la sindrome dell’autodeformazione e rimedi vari

Non so a voi, ma a me questa primavera calda piace molto. Dopo anni di primavere fredde, piovose, grigie e orride, finalmente qualcosa di mediterraneo all’orizzonte. Sole, gatti in amore, fiori ovunque, api ronzanti, farfalle multicolori, americani che già svengono per il caldo in fila all’Accademia, asiatici con cappelli e guanti per ripararsi dai raggi UVA/UVB, fiorentini che si spogliano beati e circolano giorno e notte in bicicletta e ciabatte, miracolosamente già abbronzati.

Nonostante ciò, la deprimenza mi insidia. Ieri, mentre correvo da una parte all’altra della città cercando di rincorrere Mister X, ebbene sì ancora lui, mi sono sentita inadeguata nella mia forma fisica e quando Ondalunga si vede gonfia, cellulitica, grassa, sfatta, in poche parole ORRENDA, ha bisogno di chiamare un’amica di fiducia che non la mandi a cagare in 5 secondi nè si offenda nel sentir parlare di fiale drenanti e circolazione venosa una tizia che peserà sì e no 40 chili .

In questi casi posso contare solo su 1. mia sorella se non sta rianimando qualcuno al pronto soccorso 2. la mia amica Maruska. Opto per quest ultima, in uscita fresca fresca dal lavoro. Le mando un sms disperato “sono depressa, dobbiamo parlare”, lei risponde subito “chiamami ” , in realtà sospettando la ragione per cui la voglio tediare. E infatti. Al solito abbiamo riso molto sull’inizio della stagione del beverone sgonfiante e mi ha rassicurato sostenendo che la settimana precedente, quando c’eravamo viste per due chiacchiere, mi aveva trovata uguale a sempre e che il fatto che fossi in piena sindrome premestruale indicava una certa tendenza alla pazzia, all’autocommiserazione e a quel curioso fenomeno dell’autodeformazione corporea davanti allo specchio.  “Sarà, ho continuato a lamentarmi io, ma mi sento le gambie gonfie e per colpa di Mister X sto camminando da ore senza bere un goccio d’acqua e ciò mi sta causando una terribile ritenzione idrica. Inoltre ho due tette enormi che mi danno un aspetto alquanto volgare”. “Vorrei sapere cosa ne pensa il Windsurfista” “Lui non fa testo. Lui in questi casi fa il giocoliere. Giocherebbe a bocce ininterrottamente” “E allora divertitevi e cerchiamo di vederci la prossima settimana”. E si è conclusa qui la telefonata amica. Che comunque la Maruska su di una cosa ha ragione: mai e sottolineo mai provarsi qualcosa di nuovo durante la temibile sindrome.

Allora aspettiamo sette giorni a tirar fuori certi vestitini e nel frattempo continuiamo con la ginnastica  che non fa mai male. E già che ci siamo a far divertire il giocoliere.

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