il segreto della relazione tipo

Al mio ritorno dalle vacanze un’amica mi ha telefonato per propormi un cinema e mentre si parlava mi ha confessato che aveva chiuso con il suo… già trovare un aggettivo mi risulta difficile. Fidanzato no, perché lui non si riteneva tale; amico no perché era qualcosa di più; ragazzo, mah lui ha 45 anni e a 45 non si è più ragazzi; forse potrei definirlo il suo uomo genericamente. Il suo tipo.

Lei abbastanza sfavata, i soliti problemi: lui a 45 anni dopo 4 anni di frequentazione non se la sentiva di impegnarsi.  Vabbè, le faccio io, mandalo a quel paese, poi si sa è più facile a dirsi che a farsi. Tra l’altro lei è una donna con lavoro abbastanza figo, piena di interessi, una che lascia spazi e se ne prende. Una simpatica, intelligente,  una che si è comprata una casetta di proprietà e si è avvicinata al ragazzino 45enne il quale abitava in campagna e quindi pure lei si era trasferita dalla città alla campagna. Un bell’affare, rifletto io.

Insomma, lei mi dice, basta, con gli italiani ho chiuso. Solite dinamiche da venti anni non ne posso più.

Come non darle torto?

E rifletto ancora e mi chiedo : ma cosa vogliono da una relazione i 40enni e le 40enni di oggi? Quando mi domandano il segreto della mia relazione alzo le braccia sconfitta, io brancolo nel buio e vivo alla giornata. La mia era una relazione che secondo i canoni sociali doveva naufragare dopo 6 mesi e invece dura da 8 anni e ciò dimostra che non esiste una relazione tipo né esistono dei segreti per portarla avanti nel migliore dei modi.  Certo, abbiamo la fortuna di piacerci molto fisicamente e già questo risolve parecchi problemi, abbiamo spazi definiti e ben separati e nessuno dei due intralcia l’altro. Poi non saprei, parliamo? A volte. A volte invece stiamo in silenzio, se stai bene in silenzio con una persona siamo già parecchio avanti. La nostra relazione la scriviamo giorno dopo giorno e non viene programmato niente. Perché in amore , a parer mio, niente è programmabile, è come in politica. Inutile fare previsioni.

E di solito vincono i numeri.

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30 pensieri su “il segreto della relazione tipo

  1. La legge della domanda e dell’offerta non si applica solo ai beni di consumo.
    In una relazione (magari non sono il tipo più indicato a parlarne… visto che la pratica mi fa difetto!) immagino che si sia bisogno che la richiesta del partner numero 1 incontri l’offerta del partner numero 2 e viceversa.

    ho bestemmiato?

    —Alex

    1. Ovviamente la questione è più complessa di così. Diciamo che questa è una semplificazione ad uso del post, una base per spiegare il concetto.
      Secondo me se A desidera certe cose da una relazione; per esempio coccole ed attenzioni, non rimanere sola tutti i fine settimana a causa del calcio\pesca\palestra\poker con gli amici e B non è disposto a concederglielo, la relazione naufragherà dopo un po’ di tempo.
      Lo stesso per quanto riguarda le aspettative di lui.
      Poi ci sono altri fattori, ovvio.

      —Alex

      1. Luca

        Ragion per cui tutte le coppie falliscono, essendo basate sul concetto di dare-avere, più simile all’economia che ad un sentimento.
        Il vero amore è disinteressato, non è basato sulla concezione di coppia sociale che è soltanto un’invenzione culturale per rendere sopportabile la finalità dell’accoppiamento: ovvero la procreazione.
        Anzi chiamiamolo pure affetto, l’amore e la coppia sono solo invenzioni sociali per giustificare l’attrazione fisica tra due persone, in questo meccanismo assurdo la gelosia viene ritenuta un elemento positivo, una prova d’amore, ma l’esclusività e il concetto di proprietà privata sono cose funzionali alla natura e non ai sentimenti autentici.

        1. Luca, sarò cinico ma l’amore disinteressato per me non “esiste”.
          O meglio: può esistere per un periodo limitatissimo di tempo.
          Te lo dimostro con un paradosso: se tu amassi una star tipo Rihanna di un amore “puro e disinteressato” ed ovviamente lei non sapesse nemmeno che tu esistessi, quanto durerebbe il tuo amore?

          1. Luca

            Ad blues il tuo non è cinismo, ma semplicemente banalità ed omologazione culturale alla falsa idea dell’amore comunemente diffusa.
            Se amassi una come Riannha, oltretutto senza conoscerla ma solo per averla vista, sarei un illuso, in quanto scambierei l’attrazione sessuale per amore.
            Amare in modo disinteressato significa amare senza chiedere nulla in cambio, ovvero provare un sentimento positivo, sincero ed autentico di affetto che prescinde sia dall’attrazione sessuale (ovvero non è basato sull’attrazione fisica, come il 99 % delle coppie che pensando sia amore perché si attraggono fisicamente e danno importanza alla sfera sessuale come indice di un rapporto che funziona), sia dalla fedeltà sessuale (che è insensata, è un’invenzione culturale finalizzata alla costruzione del concetto sociale di famiglia ed all’idea si proprietà privata che nulla ha a che vedere con un sentimento).
            La fedeltà fisica infatti acquista un senso solo se l’amore è basato sull’attrazione fisica (altrimenti che cosa tradirei??), e l’amore non deve essere basato sull’aspettarsi qualcosa da un’altra persona.
            Queste ovviamente sono cose incompatibili con la concezione di amore culturale con cui siamo cresciuti e che ci hanno ficcato nel cervello, ma non con un sentimento autentico.
            Per capire cosa sia vero amore significa uscire dal concetto di coppia comunemente inteso, che è solo una convenzione sociale ridicola, patetica ed illusoria perché cela una verità molto semplice (quella della procreazione della specie) e non porta di certo ad un autentica felicità.

          2. Luca

            Inoltre, ci sono diversi tipi di sentimento. C’è la stima per una persona, c’è l’attrazione per il modo di pensare di una persona, c’è l’affetto che nasce dopo l’attrazione sessuale per una persona. E quando l’attrazione sessuale passa resta l’affetto. Invece nelle coppie spesso non e così: passata l’attrazione pensano di non amarsi più!!
            Sesso e amore sono due realtà ven diverse, la prima è ingannevole in se, la seconda autentica.
            Se amassi una persona, in ogni caso, continuerei ad amarla anche se non stesse 24 ore su 24 con me ed avesse altre relazioni sessuali o altri sentimenti di amore verso altre persone.
            L’amore non finisce perchè la persona non fa sesso solo con te, è un sentimento che nulla ha a che vedere con la sessualità o con il formare una coppia sociale.

          3. Luca

            Altro concetto: l’amore autentico non ha una scadenza temporale.
            Se io oggi amo qualcuno, lo amerò anche tra 50 anni.
            Io, ad esempio, provo tuttora amore per tutte le mie ex ragazze, ma in modo autentico e senza soffrire il mal d’amore. Se tornassero le abbraccerei senza problemi.
            Non le avrei mai lasciate, il mio è un sentimento autentico e coerente. Il loro, invece, non lo è dato che mi hanno lasciato.
            Del resto se provo un sentimento positivo per qualcuno, perchè dovrei lasciarlo? Anzi, prima ancora, perchè dovrei ficcarmi nell’idea di coppia e omologarmi a ció che questa società malata e non pensante perpetua da secoli? Ovvero perchè non dovrei ragionare con la mia testa, anziché con il mio pisello e con l’omologazione culturale alla società?
            Mettersi insieme, creare una coppia sociale esclusiva basata sulla fedeltà, poi lasciarsi, eliminare la coppia e costruirne un’altra inseguendo un’altra illusione e continuando così vita natural durante, non ha nulla a che vedere con un sentimento autentico, è solo omologazione culturale!!È minchioneria!
            A a che vedere, peró, con l’idea di amore diffusa che è quella basata sul dare-avere che anche tu hai, ed è per questo che tutte le coppie soffrono inutilmente e poi si sgretolano.
            La scadenza ce l’ha solo l’innamoramento, che e illusorio ed è finalizzato alla prosecuzione della specie.
            L’amore disinteressato e puro non ha scadenze. Se io amo qualcosa, continuerò ad amarlo a prescindere da circostanze esterne.
            Chiaro il concetto?
            Sono queste le cose he dovrebbero insegnare ai bambini fin dalla scuola, invece gli riempiono la mente con la cazzata illusoria dell’amore falso, tu sei mio, io sono tua, saremo una coppia felice. Tutte minchionerie, la realtà è ben diversa e non è una favola.
            Cerchiamo di esserne quantomeno consapevoli. Potrebbe aiutarci a non soffrire inutilmente per delle cazzate ed a vedere le cose per come sono realmente, non per come vogliono farcele vedere.

          4. mi sa che abbiamo frequentato scuole diverse: le materie che insegnavano dalle mie parti non hanno mai neppure lontanamente sfiorato il concetto di “amore”.

          5. Luca

            La scuola abitua i giovani alla competizione, al rispetto delle convinzioni, all’idea di realizzare la propria individualità attraverso un lavoro. Ma non insegna a pensare con la propria testa. E la società fa la stessa cosa.
            Giá da quando si va all’asilo ti raccontano le favole di principi e principesse, spesso anche alle elementari. Alle medie ti hanno giá lavato il cervello predisponendoti ad accettare, come giusto a prescindere, il concetto di coppia diffuso.

          6. Luca

            Diciamo pure che scuola, famiglia, società e mass media ti plasmano il modo di pensare senza che neanche te ne accorgi.
            Questo per dire che chi forma la classica coppia sociale è vittima di un condizionamento, non ragiona con la propria testa e quando crede di farlo sta solo seguendo i dettami della società, e non quelli che seguirebbe se non avesse subito contaminazioni.
            Poi pero accade che ogni tanto qualcuno si svegli (rari soggetti) e prenda consapevolezza della realtà

          7. Luca

            Sono felice di farti ridere con un’espressione seria, esistente e formalmente corretta, mi fa davvero piacere.
            Se invece si tratta di deridere, sono altresì contento che tu possa godere facendolo in quanto è comunque una sensazione positiva, anche se obiettivamente stupida.

          8. oh, cielo, come sono felice di NON aver mai frequentato la tua TERRIFICANTE scuola. Per fortuna nelle mie mi hanno insegnato ad usare la testa… Con tutte le favole che ti hanno raccontato invece di insegnarti materie meravigliosamente asettiche, per forza sei cresciuto con questo concetto di “omologazione”, e pensando ossessivamente all'”amore” e non, che ne so, alle equazioni alle derivate parziali. Ma non temere: al mondo esistono altre scuole, e un’altra umanità è possibile!
            p.s. “se sono ex-ragazze ci sarà un perchè…” (da canticchiare sulle note di “se stiamo insime”)

          9. Luca

            Venire lasciati non è negativo e non provoca alcuna sofferenza, al massimo una vaga mancanza della persona, quando si comprende che la coppia sociale è uno standard comunemente accettato e che l’amore comunemente inteso non è altro che una maschera che nasconde l’attrazione sessuale, che come unico fine per natura ha la riproduzione della specie, cosa vuoi che possa rappresentare il venire lasciati? Un torto al proprio ego o una liberazione da persone senza consapevolezza? È, in realtà una liberazione dal nulla.
            Le persone stanno insieme per un amore che è un concetto inventato, un’invenzione culturale, una maschera dell’istinto.
            Dovrei essere contento di essere in coppia con una persona? No! Dovrei essere contento di stare da solo. La solitudine non è negativa come dicono, anzi è vitale per stare bene con se stessi!Anche questa idea di socialità come fonte di fellcita è frutto di un condizionamento sociale.
            Io non provo alcun dolore per le ragazze e le donne che mi hanno lasciato, l’ho provato quando avevo la concezione che tutti hanno dell’amore, che sarà anche la tua.
            Ció non vuol dire che io non abbia donne, ma semplicemente che non abbia necessità di averle nel senso di starci insieme per stare bene.
            Quando verrai lasciato o finirà una relazione impostata secondo i canoni sociali sarà normale il tuo dolore ed il tuo sgomento davanti alla realtà, come tutti.
            È normale venire lasciati e lasciare finchè si crederà al concetto di coppia, cioè di mettersi insieme.
            Se non esistesse la coppia, non esisterebbe nemmeno il concetto di lasciarsi. Al massimo esisterebbe la possibilità di smettere di vedersi, il che non cambierebbe l’autostima di in individuo ne provocherebbe quel mal d’amore di cui tutti prima o poi sono vittima senza tale consapevolezza. Te compreso, ovviamente.

          10. Luca

            Infatti “rari soggetti” era riferito a chi si sveglia e acquisisce una consapevolezza reale ed obiettiva. E se ti guardi intorno scoprirai senza difficoltà che la maggior parte della gente non rientra in questa categoria, trattandosi di persone illuse ed omologate.

          11. Luca

            Scrivevo di scuola per fare un esempio, in realtà è tutta la società ad aver creato e seguito un falso modello di amore. La scuola e solo uno degli aspetti di influenza.
            Se tutti avessero la consapevolezza che io ho acquisito capirebbero l’amore per ció che realmente è. Farebbero sesso liberamente con chi hanno voglia, qualora avessero voglia di fare sesso, ed amerebbero anche più persone senza la bufala distruttiva della gelosia e simili cazzate, dell’esclusività, fonte di frustrazioni perchè innaturale e connaturata al concetto di coppia a cui tutti so omologano.
            Buona fortuna 🙂

  2. donna allo specchio

    Anche io la penso come Alex, non c’è una legge unica su una relazione e bisogna che la richiesta incontri l’offerta o che uno ceda un po. Se un tipo “matrimonio ad ogni costo” incontra uno che vuole vivere alla giornata la relazione non dura, oppure bisogna accettare compromessi. Io ho un’amica che ha accettato tradimenti, pur di restare col tipo. Io che accetto di non sposarmi ed non avere figli (anche perchè ho pochissomo senso materno ed i piccolini dopo un po mi annoiana) non avrei mai accettato quello che la mia amica ha accettato del suo tipo (-io lo chiamo il suo viscido)

  3. Luca, io ti ho fatto un esempio dichiaratamente paradossale ma tu sembri non aver capito e continui nella tua fissazione con le “convenzioni sociali” come se noi tutti poverelli fossimo omologati, tranne te ovviamente.

    Fidati, ho capito quello che vuoi dire ma anche quello che tu definisci “sentimento puro” finisce in breve tempo se la persona oggetto del tuo amore non ne vuole sapere niente di te e ti snobba completamente e ti detesta; almeno che tu non sia un mistico o qualcosa di simile.

    Ma noi siamo umani normalissimi, l’amore mistico lo lasciamo ai santi ed alle sante e ci accontentiamo di quello terreno (e no, non sto parlando di sesso)

  4. Sono perplessa….
    Chi ha detto che l’innamoramento sia finalizzato solo alla procreazione della specie?
    Come può l’amore non avere una scadenza temporale? Lo sarebbe se ci si innamorasse di una cosa “ferma”, ma le persone sono in continua evoluzione. Ci si innamora di una persona com’è in quel momento, ma poi quella persona cambia, e noi anche, indipendentemente dalle circostanze esterne. Non è detto che l’amore cambi con noi.

  5. la posizione di Luca mi pare leggermente estrema ehm…faccio anche io parte di quei rari soggetti che quando amano totalizzano ed esclusivizzano. Se non considerassi l’attrazione fisica importante temo che non potrei vivere con una persona. Per l’amore/affetto senza sesso ci sono gli amici, la mamma e il gatto. Si può avere invece il sesso senza amore perchè no, chi ce lo impedisce. nessuno. il mondo è libero. Solo che nel mio post parlavo di relazioni chiamiamole conformiste (che non significa necessariamente da matrimonio o eterosessuali perchè le dinamiche delle relazioni sono universali ).
    E comunque nessuno si lamenta mai perchè fa troppo sesso senza amore casomai è il contrario….

  6. @ Luca: come avrai notato dalle mie risposte alle tue affermazioni (o forse non lo hai notato e faccio meglio ad essere esplicita) io non ho MAI accennato al tema dell’amore. MAI. questo perchè non mi interessa in nessuna maniera confutare o accordarmi (omologarmi, forse?) alle tue affermazioni. Ciò che criticavo, e critico ancora, è il tuo essere assolutamente manicheo. “La mia idea è giusta, quindi quelle degli altri sono sbagliate”, anzi, ti cito proprio: “Se tutti avessero la consapevolezza che io ho acquisito capirebbero”. Ne sei tanto convinto che sei arrivato a dire: “l’ho provato quando avevo la concezione che tutti hanno dell’amore, che sarà anche la tua.” eppure io non ho mai parlato della mia concezione dell’amore. Tu hai deciso qual era, partendo dal presupposto di essere tra quei “rari” soggetti consapevoli. Il mondo è strapieno di “rari soggetti”. Ne ho conosciuti talmente tanti che mi fa veramente ridere trovare ancora un altro “raro soggetto”, e, come tutti gli altri, tale per autoelezione. Vuoi sapere come la penso? Se quella vita ti fa star bene, fai bene a viverla. Se altri stanno bene in coppia, fanno bene ad accompagnarsi. Chi vuole riprodursi, fa benissimo a farlo. La società ha creato un certo modello di amore? CERTO. Ha creato il modello necessario al naturale (e animalesco) perpetrarsi della specie. Allo stesso modo la poligamia è il modello sociale di paesi in cui la sopravvivenza infantile era (ed è) talmente bassa da rendere necessario una fecondazione “parallela” di più donne. La società (e ancor prima la religione) detta delle leggi che dovrebbero garantire la convivenza civile, e lo sviluppo, inteso anche come aumento demografico o salute. Che questo c’entri o meno con l’amore è del tutto opinabile. Come ho detto, e ribadisco, per me ciascuno è libero di fare come crede. Ma continuerò a considerare le tue affermazioni sulla tua consapevolezza acquisita sull’amore esattamente alla stregua di tutte le altre: le parole di una persona con una certa visione del mondo data da un certo vissuto alle spalle. Esattamente come chiunque altro si è espresso qui.

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