Berlin, ah Berlin

In questo periodo di silenzio per così dire letterario, ho lavorato molto, mi sono depressa molto, ho passato del tempo a letto la sera con il Windsurfista scambiandoci le rispettive deprimenze e infine ho preso con lui la tempestiva decisione di fare le valige e scappare a Berlino.

Non ci volevano lasciare andare.

A Peretola un filo di vento ha bloccato molti aerei, ma il nostro era il più figo di tutti e grazie ai moccoli blasfemi di un Windserfista incline al pianto e scatti d’ira, siamo decollati.

A Berlino ci hanno mandato temporale, tuoni, fulmini e una pioggia incessante. Ma tanto avevamo le giacche a vento, l’albergo era splendido, il piumino del letto caldo e la colazione la migliore di sempre. Il Windsurfista aveva le lacrime agli occhi per la commozione ogni mattina. Al quarto giro del buffet ho temuto che arrivasse il buttafuori come a Las Vegas: era chiaro che ormai lo stessero tenendo d’occhio dalle cucine!

Stando là mi è presa una terrificante botta di nostalgia per la vita in Germania,e ho parlato tedesco anche quando era inutile. Sono tornata al Berlin Republik per la birra. Ho rivisto musei e strade e negozi che amavo, e musei e negozi nuovi di zecca. Il Windsurfista si è sparato una quantità di currywurst imbarazzante, ma devo dire che l’esperienza del currywurst sotto i binari nei pressi della Hauptbanhof è stata impagabile. Finanzieri, studenti, vecchie signore e ubriaconi gomito a gomito a mangiare patatine e salsicce, tutti strizzati dentro questo buchetto unto e caldo.

Poi il pane. Il pane tedesco. Quanto mi mancava il pane tedesco. E la Berliner Weiss e Prenzlauer Berg con localini, parchi e un libanese assolutamente meraviglioso.

E basta, poi son tornata. Ho ritrovato un posto freddo piovoso ma con trasporti mal funzionanti, gente che urla al cellulare, il mostro dalle mille teste decerebrate per cui lavoro e una gatta inferocita. Comunque no problem: per combattere la deprimenza ho due chili di cioccolata (sì proprio due chili e quindi?) comprata al centro Ritter Sport. Un posto bellissimo, con piramidi colorate di Ritter, Ritter mini e Ritter maxi. Ritter preparate lì per lì nel bicchiere. Insomma il paradiso.E dato che non volavo con la fottutissima Ryanair , ho messo nel bagaglio rigorosamente a mano i miei due chili di cioccolata.

Tschuss!

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