Conti e vigne

Uh il Conte, che persona garbata! Ci ha accolto nella sua azienda agricola, che è anche cantina e albergo, in una giornata particolarmente afosa, impeccabile in una camicia bianca non sconvenientemente aperta sul davanti, emanando un’aura di discrezione ed eleganza. Erano con lui anche l’Enologo e il suo agente o braccio destro che dir si voglia.

Nella quiete della campagna, rotta solo dal canto delle cicale e dal fastidioso rumore di alcuni clienti norvegesi ormai colorati come aragoste che si lanciavano urlando nella bellissima piscina, abbiamo conosciuto le potenzialità dei suoi vini, appreso, per quanto mi riguarda, nozioni di viticoltura (ma non ero analfabeta su questo argomento per fortuna) e, si spera, creata una partnership interessante.

Avevo il timore di cadere tramortita a causa della degustazione di ben 5 vini ma dato che ero in mezzo a gente seria ho scoperto l’esistenza delle sputacchiere, oggetti inquietantissimi che servono per gettare il vino prima di ogni nuovo assaggio. Peccato per tutto quell’ottimo vino.

Io non ho sputato, non si confà a una signora, oltretutto avevo il terrore di sbavare come i cani, nè mi pare di aver visto il Conte stesso fare questa cosa. Ci ha pure offerto il pranzo, ineccepibile, e presentato lo chef e il pasticcere, entrambi provenienti da locali stellati e , nel caso del pasticcere, dal maestro Ernst Knam. Conversazione, pranzo e affari piacevoli insomma, con un Conte molto gentile, che ci ha deliziato con racconti e aneddoti della famiglia. All’orizzonte ci mostra casa sua, una tenuta enorme circondata da ettari di vigneti e di campi. Si rimpiange la mezzadrìa, si collegano rami genealogici dei D’Este e dei Lorena, se magna e se beve. Sempre comunque in modo discreto e mai esagerando.

“Vede, mi dice il Conte, questi turisti del Nord Europa vogliono sapere tutto dei nostri vini e della nostra storia, stanno ore ad ascoltarmi e mi fanno tante domande. Peccato poi che alla qualità del vino preferiscano la quantità. Sa come sono questi barbari , una sera si sono bevuti anche il contenuto della sputacchiera perchè si erano già bevuti tutto”. Non ho dubbi su quanto possa essere accaduto, saluto il Conte e ridiscendo tra la plebe e l’umidità della piana, riflettendo sul fatto che a volte essere circondata da persone educate e non volgari è un sollievo alle brutture del mondo.

 

 

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2 pensieri su “Conti e vigne

  1. L’educazione e la non volgarità come “sollievo alle brutture del mondo”, proprio vero. Così come a volte anche dalle persone semplici può scaturire qualcosa che ci riempie il cuore e ci fa scordare le stesse brutture. Il che a volte mi fa pensare che tanto lo fa l’educazione, non solo delle buone maniere, ma anche quella che ti fa coltivare il rispetto e l’apertura verso il prossimo, a prescindere da quanti master hai conseguito.

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