poveri ladri!

Mi chiama mio padre alle 8 del mattino. Una chiamata a quell’ora in genere significa morti, nascite, incidenti vari, quindi mi allarmo subito. Lui mi dice che alle 4 del mattino casa Ondalunga è stata visitata dai ladri. “Ma come” faccio io” li avete sentiti? visti? hanno rubato qualcosa?

I fatti riportati da qui in poi sono realmente accaduti e sono frutto di un’attenta ricostruzione da parte dei genitori Ondalunga, due poliziotti e dai figli durante tutta la giornata

Mio padre si sveglia sentendo dei rumori nel bel mezzo della notte, per essere più precisi sente che qualcuno sta entrando in camera da letto. Accende tutte le luci e a mia madre, che come me la notte dorme come un macigno, che si alza di scatto bisbiglia: “Non ti muovere che c’è il rischio di buscarsi due legnate” Lei , intontita dal sonno – caratteristica che ho ampiamente ereditato- non capisce niente e crede che mio padre si stia sentendo male e si spaventa molto. Poi lo vede invece alzarsi e furtivamente sporgersi dalla porta della camera. I ladri si precipitano giù per le scale e fuggono fuori. Loro due allora scendono e cominciano a notare che:

Al primo piano, soggiorno e cucina, i ladri hanno aperto e rovistato in tutti i cassetti senza peraltro trovare nulla di prezioso da poter rubare, dopo aver preso i cappotti e la borsa della mamma agganciati all’attaccapanni li hanno portati fuori per ripulirli, anche qui purtroppo senza trovare niente poichè mio padre i soldi li tiene in tasca dei pantaloni in camera e mia madre non ha mai contanti dietro (altra caratteristica passata alla figlia maggiore). Non avendo trovato telefonini di valore superiore ai 10 euro nè argenteria varia sono scesi in taverna e nello studio di mio padre. Hanno aperto il freezer, la dispensa, lo sgabuzzino dove si tengono i giocattoli dei nipotini, niente, anche qui fanno cilecca. In questa dannata casa non c’è nessuna cassaforte nascosta.

Sono poi saliti al piano superiore per cercare nelle camere e lì avrebbero trovato un vecchio portagioie mio, pieno di paccottiglia anni’90 che nella fuga si sono portati dietro e poi ovviamente abbandonato, credo schifati, in giardino. Lì nel giardino hanno aperto il capanno degli attrezzi chissà per cercare cosa. Nella mia camera hanno invece rubato due guanciali. E qui un pensiero inquietante mi è subito apparso nella mente, ma mia madre mi ha interrotto: “guarda pure a me all’inizio sono venuti in mente pensieri inquietanti sull’uso dei guanciali ma poi abbiamo scoperto che si sono portati via pure un plaid e una coperta” E’ chiaro che più che ladri in questo caso si è trattato di disperati, probabilmente senza un tetto sulla testa e soprattutto senza un letto. In effetti questi poveri ladri hanno cominciato a starci simpatici. Eh poveretti con questo freddo dico io, eh poveretti si sono impegnati per cercare di  sfondare le finestre quando il portone era praticamente aperto, non ho capito perchè ci hanno messo così tanto tempo per capirlo, aggiunge mia madre costernata.

I poveri ladri adesso sono nei pensieri della famiglia Ondalunga. Li pensiamo infreddoliti, intristiti per il magro bottino. Si sono trovati in un giardino pieno di piante, avranno cercato di capire a cosa servisse il vecchio carrello-tenda delle vacanze della famiglia; avranno pensato che ci fosse una cassaforte, dell’oro. Ma quale oro, quali preziosi, hippies come siamo sempre stati le uniche cose preziose per noi sono i cimeli di famiglia come il vecchio bastone intarsiato del trisavoro lasciato ovviamente al suo posto, o il quadro dell’airone dipinto dal nonno, o ancora i miei amatissimi libri. Nulla di tutto ciò è stato spostato nè toccato.

Ahimè, la prossima volta informatevi bene sulle vostre vittime e non fatevi confondere dalla bellezza delle case di mattoni rossi. Non è detto che siano abitate da gente ricca e, con molta probabilità, il rosso non è un colore casuale.

Di seguito alcune impressioni direttamente dai protagonisti della vicenda

“Come diavolo è possibile che non abbiate sentito niente fino a che non vi sono entrati in camera?” (Ondalunga alla madre)

“Signora ma tutta questa carta è sua?” (Poliziotto n.1 che indica a mia madre un centinaio di scontrini in terra,  scontrini che lei per paura del redditometro e perchè se li dimentica tiene in borsa da Natale)

“Certo che le mie persiane sono proprio resistenti” (mio padre orgoglioso delle sue persiane)

“Certo che avere una porta così fa pensare” (Poliziotto n.2 a mio padre indicando il portone aperto con la forcina per capelli)

“Poveretti, chissà che freddo avevano” (madre di Ondalunga)

“Ma erano i guanciali nuovi?” (sorella di Ondalunga)

“Che poi hanno preso il plaid più vecchio” (Ondalunga alla madre)

“Nel freezer sembra non manchi nulla” ( mia madre a noi)

“Per forza è sempre vuoto” (noi a mia madre)

“Pensa che non mi hanno detto nulla per non impressionarmi, perchè per lavoro vendo caramelle..” (mia sorella infermiera presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Versilia)

“L’importante è che tuo padre non si sia sentito male” (mia madre)

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