Tra una cosa e Londra

Nel frattempo sono accadute cose. Molte noiose, qualcuna interessante. E’ venuto un freddo cane, ho realizzato che tra poco è Natale.

Ho stilato una lista di mansioni da sbrigare: comprare chili di burro, pennarelli per le decorazioni alimentari, zenzero in quantità. Avrete capito che i miei prossimi programmi saranno a base di zucchero, lucine colorate, christmas tea, poncini caldi e via discorrendo. Sto persino pensando di comperare un maglione di lana a fantasia natalizia. L’ispirazione mi è venuta facendo la fila per entrare in un locale di Covent Garden sabato sera, accanto a me c’era un gruppo di ragazzi biondinientemale inglesi, visibilmente upperclass, che indossavano solo quel tipo di maglione. Credevo fosse un gruppo buontempone e invece ho visto uomini indossare quei maglioni ovunque e il fatto mi ha reso di buon umore.

Ah già, che sciocca. Dimenticavo di dirvi che giovedì mi hanno spedito a Londra, in una delegazione quasi totalmente maschile, dove ho realizzato quanto noi donne italiane si sia toccato il fondo.Quando parli con un ministro svedese donna, con le delegazioni olandesi e norvegesi, quando ti rendi conto di come siano ben organizzate le donne in Spagna, ecco noi dimostriamo di essere indietro anni luce. Ma non ne voglio parlare qui. Questa è una battaglia che porto avanti pubblicamente e ne parlerò altrove.

Invece godetevi i miei recenti ricordi londinesi, perchè io amo follemente Londra. La amo di un amore irrazionale, con una passione quasi sconcia. La amo per il suo grigiore, per le sue luci notturne, per le decorazioni natalizie, per come vendono il tè, per Liberty, per i suoi angoli sudici, per le signorine upper class, per il cosmopolismo, per la victoria sponge alle 5.

Non ho avuto molto tempo per godermerla, ma pur di assaporare ogni singolo secondo cercavo di viverla il più possibile. Persino la mattina presto, prima dell’inizio dei lavori, gironzolavo a Canary Wharf, o meglio sotto Canary Wharf, mescolata ad altri cappottini e caffè bollenti in mano, a mangiare una danese e scambiare due chiacchiere mattutine con perfette sconosciute e perfetti sconosciuti.

Poi via dentro a uno degli incredibili edifici di Canary, affacciati su quello che una volta erano docks e paludi e che ora offrono una vista come questa:

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Ma comunque la mia preferita rimane questa:

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Sì, mi piacciono le lucine natalizie e tanto per restare in tema: pensate forse che non mi sia comprata il Christmas Pudding già confezionato da Harrod’s?

Non vedo l’ora di vedere le facce di tutti quando lo assaggeremo!

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5 pensieri su “Tra una cosa e Londra

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