ritorno alla scuola media

Ieri sono andata a fare un intervento in una scuola media in veste di consulente “europeo”. Non era la prima volta che andavo in una scuola a parlare di Europa ai ragazzi, ma lo avevo sempre fatto nei licei e mai in una scuola media.

Avevo una certa ansia. Non solo per la paura di annoiare i ragazzi con argomenti magari per loro poco accattivanti, non è stato così alla fine perchè sono riuscita a trovare una formula che ha catturato la loro attenzione, ma proprio per la paura nei confronti di quei ragazzi di  dodici-tredici  anni, un’età che a me spaventa molto forse perchè non l’ho vissuta bene. Gli anni delle medie sono stati un incubo. Nonostante sia stata fortunata nel capitare in una classe dove la maggioranza degli alunni non presentava problemi comportamentali, ma anzi era una classe diligente e spesso portata come esempio al resto della scuola; nonostante fossi tra i primi della classe in termini di profitto, nonostante avessi un buon rapporto con compagni e compagne, ecco io alle medie mi sono sempre sentita una sfigata.  Ero una bambina in mezzo a giovani donne che avevano il fidanzato, mi vestivo malissimo, avevo dei genitori rompicoglioni, non avevo il permesso di andare da nessuna parte. Alle feste ero sempre appiccicata alle pareti mentre gli altri pomiciavano, e le uniche cose che i maschi facevano con me era giocare a calcio, fare a gare di sputi e di rutti e parlare male di altre ragazze. Se non ci fosse stata la ginnastica, le gare e gli allenamenti sarebbe stato peggio certamente. Insomma, io il tempo delle mele l’ho visto solo al cinema, di nascosto dai miei che lo trovavano diseducativo (!!!cattocomunisti!!!) , per il resto certe risatine sulle mie scarpe da maschiaccia sfigata e sulla tuta rosa  nell’ora di educazione fisica mi hanno ferito.  Che poi ho saputo dopo, dalle stesse compagne che mi sembravano gnocche come Sophie Marceu, che pure loro provavano la stessa identica terrificante e angosciante sensazione di inadeguatezza. Un’età decisamente di merda.

Ecco, tutto questo si è trasformato nel tempo in un vero terrore per i ragazzini delle medie. Anche per gli insegnanti delle medie. Una roba che Freud ci sguazzerebbe. Quindi ieri avevo paura di fallire: me li vedevo tutti lì davanti a ridacchiare mangiando patatine, scartocciando merendine, in una bolgia tremenda, mentre io cerco di mandare una slide e parlare sopra le loro voci urlanti. Per una che ha parlato in pubblico in inglese davanti a Nick Clegg questo terrore è a dir poco imbarazzante.

Invece no. Sono rimasti tutti ad ascoltarmi, mi hanno tempestato di domande, mi hanno chiesto tantissime cose sulla mie esperienza europea, mi hanno applaudito, mi hanno detto in coro grazie, mi hanno chiesto l’indirizzo twitter. In altre parole sono stati meravigliosi.   E bravi anche gli insegnanti, che li hanno preparati e che si sforzano di formare i ragazzi con iniziative come quella a cui ho partecipato (con la loro professoressa ho lavorato per qualche giorno la sera, il che dimostra come alcuni insegnanti prendano sul serio la loro professione).

Adesso?Adesso penso che sia il momento di accantonare il senso di inadeguatezza puberale e guardare in faccia alla realtà:  sono cresciuta, mi vesto decentemente e alle feste non sono più carta da parati. Ma soprattutto come ho potuto pensare di voler pomiciare con qualcuno a tredici anni: a quell’età i maschi sono veramente disgustosi.

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3 pensieri su “ritorno alla scuola media

  1. Dei tre anni della scuola media io non ricordo praticamente nulla, nemmeno i nomi ed i volti dei compagni.

    Anzi, in realtà ricordo una sola cosa: le lezioni di fotografia ad educazione tecnica.
    Scatto, sviluppo e stampa.
    Fu amore a prima vista.
    Un amore che mi accompagna tutt’ora a (svariati) decenni di distanza.

    Su tutto il resto però è buio pesto. Anche su questo il dr. Freud ci sguazzerebbe con gioia, temo 😉

    —Alex

  2. pure per me gli anni delle medie sono stati abbastanza terribili, mi ritrovo in molte delle cose che hai scritto tu. meno male però che ti è passato il trauma! ancora complimenti per l’esperienza, dev’essere stata una bella soddisfazione! 🙂

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