Sulle domande più cretine a noi fatte prima e dopo la partenza

Nel corso dei nostri meticolosi preparativi, che passavano da lunghe passeggiate dentro Decathlon a sedute al gabinetto con la Lonely sulle ginocchia, siamo stati oggetto di curiosità moleste e consigli non richiesti da parte di parenti, genitori e conoscenti. Costoro, il cui unico e avvincente programma per le vacanze era o la settimanina in pensione a Canazei, o l’ombrellone a Pietrasanta o, udite udite, in caso di grande disponibilità di denaro in un appartamento a Donoratico, ci hanno letteralmente sbriciolato la pazienza con delle enormi cazzate sparate a raffica.

Le  cazzate si distinguevano per settore:

1. Geografico-politico

In alcuni casi l’India si è spostata in Medio Oriente e ho scoperto fosse lambita dalle acque cristalline del Mar Rosso zeppe di dementi italiani in ferie nonostante una feroce guerra civile in corso. In altri, le conoscenze geografiche si mescolavano a un’altissima cultura in fatto di relazioni internazionali, i più esperti raccontavano di atroci delitti a danni di turisti italiani per la vicenda dei due marò, altri confondevano Afghanistan, Pakistan, Yemen  e India in un meraviglioso pastrocchio polveroso. Infine la pericolosa dittatura indiana dei marajà o quella dei militari, a seconda dell’inclinazione del nostro interlocutore, ci avrebbe reso difficile spostarci e viaggiare.

2. Sanitario

L’India pare sia il ricettacolo delle più spaventose malattie del globo. Mentre a Zanzibar centinaia di cretini si spiaggiano senza sapere che la malaria la fa da padrone, noi saremmo andati incontro a epidemie di colera, peste nera, tubercolosi e la sempre affascinate lebbra.

3. Sociologico

L’India è un paese retrogrado, maschilista, dove le donne vengono stuprate e uccise. Dopo aver fatto fatica a capire se mi si parlasse del mio paese o di questo che mi accingevo a visitare, ho ascoltato consigli utilissimi che cadevano da ogni dove: non parlare con nessuno, non andare in giro poco vestita, non camminare di notte, non accettare caramelle da sconosciuti, non sfilare in tanga o in topless per le strade delle città. Cose che qui faccio abitualmente. Naturalmente qualcuno mi ha anche detto di non prendere parte a manifestazioni politiche. In vacanza. In India. Io. Mia zia (devo ancora comprendere se si trattasse di un insulto o un complimento) mi ha detto: ma a te non danno noia, sembri un’indianina basta che ti copri i capelli.

4. Culinario

In India la cucina è pericolosamente speziata, monotona, mica come la nostra. Eh figuriamoci. Al rientro il leit motiv era: chissà come avrete mangiato male. Malissimo, guarda. Inutile stare a raccontare che abbiamo incontrato dei cuochi geniali e che metà del nostro tempo lo passavamo a guardare persone che cucinavano e l’altra a degustare i loro manicaretti.

Appena ricoverata per la dissenteria, parenti e amici mi hanno frettolosamente diagnosticato il colera, come se di abitudine io e il Windsurfista bevessimo alle fogne a cielo aperto. Immancabili i commenti “chissà come puzzavano” o “chissà come sono sporchi”. Pensare che mi sentivo una reietta, sudata, con i capelli polverosi legati in un triste chignon, vestita con calzoni cenciosi e scarpe da ginnastica accanto alle donne truccate, pettinate, con il loro smalto ai piedi e gioielli dappertutto. Donne che ridendo volevano farsi fotografare con me, che non mi hanno mai negato sorrisi, donne che mi prendevano per mano e donne che mi squadravano pensando a loro volta : ” questi occidentali sudici e sciatti, chissà quanto puzzano”.

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5 pensieri su “Sulle domande più cretine a noi fatte prima e dopo la partenza

  1. Fantastico!!!
    (soprattutto l’ultima frase)

    —Alex

    PS = alla schiera degli italiani in giro inconsciamente in posti pericolosi, aggiungerei anche i cretini che vanno alle Maldive non sapendo che li basta veramente poco (vista la sha’ria in vigore anche portare un crocifisso al collo in pubblico) per essere buttati in cella e vedere la chiave buttata via in barba a qualsiasi trattato internazionale.

  2. Bellissimo post, brava! L’italiano medio, purtroppo, anche quando si sente “acculturato” rispetto agli altri, parla sempre per sentito dire. e cosa importa andare a verificare cio’ che si dice, tanto l’importante è mostrarsi tuttologi sempre e comunque. che fastidio.

  3. zion

    Il post è davvero divertente, peccato sia tutto vero :-\
    Il ritorno dev’essere stato un brutto shock culturale, io ce l’ho sempre tornando dall’estero, almeno.

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