la filiera corta

Persa  nei miei deliri quotidiani, tempo fa avevo deciso di impegnarmi seriamente a comprare frutta, ortaggi  e prodotti freschi dai vari gas o produttori di filiera. Avevo scaricato indirizzi di posta elettronica, fatto telefonate,  mi ero iscritta a mailing list ma i risultati sono stati penosi.

Non soltanto non possiedo una macchina per raggiungere questi posti, non soltanto non ho il tempo per andare alle riunioni dei GAS, non soltanto non ho la collaborazione del Windsurfista che vivrebbe sostanzialmente con i prodotti in offerta della COOP, ma sono stata talmente troppo tempo fuori di casa che l’unico modo per poter mangiare un minestrone è stato quello ieri di comprarlo surgelato.E non mi dite che dovrei lavorare meno perchè al momento non ho alternative. Se ce le avessi non sarei qui a piangere con la testa dentro un frigorifero vuoto ma sarei a raccogliere le uova dal culo delle galline o ancora meglio a telefonare alla mia governante per dirle di predisporre la ricerca di uova biologiche di allevamento all’aperto (all’aperto, Edna mi raccomando non quello a terra, c’è una grossa differenza). Pensavo che fosse semplice abbandonare i meschini ingranaggi della grande distribuzione ma non sono riuscita ad entrare in quelli della filiera corta.

So che ogni primo sabato del mese c’è un mercato contadino non troppo lontano dal Sobborghino ma finisce sempre che

1. ce lo scordiamo

2. dormiamo troppo, facciamo sesso  e ci alziamo tardissimo

3. siamo altrove, è sabato ecchecavolo

ora per esempio sabato ho fatto il conto sarebbe il giorno del mercatale ma abbiamo prenotato una gita in barca a vela con groupon che non possiamo assolutamente rimandare. E non ditemi che dovevo andarci prima in barca perchè non ci sono riuscitaa causa di Mister X, del Carrozzone, del meteo e del Windsurfista.

La filiera corta rimane un miraggio di filari di vigne rigogliose che scorrono la mattina sotto i miei occhi di pendolare, l’immagine dei due vecchietti che fanno l’orto sotto casa mia e tirano su pomodori, cipolle, addirittura carciofi, i ricordi della mia infanzia  tra le gallinelle americanine con le cui uova  facevo lo zabaione la mattina prima di andare a scuola.

Per adesso continuo la ricerca di un contadino che mi consegni a domicilio la cassetta di prodotti freschi e un giorno, chissà, quando la fortuna deciderà di baciare anche me potrei avere un orto e un pollaio tutto mio.

O anche solo una governante di nome Edna.

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9 pensieri su “la filiera corta

  1. Io ho fatto parte di un gas nel mio ultimo anno pisano. Una figata, forse un po’ rigido su ordini e orari, ma una gran bella esperienza! 🙂
    poi ho provato a fare il “panier bio” a Parigi, ma non è a km 0. ho lasciato perdere, visto che era un po’ un “bio à la con”. almeno pero’ ho un coltivatore diretto al mercato! 🙂

  2. Io credo la ragione numero 2 sia ampiamente sufficiente a scusarti!

    Comunque anche io che il mercato di filiera corta ce l’ho in città due volte al mese me lo scordo spesso e volentieri…

    —Alex

    PS = attenzione al “km zero” a tutti i costi, non sempre è un guadagno in termini ecologici e\o organolettici…

    1. Essere semplicemente dei consumatori consapevoli.
      Gli estremismi sono sempre deleteri.

      Io per esempio non compro frutta ed ortaggi “biologici” per partito preso perché penso che il rischio di ritrovare residui indesiderati, per esempio nell’insalata, sia prossimo allo zero.
      Allo stesso modo però preferisco comprare l’insalata del mercato della filiera corta perché non solo costa meno ma dura in frigo tre volte di più di quella presa al supermercato.
      Insomma, faccio scelte basate sul prezzo e la qualità invece che basandomi sul Km0…
      Se mi venisse voglia di agnello in germania non prenderei certo un prodotto locale che da un punto di vista ecologico è un’idiozia…

      —Alex

    1. è un’ottima idea, io nel mio penso che troverei adepti, ma sono la prima a non aver tempo per curarlo. Avevo pensato persino di farmi un mini orticello in balcone con due gallinelle ma il Windsurfista me lo ha proibito pena la camicia di forza!

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