la deprimenza in un cucina

Eccoci qua in piena deprimenza da pioggia torrenziale. A nulla è valsa la camminata di un’ora di domenica mattina al sole, e non mi ha tirato su nemmeno l’emozionante decisione del Windsurfista di approfittare della pioggia pomeridiana per dedicarsi a un compito che rimandava da ormai due anni: aggiustare la cappa della cucina misteriosamente schiantata dopo un rumore improvviso e inspiegabile. I miei sospetti sulla causa furono all’epoca fugati dalla faciloneria di colui che dovrebbe guidare e proteggere me e la casa dove vivo, ossia il Windsurfista, che liquidò la faccenda con un “niente di che, poi l’aggiusterò”.

Il “poi l’aggiusterò” nel frattempo si è trasformato in due anni, in due inverni di puzza di cavolo ovunque, pesce imprigionato nelle tende della sala, porte ermeticamente chiuse, isteria mia, bando assoluto di fritto e simili.

Infine ieri.

L’inspiegabile rumore era purtroppo quello che più temevo: un uccellino morto dentro la cappa. L’aver convissuto con una carogna, seppur microscopica, di volatile nella mia cucina ha scosso la mia persona dalla deprimenza in cui era immersa in questi mesi, deprimenza che ha evitato una crisi isterica e coniugale fatale trasformandola in una rassegnata presa di coscienza dei fatti. Dopo che l’uomo di casa ebbe tolto ogni residuo macabro dalla cappa e dal motore, a me l’arduo compito di pulire. Microscopiche ossa, oltre che piume, capiamoci.

Questo il pomeriggio. La sera invece l’ invito a cena di FdC che, reduce da 4 pomeriggi di corsi intensivi di cucina, ci aspettava in minigonna in casa per offrirci una terrificante salsa con gamberetti, roba da anni 90 secondo il Windsurfista, roba da pazzi ho obiettato io con gli occhi rossi per il troppo rafano della salsa.  L’opera culinaria prevedeva anche una quiche lorraine e un soufflé di porri, in realtà due frittate ma comunque mangiabili, un tiramisu passabile e per fortuna insalata in busta e pasta al pesto comprato.

Insomma una domenica di pura deprimenza (culinaria), peccato perchè il sabato la visita di una paio di amici mi aveva allietato non poco. Intanto la settimana è ricominciata, con grossissime novità dal Carrozzone, il torrente della Pesa in piena e le rondini che imperterrite mi ricordano che sta arrivando la primavera.

Annunci

7 pensieri su “la deprimenza in un cucina

  1. scusa il senso del macabro ma: il passerotto morto, non olezzava di decomposizione? no, lo chiedo perché io ho sempre dubbio che ci siano animali morti negli anfratti irraggiungibili della casa, ma mi dico di no, che si sentirebbe l’odore. Ma è così?

  2. Zion

    Una carogna in casa. Sto per svenire per solidarietà.

    Comunque anche tu, accettare inviti da FdC…un pochino volevi soffrire, di’ la verità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...