angoscia estiva

Quest’estate 2014 può essere riassunta in un solo aggettivo: angosciante.

Angoscia metereologica, angoscia bellica, angoscia politica, angoscia socialmediatica, tanto per citare alcune delle angosce che mi hanno attanagliato in questi mesi di estate incerta, a tratti pallosa, a tratti anche divertente. Ora che siamo agli sgoccioli, la luce è cambiata e tristemente diminuita, pare che il meteo ci grazierà con gli ultimi raggi di sole caldi, prima dell’arrivo dell’ autunno e poi dell’inverno. Ma non è detto, a questo punto.

Io ho passato una decina di giorni dai miei al mare, mentre il Windsurfista era in un posto frequentato solo da windsurfisti che si chiama Moulay e che non ha niente di bello per chi non pratica windsurf e non ama passare le serate parlando di vento, nodi, onde, tavole e misure di vele. Per cui mentre lui veleggiava, io nuotavo; mentre parlava di vele con altri windsurfers provenienti da mezza Europa, io ascoltavo alcune amiche parlare (male) di maschi post quarantenni , a volte nemmeno quarantenni, girando per i locali versiliesi; mentre lui si faceva male a un piede e provava l’esaltante esperienza di un ospedale marocchino, io mi massaggiavo i miei piedi dolenti per le lunghe serate sui tacchi alti. E così via. Mi è mancato? Gli sono mancata? Chissà.

Di certo ha passato alcuni momenti di angoscia come me, circondata come ero da un’aura di negatività pazzesca tra padri e cugine che se sono ancora  qui a scrivere è un miracolo. Lui invece angosciato in una stanza sporca e senza finestre con il piede gonfio e un bagno da dividere con sconosciuti.  Ma non è stata un’estate tutta da buttare, fino a che il tempo ha retto ho nuotato e preso il sole, camminato per ore lungo la battigia e nell’acqua azzurra e limpida, ho preso le onde con il mio bodysurf made in San Diego, sono dimagrita, ho frequentato solo donne, gatti e cani. Inoltre domani sera partiremo, stavolta insieme , su una barca a vela verso l’isola d’Elba e non siamo per niente angosciati. Niente, nemmeno un pochino. Nè per gli squali, nè per le tempeste e nemmeno per i pirati.

Veleggeremo spensierati tra isolotti sperduti e santuari di cetacei, lasciandoci alle spalle la terra ferma e la sua angoscia.

 

 

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3 pensieri su “angoscia estiva

  1. magari potessi dire anche io adieu!
    😉 Ma soffro il mal di barca a vela (nemmeno di mare, proprio barca a vela) e non riuscirei a dire adieu, sconquassata come sarei dai conati di vomito.
    Per fortuna te no.

  2. donna allo specchio

    oh come ti capisco!! ho provato e sto provando le stesse angoscie che hai citato tu alle quali ne aggiungo una: sono stata in pensiero per mia madre. Lei che di solito è sempre stata una roccia per la prima volta in vita sua sta dando cenni di cedimento. Ed io non sono pronta!!!
    Senno fate buon viaggio !!!!
    io invece, oltre a soffrire di mal di barca a vela sono talmente disordinata che anche la perona più paziente di questo mondo mi butterebbe fuori bordo :)!!!

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