Palermo, il barocco e il surreale

Un congresso internazionale a Palermo significa molte cose.

Significa caldo e belle giornate, una location fiabesca, uno sfarzo borbonico e diverse danze gattopardesche. La location del congresso altro non era che il luogo dove si sposò il mio miglior amico siciliano. L’accoglienza da parte del carrozzone locale e del suo leader palermitano doc decisamente sfarzosa. Gli ospiti europei, pallidi e seri, drogati dal cibo, dalla bellezza del posto e dal clima, hanno sopportato i furti perpetrati dai tassisti, le furbizie di ristoratori e baristi, l’invadenza di decine e decine tra poliziotti, carabinieri e finanzieri.

La Regione Sicilia ci ha accolto la prima sera nel suggestivo Palazzo dei Normanni, portandoci a visitare le stanze dei lavori, la stanza gialla, quella rossa e quella verde, la cappella con i suoi stupendi mosaici e offrendoci un buffet meraviglioso.

Naturalmente non vi dico i commenti da parte di chi, come me, si chiedeva dove la Regione avesse trovato tutti quei soldi per organizzare cotanta meraviglia quando la Sicilia piange miseria e quando due giorni prima della gente era morta a causa dell’incuria e degli errori di amministrazioni comunali e regionali, ma si sa noi del Carrozzone vediamo sempre marcio ovunque.

Palermo è una città affascinante, ho mangiato dell’ottimo pesce a Mondello e sono riuscita a gustare diverse cassate buonissime. La sera, grazie all’aria tiepida, abbiamo girato per la città e l’ultima serata , chiusi i lavori del congresso, ci hanno ospitato in una discoteca del centro piena di fighetti.

Al ritorno, in aeroporto, ho scoperto che a Palermo la fila non esiste, è un concetto sconosciuto, c’è infatti la tendenza a cercare di passarsi avanti a tutti i costi, ad entrare nello stesso momento tutti insieme nel gate con risultati esilaranti, a urlare nel telefonino, a spacciare per bagagli a mano borse di 58 chili.

Lavorare tre giorni con colleghi europei è sempre una boccata d’aria fresca, le persone sono competenti, si parla di cose serie, tutti si capiscono e la lingua è l’inglese.  Poi io sono stata piacevolmente colpita dall’abbondanza di capelli fini, lisci e orrendi come miei delle mie colleghe nordiche. Finalmente non solo io a penare con questi tre peli fini: tutte unite dalla comune invidia per i voluminosi ricci e le morbide onde delle fanciulle locali.

Annunci

8 pensieri su “Palermo, il barocco e il surreale

  1. Sono dell’opinione che la Sicilia sia tutto ed il contrario di tutto: povertà ed opulenza, cuore grande ed allo stesse tempo crudele, onore ed onore (nel senso di quello vero e di quello criminale).
    Solo una cosa siciliana ha un senso unico: il cibo; semplicemente paradisiaco.
    Io sono perdutamente innamorato della Sicilia! (sì vede?)

    —Alex

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...