lo sbarco del tè

Ieri sera ero in Rinascente per controllare il prezzo di alcune palle natalizie. Palle fatte in Repubblica Ceca e non in Cina e rigorosamente di vetro. Non economiche, 6 euro e 50 l’una. Insomma mentre ero lì a smanettare con palle di vetro e a misurare metri di led rosse, il mio sguardo si è focalizzato su un banchino pieno di scatoline.

Sogno o son desta, o cosa vedono i miei occhi, lui , l’evanescente, costosissimo e irraggiungibile Kusmi Tea.

Voi direte embè? Embè niente, lo trovavo solo a Parigi, ultimamente a Milano. Ecco ieri è stato emozionante far finta di non conoscerlo e scroccare la degustazione. Ora sono indecisa se prenderne una scatolina o far finta di niente e continuare a bermi il tè che compro in Piazza Ghiberti. Che poi portare altro tè in casa potrebbere innervosire maggiormente un Windsurfista che considera tè “roba calda per malati”.

Il Kusmi Tea roba per malati. Potrei piangere.

Al limite per consumisti globalizzati.

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6 pensieri su “lo sbarco del tè

  1. purtroppo il tè gode di questa brutta reputazione… 😦
    per me il tè è invece sinonimo di eleganza e se lo regali a chi ne capisce fai un figurone! 😀
    vedo spesso il Kusmi tea al monoprix, ma non ho mai avuto il coraggio di comprarlo per i prezzi esorbitanti…
    mi accontento dell’equo e solidale, che oltre ad essere qualitativamente superiore al tè normale ha questo lato etico che mi piace molto! 🙂 (al momento mi drogo con un tè verde Ceylan alla citronella e al guarana)

    1. Formichina, qua a Firenze ci sono almeno due negozi fantastici per gli amanti del tè. Non utilizzo quello equo solidale ma mi servo di queste chiamiamole così, boutique anche perchè l’equo solidale non si trova facilmente. Devo dirti la verità, io mi preoccupo poco se il tè è global, lo reputo anche io una fantastica occasione per ritagliarsi momenti speciali, per godere dei profumi e delle proprietà di una bevanda così ricca. Faccio pure uso di dosi massicce di rooibos 🙂
      Ad ogni modo frequento una combriccola di amiche patite come me di teiere e bancha quindi se vuoi…passa di qua!
      Il Kusmi mi pare più un fattore fashion 😉
      (ciò non toglie che io lo adori)

  2. donna allo specchio

    io li ho provati i te equi e solidali (confezione verde qui in Francia), solo che mi sono sentita male, cosi come non ho digerito dei succhi di frutta apartenenti a quella ditta che per motivi etici e gustativi avevo preso.
    Da allora sono ritornata al kusmi te

  3. donna allo specchio

    no, li ho trovati da simply anch’io, credo siano gli stessi. Comunque verifichero se osero sfidare i – 12 di questo weekend… Fa anche una linea di succhi di frutta ai sapori esotici (agave, guaiavo litchi e simili)?

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