di trasferte e di bambini al seguito

Da domani fino a domenica sarò a Bruxelles. Fatte le debite considerazioni, ho deciso di non sacrificare un paio di scarpe e una giacca per avere il mio portatile in valigia e quindi per qualche giorno sarò offline, almeno per quanto riguarda il mio blogghino.

Tra l’altro parto di pessimo umore, in piena sindrome premestruale e con l’ingrato compito di stare dietro a 6 bambini dai 22 ai 25 anni anni. Un branco di idioti che non sanno prendere un aereo da soli, partire per 3 giorni con un bagaglio a mano, che si lamentano di dover aspettare un’ora all’aereoporto perchè non c’è un treno più comodo.

Qualcuno a Bruxelles si è divertito molto a spargere la voce che io fossi responsabile del gruppo e da giorni il mio telefono e, ancora peggio, la bacheca messaggi di facebook, sono tempestati di richieste assurde.

C’è chi vuole vedere la partita mercoledì e vuole che Mister X cerchi un posto dove vederla. C’é che arriva  in ritardo rispetto a tutti ma pretende che tutti l’aspettino e in più ha il bagaglio in stiva perchè è impossibile avere un bagaglio a mano per tre giorni ( “mia cara persino io che sono posh ho un bagaglio a mano e ci sto pure 5 giorni, ma che cosa ti porti dietro, le tue cappelliere e la pelliccia?”). C’è chi chiede se la cena sarà italiana. C’è chi chiede quanto costeranno i taxi. C’è ancora qualcuno che chiede se per il parlamento europeo bisogna vestirsi eleganti (lì rispondo con memorabili foto di sedute in plenaria che spengono le speranze trendy delle bimbeminkia). C’è chi vuole conoscere il dna del proprio compagno di camera, non si sa mai.

Io, più penso a quando avevo 22 anni e più mi rendo conto di non essere stata mai così lagnosa. Però stronza sì, molto, e così ho inoltrato la richiesta calcistica a un Mister  X, notoriamente tifoso viola, il quale ha risposto fanculando in modo assai prevedibile, ottenendo senza nemmeno troppo sforzo l’identità del presunto juventino e segnandoselo sul suo taccuino nero. Ho anche riferito che una bimbaminkia faceva le bizze e ho ottenuto il permesso di abbandonarla al suo destino, lei e il suo baule, affinchè impari a sopravvivere nella tratta Charlesroi-Bruxelles Midi.

Ho poi detto a tutti i bimbi che la cena organizzata per loro sarà sublime, come ogni anno d’altro canto, e allo stesso tempo ho prenotato con un gruppo ineffabile di miei amici, tutti molto vecchi e tutti molto stronzi in un posto pare fichissimo, lasciando a loro gli orribili surgelati fritti di quell’ ignobile bettola.

Ora tutto tace: i bimbi sono tranquilli, le loro mamme pure e io mi pregusto giorni di puro divertimento. Nella speranza che il parlamento sia abbastanza grande per seminarli definitivamente.

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7 pensieri su “di trasferte e di bambini al seguito

  1. ahahahahahahaha genia! io a 22 anni avevo al mio attivo già diversi mesi di vita da sola nella foresta di Fontainebleau… ma se non sanno mettersi in giro per il mondo, perché lo fanno???

  2. Brava, così si fa: stacca il telefono e goditi la rimpatriata con gli amici!
    Buon viaggio

    —Alex

    PS = Questo nuovo tag “fichelesse” mi garba assai!
    PS\2 = mi raccomando, aspetto il reportage dettagliato delle figure di cacca dei bimbiminkia all’estero!

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