Di India e conseguenze

E’ passato molto tempo dal mio ultimo post. Ammetto che scrivere le mie inutili e poco serie storielle mi è mancato, a tal punto che ho cominciato ad utilizzare il tono del mio blog con chiunque mi scrivesse una mail. I risultati sono stati terrificanti, ma vi dirò poi.

In questo lasso di tempo, in questo torrido agosto  e inizio settembre Ondalunga e il Windsurfista hanno viaggiato per il Rajastan, scoprendo posti sconosciuti, visitando luoghi conosciuti perchè letti nei libri. Hanno riscoperto il loro lato più selvaggio e a volte tristemente colonialista, ma solo nei momenti di puro sconforto come quando una sera alle 23.30 abbiamo trovato alcune pulcette che saltavano felici nel letto a noi destinato, o all’aereoporto di Delhi sfiancati dai lentissimi controlli, dalla molteplicità dei timbri, dal sonno dei funzionari agli sportelli. Ma poi ci siamo goduti i tramonti umidi e rosa sul lago di Udaipur, o l’alba al mercato di una Jodhpur ancora addormentata godendo del miracoloso silenzio. Perchè i rumori in India sono amplificati, stordiscono l’occidentale che crede di trovare meditazione e pace. Sono clacson continui e moto sgangherate, sono grida e sono saluti, sono cani che abbaiano tutta la notte e mucche che si annoiano. Ogni meta ci ha regalato un momento particolare, una cucina speciale, un profumo di curry e cardamomo o dei fiori di frangipane, il profumo delle frittelle per la strada e quello dello zafferano nel lassi. Profumi che riuscivano a rompere l’inquietitudine degli odori delle fogne a  cielo aperto e delle acque putride, dei rifiuti di ogni genere e dimensione che ci capitavano tra i piedi.

E, infine al mio ritorno, mentre me ne stavo in ospedale rantolante, pensavo romanticamente che anche Kipling era sempre malaticcio. In fin dei conti certi climi sono poco salubri, ma volete mettere la soddisfazione di vedere e toccare mondi lontani? Quale esploratore è mai tornato indenne dalle proprie scoperte? Quale scrittore non ha sacrificato un briciolo della propria salute per il piacere di poter scrivere di vita vissuta? E quindi, Rudyard, saresti stato fiero di me mentre pensavo a Toomai degli elefanti , ad Akela e i lupi delle montagne e a tutti quei luoghi che fino a questo momento avevo solo potuto immaginare.

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11 pensieri su “Di India e conseguenze

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