gli ortoressici:come riconoscerli (e già che ci siamo vi regalo una ricetta)

L’altra sera, a casa a un’ora decente, comincio a spignattare per preparare una cenetta fusion-etnica, in sottofondo lei, l’imperatrice della cucina popolare: Benedetta Parodi. (su di lei possibili milioni di post ma per adesso mi astengo).

Gli ospiti della serata (non sottovalutare mai gli ospiti della Parodi, regola numero uno, considerato che ti puoi ritrovare un Philippe Daverio che ti cucina un’omelette francese con uno stile ineguagliabile) erano per me due emeriti sconosciuti, due attori italiani in uscita nelle sale in questi giorni.  Lei, mai vista o forse non me la ricordo, è una tizia secca secca, pallida pallida con dei caplli opachi e spenti tirati su con delle mollettine. Con un’energia che mi sembra sospetta, attacca una tiritera sulla cucina vegana, sulle sue meraviglie, sulle incredibili sintonie di sapori che genera il tofu in bocca, sulle moltitudini di ricette che si possono preparare. Ascolto attenta. Io non sono vegana, ma nel mio menù mediterraneo da burina italica qual sono, almeno due volte la settimana il menù giornaliero è privo di qualsiasi sostanza animale (la zuppa di legumi, o il riso alle lenticchie o la pasta ai ceci  ma potrei continuare per ore) e quindi conoscere una ricetta in più non mi fa altro che comodo.

La giovane prepara come piatto da portata per una serata tra amici “una tavolozza vegana” così composta: riso venere lessato servito con un pesto di piselli (“i piselli sono pieni di vita e così non togliamo il latte ai vitellini!), basilico, noci (” le noci contengono grassi insaturi!” ), una marea d’aglio (“è un antibatterico naturale!”) e olio ma solo perchè la Parodi le ha detto ma cazzo un filo d’olio e che hai paura di ingrassà? in maniera fine certo ma il senso era quello. Il riso si presenta come una pappetta verdastra e marrone ma procediamo. Poi c’è una zucca lessata e schiacciata mescolata a pezzetti di zenzero fresco, una guacamole (l’avocado frullato con il lime e la cipolla a casa mia si chiama guacamole), dei pomodorini (fuori stagione mi proponi pomodori? bella mia e come la si mette con il km zero?). La tavolozza da offrire agli incauti amici per cena è pronta.

Durante la trasmissione dove la tipa ortoressica, a questo punto è chiaro che lo è, esalta le virtù del veganesimo viene fuori che “purtroppo per problemi di salute devo aggiungere alla mia dieta un uovo” ( ah ecco, fai la ganza e poi, comunque io ne metterei anche due vista la condizione dei tuoi capelli bimba) ma “lo vado solo a prendere dal contadino perchè al supermercato non lo compro“, ma nemmeno quelle biologiche e quelle di galline allevate all’aperto, chiede ingenua la Parodi , “nooooooo” nasino bianco arricciato” solo quello di un contadino di fiducia“. Me la immagino che scende dal suo grazioso attichino in Trastevere con la Kelly al braccio, chiamare un taxi “alla fattoria Scaldasole per favore e mi scusi ma vado di fretta” bestemmiare educatamente contro i pezzenti che sul raccordo anulare sono in coda per andare a guadagnare del vile denaro da spendere in odiose multinazionali della grande distribuzione o peggio ancora in cooperative rosse , mentre lei attenta alla natura è costretta a fare km per vedere il contadino  raccogliere le uova fresche dal culo della gallina (ovvio che lei il culo della gallina non lo tocca certamente).

Scazzata da questa piccolo borghese viziata decido di procedere con la mia cena vegana. Ho preso una cipolla piccola e l’ho fatta imbiondire in olio evo, ci ho spoverato sopra della cannella e un velo di chiodi garofani tritati. Ho aggiunto una tazza di piselli novelli , li ho fatti insaporire, poi ho tagliato a julienne qualche carote e le ho mescolate al tutto. Ho aggiunto una manciata di uva sultanina e una abbondante di mandorle, infine due vasetti di germogli di soja scolati e sciacquati in acqua fredda (non avevo quelli freschi). Ho coperto il tutto con del brodo vegetale e ho lasciato cuocere insaporendolo con tanto curry. Ho cotto a parte del riso basmati, al modo orientale, e li ho serviti insieme caldi.

Giudicate voi qual è la ricetta migliore.

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20 pensieri su “gli ortoressici:come riconoscerli (e già che ci siamo vi regalo una ricetta)

  1. se c’è una categoria umana che disprezzo profondamente è proprio quella dei vegani… ma che banda e sciem!
    (concordo sull’uovo per i capelli, sia uovo “mangiato” che usato come impacco. escono dei capelli meravigliosi!) 😀

    1. ondalunga

      guarda, è perchè molti sono appunto ortoressici. massimo rispetto per ogni scelta, quindi anche vegan. gli ortoressici sono secondo me malati, alla fine vivono pure male.
      quanto alle uova, io senza morirei. solo galline all’aperto e preferibilmente biologiche però. sulle galline ruspanti non transigo, sarà che son di famiglia contadina…

    2. Non ho niente contro i vegan però quello che non sopporto è il bisogno (presente in 98% di loro) di fare “evangelizzazione” a tutti i costi, trattando i non-vegan alla stregua di assassini delinquenti, etc.

  2. Non ho visto questa puntata visto che raramente riesco ad essere a casa in “ora Parodi” (e tanto anche quando ci sono mio padre monopolizza il televisore con calcio/sport in tutte le salse, anche quelle che la Benedétta non conosce) comunque più che otoressica la tizia in questione mi sembra una snob modaiola…

    Sicuramente meglio la tua ricetta, che proverò al più presto sostituiendo però i germogli di soia con qualcos’altro, non perché non mi piacciano ma perché sono delle potenziali bombe biologiche, così come per le uova non pastorizzate del contadino…
    Uno sta tanto attento alla salute ed all’ambiente e poi rischi di prendersi una salmonellosi o peggio…
    Bah!!!

    —Alex

      1. Meglio! Credo sia perché sono le TUE galline e quindi parte del tuo stesso ecosistema. In altre parole sono (al massimo) portatrici degli stessi germi a cui tu sei esposta fin dalla nascita a cui quindi sei “immune”.

        —Alex

      2. deve essere la nostra comune origine contadina-apuana che ci rende resistenti alle uova appena deposte nel pollaio del vicino! a casa mia non credo sia mai entrato un uovo pastorizzato…

  3. donna allo specchio

    mah, a me urticano sia la parodi con quella sua aria di massaia (o di casalinga snob), sia i vegan per la loro tendenza a diffondere la loro verità ed alla loro intolleranza verso chi mangia diversamente.
    ricordo con divertimento un giorno in cui andai a mangiare in mensa con un amico tedesco ed una sua collega tedesca anche lei, vegan. quel giorno, non essendoci nulla che valesse la pena io presi del fois gras di cui sono ghiotta, ma di cui la mia anima ambientalista mi fa sentire colpevole. visto il pippone che mi fece quella li non mi sentii per nulla colpevole. Poi parlo in tedesco, lingua aime a me sconosciuta, con il mio amico per tutto il tempo, probabilmente di me. Ebbi il piacere di non rivederla più.

    Quanto alla ricetta meglio la tua, anche se non mi piacciono i germogli di soia e sono essenzialmente molto carnivora

    1. mmm…nel caso della tipa credo sia più un concetto fat free, anzi food free a giudicare dall’aspetto macilento e malsano. Secondo me qui ci si trova davanti a un caso di ortoressia, una malattia che spinge le persone a un’alimentazione a lor parere sana, al punto di malnutrirsi. Come gli anoressici e i bulimici alla fine.

      1. donna allo specchio

        mi fanno pensare alla mia belle-famille, ma la loro ossesssione per gli alimenti “cosiddetti sani” (alimentazione completamente senza olio e senza grassi, tipo ospedale aiutooooo) anche se li priva di tutte quelle cose buone che alcuni grassi apportano non arriva a tanto

  4. donna allo specchio

    non saranno snob, ma intolleranti verso gli altri si. se poi sono anche cafone (come la tizia che ho incontrato io)… abbiamo fatto il pieno.
    Io sono allergica al pesce, mi nausea persino l’odore, ma non per questo impedisco al povero cristo che mi trovo davanti a mensa di mangiare il pesce. Taccio e sopporto

  5. zion

    Non vorrei scatenare putiferi…ma i veri intolleranti conosciuti in vita mia sono quelli che non ti permettono di dire no a una bistecca. Cmq Ondalunga for the win.

  6. donna allo specchio

    ognuno ha le sue esperienze di vita…, chi si sente le prediche perchè mangia il fois gras o la carne, chi perchè non vuole mangiare una bistecca…, il mondo è bello perchè vario

  7. donna allo specchio

    Ognuno ha le sue esperienze di vita. a me fanno le prediche se magio fois gras o carne a zion se non vuole mangiare la carne, il mondo è bvello perchè vario

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