la vita in un cartone animato

Venerdì il Consiglio Regionale Toscano ha conferito la medaglia d’argento a uno dei grandi miti di tutti coloro che dentro rimangono dei nerdi incalliti: John Lesseter, Mr Pixar per chi non lo conosce per nome. Ma se pronunci Pixar tutti, a meno di non essere il presidente del consiglio regionale toscano e altri tromboni dell’ambiente, pensano a cose come Nemo, Toy Story, Cars, eppoi Ratatouille e Monster &Co, e Wall-E.

Lesseter è un americano grosso, biondo, rosso e sudato per il sole e il caldo che ha trovato in Italia. Si è dimostrato simpatico, colto e ha condiviso con noi il suo amore per il disegno classico, per l’arte e la sua idea di tecnologia: uno strumento per divertirsi, però, non la base per poter creare una bella storia. Per  i suoi personaggi, per le sue storie Lesseter giura e spergiura di attingere alla cultura classica ammonendo la platea a studiare e studiare e studiare.

Non ci sarebbe niente di strano in tutto questo se non fosse che in Italia è fresca fresca la notizia di ulteriore taglio nelle scuole di una materia INUTILE come la storia dell’arte, perchè, si sa, in un paese come il nostro a che serve studiare la storia dell’arte?

Strano anche che si parli di tecnologia in un paese dove si tagliano posti di lavoro, dove si continua mantenere sulle loro poltrone gente che non sa nemmeno usare un ipad comprato con i soldi del contribuente, dove se hai 40 anni sei considerato un pischello beota.

Infine cosa più strana di tutte conferire la medaglia d’onore al merito a uno come Lesseter che qui in Italia sarebbe stato sicuramente un disoccupato.

Lui, pacifico e felice, ci ha fatto ridere e sognare con qualche cortometraggio. Poi le luci si sono riaccese e io ero circondata di nuovo da insulsi personaggi che ancora oggi non distinguono un mp3 da un grammofono,  che l’arte non l’hanno mai studiata e che non sono mai riusciti per tutta la durata della cerimonia a pronunciare correttamente nemmeno il nome di Lesseter.

 

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13 pensieri su “la vita in un cartone animato

  1. hai ragione, in italia gli avrebbero riso in faccia e sarebbe stato a mendicare per un contratto a progetto, sfruttato però 14 ore al giorno pagandogli una miseria e manco i buoni pasto.

  2. donna allo specchio

    Concordo con te su quasi tutta la linea. Solo una cosa, pretendere che certi politici o amministratori sappiano usare l’ipad mi pare un ragionamento un po da nerd. Basta saper fare delle normali ricerche su internet con un normale compiuter come fa la maggior parte della gente normale che lavora. Io ho un magnifico ipod ed un i-phone, ma per tutto quello che installazione, mettere musica lascio fare al compagno perchè proprio non ci capisco nullla. E non mi ritengo un ignorante. Non essere eccessivamente tecnologici non vuol dire essere ignoranti

    1. Se sei un politico che guadagna migliaia di euro al mese e fa il figo con il suo ipad, pretendo che tu lo sappia utilizzare invece di tediare gli assistenti (visto con i miei occhi). Nemmeno gli assistenti sono degli informatici tra l’altro.
      Sei troppo vecchio per imparare? Bene. Frotte di 40-30-20enni aspettano con ansia il tuo posto.
      Io ce l’ho con loro. Con questi signori della casta che sanno solo parlare del nulla. ( i quali oltre a non essere tecnologici sono pure ignoranti)
      Sai cosa ho sentito alla fine della premiazione? Tra loro si chiedevano cosa avesse mai avuto di speciale questo tizio per avere una così vasta platea….

  3. donna allo specchio

    Sarà che sono abituata con certi capi qui…, tipo il mio che viene “rembalé” quando mi chiede cose semplici come installare una stampante. Ogni volta gli faccio notare che si, sono un assistente (purtroppo), ma ho una laurea come lui e non una formazione da informatica. Per fortuna che è buono, senno mi avrebbe già mandato al diavolo.
    Quanto ai signori della casta ed al commento finale, ti capisco

    1. so che mi attirerò l’inimicizia di mezzo pianeta, però onestamente anche se uno non ha una formazione scientifica alle spalle, trovo che sia molto controproducente non interessarsi a imparare a usare tecnologie semplici di uso comune, come l’ipad. Cioè, parliamo di un device che si usa con le dita, eh? non con le schede perforate. E’ fatto apposta per essere semplice e a prova di persone non avvezze.

      Soprattutto, non posso credere che non ci sia la volontà di avvicinarsi all’uso delle tecnologie usate comunemente negli uffici e nelle case (più fortunate) perchè si ha un background umanistico. Come se un insegnante di italiano mi dicesse che non è importante saper usare un computer. Ninente di più sbagliato, ma è una mentalità così radicata che mi spiace dirlo, ci vorrà ancora una ventina d’anni perchè ci si accorga che si è rimasti troppo, troppo indietro per competere con schiere di adulti che con i vari devices ci sono cresciuti.
      Il problema è che questa mentalità colpisce anche le nuove generazioni, che si sentono in diritto di imparare solo a giocare con la tecnologia e non si rendono autonomi nell’utilizzo che vada appena più in là.
      No, per me è un handicap e spero che la curiosità prevalga sulla paura di sbagliare a usare le tecnologie di uso comune e la pigrizia.

      Coraggio, provateci!!! non ci vuole una laurea, non sto parlando di essere sistemisti, ma di non dover dipendere da tecnici strapagati che vi mettono solo a posto outlook.

  4. donna allo specchio

    caro/a Zion, qui credo che hai fraitenso. Io non è che mi nego a usare l’ipad (che sogno di comprarmi, tra l’altro) perchè ho una formazione umanistaica, mi nego ad usare delle tecnologie semplicemente perchè NON E IL MIO LAVORO. E’ il compito dei tecnici della nostra divisione informatica e sono pure pagati fior di quattrini per farlo!! E’ facile imparare quando si ha il tempo, ma quando siè lettteralmente oberati non si puo mettersi pure a fare qualcosa di nuovo. Allora si deve accettare che le scadenze previste non vengano rispettate. Io non posso pperdere tempo per fare faere cose che il mio capo potrebbbe fare da soloo semplicemente rivolgendosi alle persone giuste. Gli orari sono quelli che sono e pure acccettando di fare straordinari (per la gloria tra l’altro perchè qui non sono pagati) uno non puo uscire sempre alle 9 di sera per delle cazzate quando altri possono farlo!!! Quanto alla curiosità per la tecnologia, c’è se ne trovo l’utilità. Ma perchè devo imparare ad installare le cose quando ho un compagno che adora farlo? A casa è lui Mr installo tutto, ed in ufficio ci sono fiori di tecnici. Io non ho interesse, ho l’utilità di imparare ad usare la tecnologia, se non mi complica la vita, ma non di mettermi pure a fare cose manuali per cui non sono portata e che detesto fare. Chiamatemi pure snob, ma sono fatta cosi

  5. donna allo specchio

    Ancora una cosa: il device si usa con le dita, ma il ficcare dati si fa con hi-tunes e tutti i programmi apple vari che non sono proprio semplicissimi da usare. Persino il mio compagno che è un asso trova qualche difficoltà a volta che lo obbliga a reistallare il ttutto ( cosa noiosissima) . IO preferisco lasciarlo fare a lui piuttosot che rompermi le scatole con ste cose. Ed occuparmi di cose più utli, tanto il risultato (la mia musica) ce l’ho lo stesso.

  6. ondalunga

    avete ragione tutte. io mi riferivo in particolar modo a una classe dirigente inutile quanto dannosa, spocchiosa e irrispettosa delle competenze altrui. Ho il vomito nei confronti di questi incapaci.

  7. Ciao Ondalunga. Ogni rivoluzione tecnologica crea dei dinosauri: mi ricordo le mie nonne che cercavano di imparare ad usare il telecomando, un casino… Mia mamma ancora oggi non sa nemmeno accendere il computer. Pero’ non ha un ruolo nel governo di nessun paese, ecco la differenza. Anche io faccio fatica a seguire i cambiamenti tecnologici, i miei figli mi prendono per i fondelli quotidianamente, ma mi sforzo, anche se so di essere una verza.
    Qui negli US penso che tutti o quasi, i senatori e i rappresentanti della House usano twitter,ad esempio, e se non lo fanno loro direttamente, hanno un assistente che lo fa per loro.
    Obama ha appena lanciato un App che pare sia concettualmente e tecnicamente fantastico (mentre quello di Romney pare sia penoso)!
    Lasseter (scusa se faccio la pignola, ma e’ scritto con la “a”) e’ frutto della mentalita’ e della cultura americane,un posto dove si vede con facilita’ nonnine tipo quelle di Titti guidare trucks e Suv della madonna, dove il venditore del mercatino ti da’ una ricevuta del pagamento via email con l’Ipad…
    Poi se vogliamo parlare di tagli alla scuola pubblica, siamo anche qui nella palta…

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