io e jane eyre

Ha avuto un’infanzia infelice, rimasta orfana è stata maltrattata da una zia cattiva e poi abbandonata in un collegio ostile. Nonostante ciò, la sua determinazione l’ha portata ad ottenere un’educazione tale da poter permettersi di lavorare onestamente e mantenersi. A questo punto la vita le concede la fortuna di conoscere un uomo, un uomo particolare. Scostante, brusco, all’apparenza bastardo ma in realtà generoso, intelligente  e capace di ammirare e apprezzare una persona al di là dello status o della sua bellezza. Insomma lei si innamora, e che deve fare?  E’ ricambiata anche se l’ambiguità di lui la disorienta e le insinua nella testa un tarlo a cui non riesce a dare figura. Lui le chiede di sposarla, le farfuglia che potrebbe esserci un impedimento, lei sospetta ma alla fine si prepara al matrimonio. Lui l’ha preferita a una ricchissima sciacquettina, le ha giurato eterno amore. Lei ci casca. E che deve fare? Il giorno del matrimonio però si presenta un avvocato che afferma l’esistenza di una presunta moglie.

Ecco cosa era il tarlo.

Lui allora le fa conoscere la moglie, una psicopatica (ovviamente), una pazza che gli ha rovinato la vita. Le propone una convivenza. Troppo facile, pensa lei e ha ragione. Siccome è indipendente, tosta e intelligente fa la valigia e si dilegua nel nulla.  Conosce un bravo ragazzo e le sue due sorelle che le offrono ospitalità e le trovano un lavoro. Lei è felice, tranquilla e crede di aver trovato una famiglia. Il destino a questo punto toglie l’asso dalla manica e le fa scoprire di avere uno zio ricco che sta a Madeira e che morendo le ha lasciato una fortuna immensa.  Finalmente la vendetta contro una sorte all’apparenza crudele. Basta lavori noiosi, sottopagati e poco qualificati, basta vestiti dozzinali, lei è così felice che propone di aiutare economicamente l’amico. Lui però è un religioso che si innamora di lei e la vuole sposare e portarla a fare la cooperante in India. Lei accetta di fare la cooperante ma vuole rimanere single. Lui figurati se si porta dietro una che non gliela darà mai. Litigano e lei capisce che è giunto il momento di andare a cercare l’uomo della sua vita, il gran bastardo che l’ha fatta soffrire ma che ha risvegliato in lei la passione più sfrenata.

Va da lui finalmente vestita come deve essere vestita una donna, cioè bene, e lo ritrova in rovina. La moglie pazza lo ha lasciato sul lastrico dopo aver dato fuoco alla sua casa. E’ pure cieco. Ma lei lo ama lo stesso. Si abbracciano, si baciano, lei, è chiaro, starà sempre con lui, lo ama davvero, non si ferma alla prima avversità. E comunque se dovesse andare male adesso è una donna benestante.

La Bronte è stata davvero geniale.

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9 pensieri su “io e jane eyre

    1. è attualissimo! io trovo che i libri della Bronte e della Austen debbano essere utilizzati come sussidiari per noi donne. Se ci pensi bene siamo ancora al loro punto di partenza. Cmq l’ispirazione mi è venuta vedendo il film che è uscito da poco…..(bellissimo come il film, dubbi?)

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