c’è ancora speranza

Sul treno

Una tipa, iperabbronzata, jeans più sneakers urban-rapper-superalternative giace svaccata con le sue zampone sui sedili. Io, che sto cercando da venti minuti un sedile che non sia lercio tanto da sporcarmi un paio di pantaloni neri che indosso, vorrei prenderla a sberle ma è più grossa di me e quindi taccio.

Mi siedo.

Salgono due tipi, una lei e un lui, amici ma forse colleghi. Lui vede la scena e le dice:

– Scusa, io non vengo a metterti i piedi sul divano a casa tua!-

Standing ovation. La tipa svaccata tira giù i piedi immediatamente

Alle  poste

Sono in fila per spedire dei libri di Mister X ai suoi fans che per tutta l’estate ci hanno tartassato di richieste. E’ il mio turno, mi avvicino con il numerino ma fulminea una vecchia mi si piazza davanti e dice all’impiegata: – Devo spedire questa lettera-. Io sto per prenderla a calci ma mi trattengo, respiro. Sto  zitta. L’impiegata le dice:- Signora lei è la numero 20?- – No, ho il numero per i pagamenti ma ho solo una lettera- – Allora signora vada allo sportello con il suo numero e faccia tutte le operazioni insieme- -Ma ho solo una lettera- continua facendo la tonta. A questo punto, educatamente, intervengo io: – Signora, io ho il numero 20. Lei no. Quindi aspetti il suo turno-

E lei meravigliosamente ha il coraggio di rispondermi:- Ma c’è tanta gente e io ho da fare

Io la guardo e sorridendo con molta dolcezza le rispondo- No signora, lei è una pensionata e quindi non ha niente da fare. Io sì invece come vede. E comunque esistono delle regole e come tali vanno rispettate.-

I presenti mi guardano riconoscenti.

Avanti così, e riprendiamocelo questo paese una volta per tutte.

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10 pensieri su “c’è ancora speranza

  1. Anche se con la tipa del treno avrei usato toni diversi un po’ meno diretti non posso che unirmi alla standing ovation e fartene una per la tua reazione verso la vecchietta delle poste.

    È veramente l’ora di pretendere il rispetto dei nostri diritti ed anche impegnarsi per rispettare quelli degli altri.
    Il cambiamento si attua anche partendo dalle piccole cose di tutti i giorni.

    —Alex

  2. Stx

    Think globally act locally.
    Riprendiamoci il paese palmo a palmo ci sto.
    Non dimentichiamo però che il miglior modo per educare è dare l’esempio (me lo ripeto in continuazione da quando la Duenne vive con noi e ci osserva).

    La povera (maleducata) Vecchietta magari aveva davvero un compito importante (anche se quasi certamente non misurato dal PIL), come accudire il nipotino, perchè mandarlo all’asilo è un lusso.

    Rimandiamola infondo alla fila dunque, con determinazione, certo, ma con garbo e rispetto, senza abbassarci al suo livello: è solo il numero sul bigliettino che sancisce il diritto in questo caso, non l’età, non la maggior utilità sociale.

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