l’arzilla zietta

Sabato mia zia faceva gli anni. 92 per la precisione.

Sono andata a trovarla a casa sua, insieme a mia cugina, per farle gli auguri e per portarle un regalo: una stola, che sarebbe stato un bel regalo anche per me, nel senso che non era una cosa da vecchia ecco. In fondo mia zia non è vecchia. A parte la patente, che con suo grande rincrescimento non ha rinnovato, è ancora pimpante, arzilla, intera di testa e di corpo, con il suo senso dell’umorismo -o forse dovrei dire con il senso dell’umorismo della famiglia- intatto.

Casa sua è ancora la stessa di quando ci andavo a giocare da piccola. Una casetta su un unico piano, come erano le case una volta, un’aia e un orto piuttosto spazioso. E’ buffo vedere resistere quella casa di campagna in pieno centro, con tutti i palazzi che nel frattempo le si sono moltiplicati intorno. Ha ancora l’albero delle giuggiole, il melograno, il pollaio con diversi animali che lei giura e spergiura siano arrivati lì da soli come l’anatra e i conigli. Te lo ricordi il tuo coniglio bianco?- mi chiede. Come posso dimenticare il mio compianto Bunny? Nessuno lo ha mai mangiato, è morto vecchissimo e io andavo tutti i pomeriggi a trovarlo. Mia zia è l’ultima delle 4 sorelle Rocca e l’unica ancora vivente. Gattara di professione, continua ancora ad occuparsi di gatti del circondario che non demordono e decidono che quella casa è la casa migliore di tutti e quindi le danno il buongiorno, la buonanotte e si fermano anche per qualche croccantino.

Era lei che ci faceva ogni anno la torta di compleanno: il dolce al mascarpone  con i pavesini, cioè il tiramisù. Era la sua specialità e non c’era nipote che non lo richiedesse con fermezza alla propria festa. Smise quando morì la mia nonna, a cui era legatissima, perchè troppo fu il dolore e troppo dolorosi i ricordi. Ma- mi ha detto sabato-se i ricordi brutti sono tanti, sono tanti anche quelli belli e la mia vita è piena di ricordi belli.- Mi ha fatto poi vedere anche i suoi nuovi occhiali con apparecchio acustico incorporato che le hanno risolto il problema della sordità e, dice, ha guadagnato vent’anni di vita, anzi non riesce a capire perchè anche mio padre sordo come una campana non se ne fa uno uguale. Ora, ride divertita, la mia ninìna (la figlia di suo figlio) mi vuole comprare quel coso, come si chiama,  la tavoletta-ah ok il tablet- per internet così magari vado anche io su fésshbuk.

Poi a mezzogiorno ci ha salutato perchè doveva uscire a pranzo con un’amica, in effetti avevo notato la messa in piega fresca di parrucchiere, e mi sono sentita molto fortunata ad avere una zia così. -Sei ancora una bella ragazza- mi dice congendandosi- t’par ancora na ninìna, mantieniti così-

E tu mantieniti ancora così cara zia Tina che questi 92 anni ci fanno un baffo e mi sembra ancora di avere 6 anni e di essere venuta lì a far merenda e a salutare il mio coniglio Bunny.

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