E insomma

Braccati anche questo sabato dall’astrologa invadente al mare. Ma non demordiamo. Tra avvicendamenti delle rispettive attività lavorative, lutti familiari, genitori che invecchiano, nipoti che si incanagliano, amici pacco e eclissi di sole con penombre economiche (oddio oddio oddioooooooooooooo) io e il Windsurfista affrontiamo la tristissima fine dell’estate, pensando già a Funtana Meiga il prossimo luglio. O anche un trasferimento definitivo in Sardegna. Tutto può essere.

Duran mania

duranE dopo 29 anni sono riuscita ad andare a un concerto dei Duran Duran. L’anno passato mi sono sfuggiti ma questa volta non potevo mancare. L’ultima volta che li avevo visti in un concerto era il 1988 e tra l’altro senza Roger Taylor, che invece è rientrato per partecipare agli ultimi album e agli ultimi tour. Un’ emozione grandissima rivederli. Certo la chitarra di Andy Taylor per sempre mancherà, ma quel tipo è fuori di testa completamente e dopo aver partecipato a uno dei gli album più recenti è uscito di nuovo. Continua a leggere “Duran mania”

si diceva

Il frigorifero è stato aggiustato finalmente. Una settimana di pomodori, tonno, calcolo al milligrammo per non fare avanzare roba e acqua rigorosamente calda. Ammetto di aver sofferto un pochino. Ero in splendida forma ma la botta di caldo mi ha fatto deperire e ho avuto brutti momenti, alla fine sono scappata verso Apuania dove si respirava leggermente meglio. Per fortuna le temperature sono calate, anche se in modo lieve e ricomincio ad avere appetito e a stare in piedi: la pressione bassa mi aveva letteralmento messa a k.o.

Vorrei postare altre foto ma chi me le doveva dare, il Windsurfiusta, le ha ancora nel suo smart phone e latita. Due cose però le volevo dire su questa splendida isola. Intanto l’ho trovata più pulita, raccolta differenziata ovunque e spiagge che stanno tornando come erano una volta, insomma magari come negli anni ’70 no però ho ritrovato gli occhi di Santa Lucia. Credevo fossero estinti e invece eccoli lì tra le dita dei miei piedi, spuntare tra le altre mille conchigliette. Ho espresso desideri a non finire e li ho gettati in mare, non porto via niente dalla spiaggia io. La spiaggia è una cosa viva e si forma con quelle meraviglie che la gente vorrebbe portarsi a casa. Sappiate che hanno messo multe per chi viene sorpreso a portarsi via sabbia e conchiglie.

Abbiamo anche mangiato molto bene, non nei ristorantini sul mare e nei luoghi turistici ma in agriturismi spersi e sparsi nella campagna gallurese. A me la cucina sarda piace molto, son punti di vista è chiaro, e davanti ai ravioli sardi o ai malloreddus non dico mai di no. Mi piace come cucinano la carne, mi piacciono i loro dolci, mi piacciono i loro formaggi. Ho scovato una bottega artigianale in un piccolo comune, Aglientu, che fa cose spettacolari, dalla pasta fresca ai dolci secchi. Ho camminato anche molto, esplorando le spiagge e i dintorni della torre di Vignola e poi siamo andati nelle spiagge e nelle calette lungo la costa che da lì porta a S. Teresa di Gallura, carina ma letteralmente infernale per via del turismo di massa. Grazie, ma stiamo bene in  posti molto più rustici, selvaggi e solitari. Inutile dire che il mare è ancora commovente e l’ultimo giorno, a tenda smontata, ho voluto assolutamente fare l’ultima nuotata con un groppo in gola. Il Windsurfista vanneggia un possibile ritorno in terra sarda la seconda metà di settembre, io sogno a occhi aperti una fine estate in spiagge deserte a godersi l’ultimo sole e a camminare in paesi finalmente pacifici. Speriamo di riuscirci. La mia Sardegna mi manca di già.

Calette solitarie
Calette solitarie
Occhio di Santa Lucia e altre piccole meraviglie
Occhio di Santa Lucia e altre piccole meraviglie

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Una delle spiaggette del campeggio
Una delle spiaggette del campeggio
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Torre di Vignola
Io sotto il mare di Porto Liscia
Io sotto il mare di Porto Liscia
Fiume e mare
Fiume e mare
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Arcipelago della Maddalena

rientri

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Vorrei parlare della mia meravigliosa e romantica vacanza in Sardegna durata 14 giorni e di tutti i benefici connessi ma non ve ne parlerò. Voglio invece porre l’attenzione sul nostro rientro in questa fornace maledetta, rientro iniziato come nelle migliori tradizioni delle domeniche sere, con coda in Fi-Pi-Li alle 24.00 -grazie alle caz di partenze intelligenti del dopocena- fino alla scoperta il lunedì mattina che il frigo in nostra assenza era dipartito. Morto. Immobile. Spento. Inutile mobile pieno di bottiglie di acqua calda e un pezzo di parmigiano sciolto. E staremo ancora senza frigo fino a che il santo omino dei frighi non riuscirà a farsi spedire il pezzo nuovo da montare. Così ci facciamo tristi cene e tristi pranzi senza birretta, senza una cedrata Tassoni bella fredda, persino la mozzarella della Coop mi sembra un piatto prelibato. Devo fare la spesa e cucinare tutto senza lasciare avanzi e considerato che in questi giorni sono partita con un progetto lavorativo che mi tiene fuori casa tutto il giorno (dàiiii che culo iniziare a girar per la provincia con i tabelloni dei benzinai che segnano 46 gradi, ditelo) comincio a seccarmi.

Peccato, ero di buon umore. Talmente di buon umore in Sardegna che nemmeno mi sono accorta della SPM mensile che mi trasforma in Nosferatu. Quindi per adesso vi saluto, aspetto un frigo funzionante e poi posterò meravigliosi mari azzurri e verdi, spiagge rosa, gialle e bianche, scogliere levigate e io in materassini alla deriva sorridente e felice.

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spalle congelate e neve fresca

Avevo chiuso l’anno con la notizia di una presunta frattura alla spalla e l’orizzonte prossimo di un intervento chirurgico e mesi di riabilitazione. Per fortuna, alla fine, è risultata una semplice spalla congelata e l’orizzonte fosco si è tramutato in una più consolatoria fase di riabilitazione che prevede in sostanza fisioterapia e ginnastica ad hoc. Non vi sto a raccontare la burocrazia che c’è dietro alla riabilitazione del sistema sanitario nazionale, ma alla fine, dopo diversi esami specialistici nel pubblico e uno – per scrupolo mio per altro- da un professorone che aggiusta i giovani giocatori della Fiorentina, a breve dovrei partire con la riabilitazione. A breve, perchè la fisiatra mi ha messo in lista d’urgenza. Intanto devo fare molti esercizi, pilates soprattutto ma pure nuoto. Quindi ricomincio ad andare in piscina. Il professorone mi disse che potevo fare qualsiasi altra cosa, tipo lo sci, mentre la fisiatra alla parola sci ha avuto un crisi semisterica ululando -Aaaah no lo sci noooo, è PERICOLOSISSIMO, se cadi ti puoi fare MOOOOLTO MAAALEEE-.

Io ho dato retta al professorone. Perchè all’Abetone ci sono metrate di neve e ieri il sole splendeva. Alle 5 e 45 sveglia, alle 6 e 15 partenza con il Windsurfista in veste di Snowboardista, e abbondanti toccate di ferro affinchè le cupe previsioni della fisiatra non si avverassero.

In effetti ho avuto qualche problema, ma non alla spalla bensì alle gambe che dopo un paio di piste mi facevano così male da autocommiserarmi per il mio stato di totale mancanza di allenamento. Eppure faccio tanta ginnastica. Ad ogni modo come è nella nostra abitudine abbiamo sciato tanto, sebbene io intervallassi le discese con una decina di minuti di riposo. La neve era bellissima, perfetta, tanta. La sera però anche lo Snowboardista era a pezzi. Io dopo la doccia mi sono massaggiata con l’olio di arnica montana, lui ha fatto lo snob ma ha sbagliato. L’olio di arnica fa assai bene alla muscolatura contratta e dolente.

Spero che il nuoto mi rafforzi la muscolatura delle gambe, oltre ad aiutarmi con la spalla congelata.E non ditemi che è perchè non ho più 35 anni ma 45. Intanto vi lascio con questa bella immagine di ieri dell’Appennino. E ditemi voi come facevo a dar retta a quella donna.

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l’estate (non) sta finendo

Se devo trovare un leit motiv per la mia estate 2014 sarebbe questo: la solitudine. E non nella sua accezione negativa, no, direi una meritata solitudine,un ritiro spirituale se vogliamo. Certo che non sono mancati i momenti di socievolezza, direi che cercare la solitudine in Apuania con famiglia + cugina problematica invadente + le mie amiche era una mission impossible. Che poi con le mie amiche sono uscita volentieri, la Cugina Problematica è un capitolo a parte, a piccole dosi è pure piacevole. Piccole. Dosi. Appunto.

Con il Windsurfista abbiamo privilegiato mete marine, ma c’è pure scappato un giretto in una Val d’Orcia sempre suggestiva. I 3 giorni in barca a vela, Golfo di Baratti e Capo Castello all’Isola d’Elba, sono stati bellissimi: dormire sempre in rada e far vita di barca ci piace moltissimo. Nessuno dei due soffre il mal di mare, nè abbiamo esigenze particolari che so la ricerca di lusso su un albero di 14 metri, il voler spazio per leggere- sempre in 14 metri, la paura di squali improbabili, il non saper nuotare, il non voler rinunciare allo shampoo e balsamo per 2 giorni. Credete che non esistano persone che montano su una barca a vela con tutte le richiesete sopra citate? No, esistono e sono intorno a noi. Tralascio le esigenze alimentari su cui si potrebbe scrivere un tomo di sociologia contemporanea applicata, sappiate che per evitare crocifissioni in situ eviterò di indicare quella della coppia in barca con noi, dieta che ha causato: 1. un’inutile spesa di denaro- la cambusa infatti era comune- per alimenti cretini (su di una barca poi) 2. l’invadenza alimentare sui piatti altrui “eh ma se mangi questo morirai presto/se mangi invece questo tutti i tuoi mali spariranno/questa è la dieta migliore/ tutto ciò che dice la scienza nutrizionale è falso. Ora, io mai mi sognerei di commentare quello che mangiano gli altri, ma si sa essendo liberale et libertaria non faccio testo e dovrei sapere che in questo paese faccio parte di una minoranza in via d’estinzione. 3. i commenti dello skipper altrimenti detto nostromo e chiamato da me “Spugna” per l’incredibile somiglianza con il famoso omonimo. Tralascio anche i bei momenti notturni della stessa coppia che ignara – o consapevole chissà-  del fatto che su una barchetta è come se si dormisse tutti insieme, hanno scopato come conigli, rendendoci partecipi di tutte le loro posizioni e momenti clou.

Ma questo non ha scalfto minimamente il nostro buonumore per essere finalmente in mare. Io e il Windsurfista appena svegli  ci tuffavamo in un’acqua liscia e trasparente, dalle molteplici sfumature,  nuotando con i tanti pesci. Branchi di occhiate e saraghi, ma anche acciughe e ombrine. Per niente sazi della vita di mare, poi, sabato abbiamo caricato l’auto con le tavole e la tenda e siamo scesi a Talamone, per regalarci ulteriormente due giorni di mare  e natura, approfittando di un altro bellissimo fine settimana. E in effetti siamo stati molto fortunati perchè sia in barca che in campeggio abbiamo trovato sole, caldo e mare calmissimo. Ieri c’era pure vento e qualcuno si è divertito molto con tavola e vela.

E adesso? Adesso per me c’è il ritorno al mio quotidiano impegno per voltare pagina. Sono piuttosto ottimista nei confronti del prossimo futuro e credo di aver chiaro in mente che cosa voglio fare. Delucidazioni arriveranno as soon as possible. Intanto mi godo l’abbronzatura e i benefici del mare sulla mia anima e sul corpo: metabolismo revitalizzato, una pelle radiosa, fisico scattante e asciutto. E’ ancora presto per il letargo invernale.

 

 

angoscia estiva

Quest’estate 2014 può essere riassunta in un solo aggettivo: angosciante.

Angoscia metereologica, angoscia bellica, angoscia politica, angoscia socialmediatica, tanto per citare alcune delle angosce che mi hanno attanagliato in questi mesi di estate incerta, a tratti pallosa, a tratti anche divertente. Ora che siamo agli sgoccioli, la luce è cambiata e tristemente diminuita, pare che il meteo ci grazierà con gli ultimi raggi di sole caldi, prima dell’arrivo dell’ autunno e poi dell’inverno. Ma non è detto, a questo punto.

Io ho passato una decina di giorni dai miei al mare, mentre il Windsurfista era in un posto frequentato solo da windsurfisti che si chiama Moulay e che non ha niente di bello per chi non pratica windsurf e non ama passare le serate parlando di vento, nodi, onde, tavole e misure di vele. Per cui mentre lui veleggiava, io nuotavo; mentre parlava di vele con altri windsurfers provenienti da mezza Europa, io ascoltavo alcune amiche parlare (male) di maschi post quarantenni , a volte nemmeno quarantenni, girando per i locali versiliesi; mentre lui si faceva male a un piede e provava l’esaltante esperienza di un ospedale marocchino, io mi massaggiavo i miei piedi dolenti per le lunghe serate sui tacchi alti. E così via. Mi è mancato? Gli sono mancata? Chissà.

Di certo ha passato alcuni momenti di angoscia come me, circondata come ero da un’aura di negatività pazzesca tra padri e cugine che se sono ancora  qui a scrivere è un miracolo. Lui invece angosciato in una stanza sporca e senza finestre con il piede gonfio e un bagno da dividere con sconosciuti.  Ma non è stata un’estate tutta da buttare, fino a che il tempo ha retto ho nuotato e preso il sole, camminato per ore lungo la battigia e nell’acqua azzurra e limpida, ho preso le onde con il mio bodysurf made in San Diego, sono dimagrita, ho frequentato solo donne, gatti e cani. Inoltre domani sera partiremo, stavolta insieme , su una barca a vela verso l’isola d’Elba e non siamo per niente angosciati. Niente, nemmeno un pochino. Nè per gli squali, nè per le tempeste e nemmeno per i pirati.

Veleggeremo spensierati tra isolotti sperduti e santuari di cetacei, lasciandoci alle spalle la terra ferma e la sua angoscia.