vent’anni mi sentivo dentro, beh è saltata fuori dal lato nascosto, dal mucchio delle  cose accantonate, da quella parte di noi che cerchiamo di cambiare o che inevitabilmente cambia, che non ci piaceva e che ora ci piace o meglio  che ci fa dire (cit.Hornby) non mi piace che mi piaccia. Insomma la purezza dei vent’anni perduta, o semplicemente messa da parte da utilizzare nei momenti speciali e il 13 luglio è stato davvero un momento speciale.

Girano parecchi video, ma l’apertura del concerto è sempre il momento topico.