ti telefono o no, ti telefono o no lalalalaaaaa

Passate mai quei momenti in cui non hai voglia di sbatterti per cercare le persone?

Io sì. Ultimamente spesso. Una volta avevo l’agoscia di perdere contatti importanti e di perdere opportunità accattivanti, di perdere treni fondamentali. Ora non più. Faccio eccezione quando ho qualcosa di concreto in mano. Nel caso delle amicizie poi sono anni che lavoro su me stessa per uscire dal tunnel dell’angoscia di perdere le persone a causa dei miei silenzi. Considerato che il silenzio è reciproco, evidentemente l’amicizia non era poi così profonda. E il punto poi è : perchè vi devo chiamare solo io? Oltretutto il telefono ha un costo.

Sparire ha l’innegabile vantaggio che qualcuno prima o poi se ne accorge e ti viene a cercare.

Dunque, io all’inizio dell’estate, chiuso definitivamente il capitolo Mister X e prima ancor di lui il Carrozzone, ho pensato al mio futuro tenendo aperte varie porte e quindi portando avanti contatti per “eventuali collaborazioni”. Poi, mano a mano che passava il tempo e la maggior parte di questi progetti non qualgliava, io ho semplicemente pensato alle cose mie, tanto più che ho avuto da studiare e quindi la mia concentrazione era volta solo al concorsone.

I progettatori di progetti non quaglianti, nel frattempo, si sono accorti che io non me li filavo più e quindi questa settimana si sono fatti sentire tutti di un botto. Chiaro, mica con qualcosa di concreto, no, con la velata- e neppure tanto- pretesa che io faccia qualcosa per loro. Qualcosa che non è chiaro neppure a me se non nei termini di una sicura perdita del mio tempo. Ne segue la mia nulla voglia oggi di telefonare a una persona che mi sta coinvolgendo in questo non ben definito piano, persona che mi ha fatto rintracciare da altra persona con cui ho perso un pomeriggio a cercare di capire di cosa si stesse parlando e con cui ho raggiunto un accordo: se non si quaglia noi ce la si squaglia. Però intanto ora devo prendere il maledetto cellulare e chiamare questa persona con l’imbarazzo di dover io spiegare che non posso infilarmi in cose che non hanno nè un capo nè una coda, e che per favore ditemi cosa volete da me, quali sono i termini e io vi dico sì o no. Ma non hanno il coraggio, perchè i termini saranno tragici e sanno che io risponderò di no.

Perciò capite bene la mia accidia nel portare avanti pubbliche relazioni.  E anche il mio sentirmi Alice nel paese delle meraviglie, frastornata da discorsi, piani, progetti, incubatori di impresa ( ma poi cosa diavolo è questo incubatore di impresa) e nessuno che ti dà una data di inizio, una di fine, un budget, un obiettivo, un soggetto un verbo e un complemento. E io come Alice mi perdo in mezzo a questa follia, sempre più accidiosa, sempre più distratta, sempre più lontana.

E sempre più restia a prendere il telefono e chiamare questa gente.

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4 pensieri su “ti telefono o no, ti telefono o no lalalalaaaaa

  1. Anche io sono altamente allergico a mendicare attenzioni sia lavorative che personali, sia per telefono che per altro media.
    Dopo una giovinezza in cui (auto-giudicato con gli occhi di oggi) ero effettivamente un rompicoglioni, adesso (forse purtroppo?) sono diventato un seguace della filosofia “se mi vuoi mi cerchi” e se non mi cerchi vuol dire che non ti interessa sentirmi (qualsiasi siano i motivi).
    Ora capisco che possa sembrare eccessivo, specialmente in campo personale ma:
    1) ho il terrore di essere considerato un petulante rompicoglioni che mendica attenzioni ed a cui vengono concesse le stesse come una carità, un’elemosina (cosa che evidentemente odio)
    2) odio le chiacchiere “pour parlez”, le conversation spicciole che si fanno per convenienza (questo specialmente in campo lavorativo) ed anche le risposte vaghe e di “convenienza” che promettono senza promettere e non dicono pure essendo fatte di parole (questo in campo personale).

    In effetti però a volte mi viene pure la insana (?) tentazione di dire le cose in faccia alla gente e se mi trovassi nella tua situazione, di fronte a questi che ti parlano del nulla, glielo spiattellerei in faccia a volume altissimo: “ma quante cazzate stai sparando? Ma mi dici qualcosa di concreto invece di farmi la supercazzola? Fatti risentire quando hai in mano qualcosa di vero e non mi far perdere tempoooooooo!”

    —Alex

  2. donna allo specchio

    io sono peggio di voi nel senzo che certi codici a volte o non li conosco per niente o li ignoro o fingo di ignorarli per cui, oltre ai due punti menzionati da alex si aggiunge la mia totale “distrazione” per cui la gaffe è inevitabile, ma lameno ne sono consapevole non essendo completamente nata ieri

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