Di film e cinema anni 80

 

highlander

Repubblica propone una carrellata di film che uscirono nel 1986. Un’annata buona, secondo il quotidiano, e in effetti dei film elencati solo Blue Velvet continua a lasciarmi perplessa. La maggior parte di quei film, o meglio quasi tutti eccetto un paio, li vidi al cinema di domenica pomeriggio.  ( qui l’articoletto )

Nel 1986 all’età di 16 anni il cinema il sabato sera mi era vietato. La sera mi era vietato tutto. Avevo il coprifuoco alle 19.30, anche 20.00 ma insomma all’ora di cena dovevo essere dentro casa. Non sia mai la mia castità potesse essere compromessa da qualche brufolosissimo cesso diciassettenne. Da cui mi tenevo alla larga perchè erano cessi, perchè erano brufolosi, perchè spesso puzzavano.  Continua a leggere “Di film e cinema anni 80”

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50 sfumature di CIA

ATTENZIONE POST SPOILER (anche se la serie è vecchiotta)

Volevo parlarvi della serie  “Homeland” da tempo. Una serie di spionaggio-politica che mi intrigava e che ha vinto diversi premi. Io, appassionata di relazioni internazionali e spionaggio, non potevo perdermi una serie incentrata sulla CIA e sulle sue amene gesta in giro per il mondo. Ma dopo metà della prima puntata è stato subito palese che a ipnotizzarmi non fossero gli intrighi politici bensì le tresche amorose. Perchè Homeland è una stupefacente storia d’amore e di sesso come non ne vedevo da anni. E mi ha inchiodato allo schermo, fazzoletto alla mano e sospirante per le incredibili avventure di Carrie Mathieson  e Nicholas Brody. Alla faccia di quelle inutili 50 sfumature di grigio. Continua a leggere “50 sfumature di CIA”

film anni 80

Ieri sera il cinemascope di casa nostra proponeva “Noi siamo infinito”, o meglio lo proponeva in lingua e titolo originale “The Perks of Being a Wallflower”. Ne è seguito dibattito feroce tra me-entusiasta- e un Windsurfista annoiato e per niente convinto.

A metà film salto su dicendo “ma questo film è davvero ambientato negli anni 80?” , il Windsurfista : “ma come? non te ne sei accorta? ma non hai visto che non conoscevano Heroes (di D.Bowie N.dA.)” ” beh , dico io, pensavo non la conoscessero perchè troppo giovani. Capirai con lo schifo che c’è ora, no dico Bowie vs Dente”.

Poi ho capito perchè mi piacesse tanto: è una versione più tragica di “The Breakfast Club”, filmisssimo generazionale. Mi è sembrato di tornare ad avere 16 anni con tutta la sua lista di disgrazie: essere una ragazza da parete, l’amore per la letteratura, i dark, i punk, le gonne a palloncino, i golf extralarge, le cassette da duplicare. Bei (o brutti) tempi.

Poi c’è la colonna sonora. Roba da museo come questa:

e non ci lasceremo mai

Capita di dimenticare la ragione per cui scegli di non essere amica di certe persone. Magari quelle ti corrono accanto e tu, nel dubbio di essere un’acida asociale, ti fermi, le ascolti, le accogli nel tuo mondo. Poi basta una sola serata per ricordarti che se chiami una tizia Faccia di Chiùlo una ragione c’è.

Decidiamo di andare a vedere Django. Il programma prevede me, il Windsurfista    e due amici miei maschi. Durante un caffè pomeridiano con Faccia Di Chiùlo uno di questi si lascia ingenuamente scappare che la domenica andremo a vedere Django, credendo forse che FdC, tipa molto old style, disdegni il pulp. Ma no, lei anche se indossa rigorosamente camicette di cotone e maglioni di pura lana vergine, ama il pulp. E quindi con la sua solita verve si aggrega.

Mi dico, e soprattutto dico al Windsurfista già allarmato, che tanto un cinema è un cinema cosa vuoi che succeda.

Succede invece che all’uscita dal cinema si pensi a una pizzetta veloce. Sono le 22, io non ho per niente fame ma mi piego alla democrazia e propongo una cosa veloce. Faccia di Chiùlo prende subito in mano la situazione. Decide che si deve andare in una pizzeria che lei conosce bene e che si trova dall’altra parte della città, esattamente all’opposto di dove tra l’altro viviamo. Veniamo in tre da fuori città e l’idea di attraversarla due volte per una pizza al volo non mi ispira. Ma il potere di FdC è incredibile. Con tre auto si vaga in città fino alla meta, per poi vagare, già incazzatissimi, alla ricerca di un parcheggio. A FdC va di culo che lo troviamo in 10 minuti, il mio limite di tempo di ricerca di un parcheggio oltre il quale c’era il Piano B: fuga verso un kebabbaro qualunque lungo la strada del ritorno.

Comunque alla fine entriamo e ordiniamo. Ordiniamo una pizza e cochino/birrino, io che non ho fame ne prendo mezza con uno dei ragazzi che è a dieta, il quale non potrebbe nemmeno mangiare carboidrati, ma FdC con una mossa inaspettata da vera donna di mondo ordina una costata di manzo con bicchiere di vino rosso. Poi si ordina per sé un caffè decaffeinato sbattendosene degli altri commensali che un caffè se lo volevano pure bere e infine, al momento del conto, divide rigorosamente alla romana senza preoccuparsi di fare uno sforzo e allungare 5 euro in più. Mezza pizza e coca ci costano 14 euro.

Faccia Di Chiùlo ha vinto ancora stavolta. Il Windsurfista appena siamo in macchina annuncia: “depennala dalle tue conoscenze perchè io non la voglio più vedere. E’ una persona che non sa stare con gli altri,  oltretutto ha una risata orrenda che mi inquieta”. Penso, tanto figurati non succederà più che si rivada al cinema con lei.

Il giorno dopo FdC mi telefona ” Oh Ondina come mi sono divertita ieri sera. Sono stata proprio bene, una bellissima serata. E quel tuo amico come è simpatico. La prossima volta che andate al cinema insieme vengo anche io. Ho sentito che volete andare a vedere Lincoln vero? Bene aspetto una tua chiamata allora. Salutami il tuo amico”.

Il mio amico sarà felicissimo all’idea di vedere Lincoln con te, Faccia di Chiùlo, non aspetta altro. E anche noi guarda.

time goes by

Ho scoperto che sono passati già un sacco di giorni da un Natale che non mi sono per nulla goduta. Insomma, si sa che per chi è dentro a certe macchine infernali i periodi elettorali sono un gran vortice risucchia tutto. Non mi stupirei domattina di ritrovarmi a Oz  e di cercare il Palazzo di Smeraldi in compagnia di 3 bizzarri personaggi. E poi piove, e non smette mai. Ti alzi e apri l’armadio con trutte le tue buone intenzioni ma scopri con orrore che ti devi mettere scarponcini o stivali di gomma, pena aver piedi bagnati tutto il giorno. Ti alzi, ti specchi e vedi una faccia stanca, occhiaie che non vanno via nemmeno con il cerone da clown. Chiami Bruxelles, che è sotto la neve, e ti risponde un’altra te, messa peggio di te, la quale con voce strozzata dal sonno e dalla disperazione ti dice beati voi che lì piove e non nevica. Poi leggi che il solito vecchio maschio imbecille, che siede su una poltrona di procuratore, ti consiglia di stare in casa e non uscire la sera, che là fuori c’è un brutto mondo. Decidi infine di concludere la serata riguardandoti Terminator che in effetti termineresti volentieri diverse persone ma soprattutto ti senti molto Sarah Connor.

Questo posto è molto confuso e dispersivo ma io stessa sono confusa e dispersiva.

AppendiceA me sto brutto mondo piace e mi piace camminarci sopra con un paio di laboutin, mi piace pure guardare la luna piena e godermi la notte. Questi vecchi dinosauri che tardano ad estinguersi mi hanno stancato. Mi annoia vederli tuonare dai vari  pulpiti additando l’orlo della tua gonna quale origine del male del mondo. Per questa ragione sto frequentando da tempo un gruppo di omacci autoreferenziali con vene ostruite dal colesterolo e guance rubizze di grappa . Il nemico, ritengo, va distrutto dall’interno.

 

 

non raccontate favole ai windsurfisti

Per tre sere di seguito su Italia 1 hanno dato la saga di Twilight. Tre sere in cui ero particolarmente distrutta, depressa e con pochi neuroni accesi, i restanti sfiancati da giornate allucinanti. Non mi sto giustificando comunque.

Il primo lo avevo visto anni fa al cinema, gli altri persi anche perchè….insomma…vero?  Sfortunatamente per me, essendo in fase deprimenza, sono rimasta ipnotizzata da “New Moon”, per poi oltretutto finire per addormentarmi e non vedere il finale, e successivamente ipnotizzata da “Eclipse”. Essendo un genere telenovela non è stato difficile capire a che punto eravamo della storia.

Tuttavia chi vive accanto a me ha dimostrato in queste sere una certa perplessità. Ha provato a seguire prima “New Moon” e i licantropi, dove non ha capito niente perchè non sapeva cosa fosse un vampiro, cosa fossero dei licantropi per cadere infine dalle nuvole nello scoprire l’esistenza di tal volturi, poi ci ha provato con “Eclipse” senza risultati incoraggianti. “Certo”ha commentato durante una scena in cui Bella e Edward sono in una tenda (e lei è in ipotermia ma guarda caso lui è un morto e quindi freddo e quindi non la può scaldare e allora arriva l’amico licantropo non trasformato senza pelo-  a giudicare dal petto nudo, cosa naturalissima in Alaska d’inverno- ma evidentemente con il vizio, che la scalda nel sacco a pelo). “Dico, certo che noi abbiamo i nostri Steven Seagal ma anche voi non scherzate”. In effetti. Comunque ha avuto grosse difficoltà a seguire una trama che non era neppure difficile.

O almeno non era difficile come la terza puntata (o quarta) della serie più assurda degi ultimi tempi -eccettuata la sempre mitica Grey’s Anatomy- ovverossia “Once Upon a Time”. (per chi non la conoscesse prego cercare su Wikipedia).

Questa serie fondamentalmente è cretina ma se almeno una volta nella vita ti hanno raccontato una favola non puoi non capirla.

Il Windsurfista evidentemente non ha mai letto favole, non ha mai ascoltato storie, non sa chi siano Hansel e Gretel, snobba Cenerentola e Biancaneve gli fa venire in mente solo un film porno.

Ieri sera avevo accanto quest’uomo che ogni 10 secondi a ogni personaggio ( che ne so, per esempio un nano o una strega) si poneva grosse domande a cui non riusciva dare risposta. In più, per rendere definitivamente impossibile da parte sua la comprensione di tale serie, questi personaggi delle favole erano sparsi sotto mentite spoglie nella realtà creando in lui un forte stato confusionale.

Si è molto agitato. Dopo aver decretato quanto fosse idiota la serie e dopo avermi sfinito di domande  (“ma ucci ucci sento odor di cristianucci è questa favola?” “no caro, quella è Pollicino) ha concluso che fosse meglio andare a letto lasciandomi sola tra le grinfie di una regina cattiva che nella serie è di certo più gnocca di Biancaneve e alle mie riflessioni sul fatto che c’è nella vita anche chi non si ricorda nemmeno una favola.

Su una cosa siamo concordi: Bella è la regina assoluta delle profumiere. Una che in ben tre film sparge il profumo e non la dà mai (anche per colpa di lui che si nega alle sue eccezionali profferte rimarcate da invitanti e continui sospiri). Una professionista. Una da cui imparare.

Assolutamente.

 

 

la rivelazione

Il bello delle ferie estive e dell’ozio sfrenato è che ti puoi levare la voglia di fare cose inutili per le quali non esiste mai il tempo. Come rivedersi tutti gli episodi di Capitan Harlock al completo, dopo anni. Rivederlo a quarantadue anni e con una certa consapevolezza e occhio acuto per i particolari, non solo grafici, mi ha permesso di dare una lettura differente . Più attenta. Più matura. E così ho avuto la rivelazione.

Nella vita di Harlock ci sono essenzialmente 3 figure femminili: Yukie, Met e Mayu, rispettivamente una scialba bionda tonta che fa parte dell’equipaggio, un’aliena molto materna con lui e una bambina figlia del suo migliore amico. Esiste poi la sua grande nemica: la regina della Mazoniane Raflesia, cattiva spietata fredda e bellissima. Ma non l’ho mai inserita nell’elenco delle papabili perché era il nemico.

Io, nel mio piccolo cervellino di bimbiaminkia di otto anni/nove anni innamorata persa di questo pirata manga, mi ero convinta che per avere l’affetto di quell’uomo imperscrutabile (ero già caduta nella trappola del tenebroso sfuggente) dovevo immedesimarmi nella piccola fragile Mayu a cui lui voleva un gran bene. D’altronde la parte della bionda insipida mi attirava poco, quella dell’aliena a cui lui faceva suonare l’arpa in cabina ancor meno. Insomma qualcosa mancava in Harlock. Qualcosa di lui mi sfuggiva. Qualcosa non tornava.

Dopo 34 anni finalmente l’illuminazione.

Harlock ama Raflesia. Ama senza spiegazione logica la sua grande nemica, la fredda e  spietata comandante e regina delle Mazoniane. Ne è attirato fisicamente, ne è turbato nel profondo dell’anima. E, udite udite, è ricambiato.

E lei la fredda e cattiva spietata militaresca bellissima regale mazoniana ama Harlock. Lo ama ed è disperata, lo ama sapendo che lui è l’uomo sbagliato. E  quando sconfitta lascia la Terra lo saluta per sempre con questa domanda “vuoi che parta Harlock? Vuoi davvero che io parta?”, domanda a cui il coglionazzo non sa rispondere, peggio: domanda che il beota non capisce ma che provoca profondi turbamenti dentro di lui. (tra l’altro mi pare che lei sia più sfavata per aver perso l’occasione di farsi Harlock che di conquistare il pianeta, il che adesso mi pare plausibile ma a nove anni, capite, era difficile cogliere la sfumatura). Raflesia era l’amore di Harlock. Raflesia era la parte da immedesimare. Una bellissima donna ai posti di comando con l’unica sfiga di essere dalla parte sbagliata.

Ora comincio a capire l’origine di tutte le mie disgrazie.