regressione

Da quando sono tornati di moda gli orrifici anni ’80 ho iniziato un processo di regressione che, credo , abbia raggiunto il suo apice con la decisione di comprare tre smalti dai colori vitamici e un gloss arancio ma arancio arancio.

Siccome la regressione comporta, oltre ad ascoltare gruppi pop inutili e tirare fuori certi vestitini marca sasch – comprati nel 1986 che miracolosamente mi entrano ancora- dedicarsi allo shopping di prodottini e vestitini low cost come ai vecchi tempi, mi sono diretta al più trendy dei low cost in fatto di make up ( e notate l’abuso di termini anglo idioti che fa proprio anni 80).

Negli ultimi 15 anni, durante i quali cioè da quell’arruffamento di donna che ero mi sono trasformata in una persona quasi fine e responsabile, ho bazzicato profumerie chic e commesse stitiche che, con pennellini e sorrisini, mi hanno venduto a peso d’oro ombretti a base di cristalli swarosky, ciprie con polveri magiche minerali di certe miniere del deserto del sahara, smalti in puro vinile e altre indicibili cretinerie.

Ambienti soft, luci sparate su specchi impietosi, scatoline sparluccicanti e nomi roboanti generalmente in francese. Voci sussurrate che ti accarezzano soavemente per annunciarti che hai una pelle rovinatissima da iguana centenaria e necessiti di quella cremina con semi di griffonia che costa un pò ma merita. Tu abbagliata dalle luci cosmetiche abbocchi e poi alla cassa ti rendi conto che dovrai nascondere scontrini, estratti conto e packaging a un vigile Windsurfista, che mai e poi mai ammetterà che da iguana ti sei trasformata in succosa pesca grazie a quella specifica crema.

Quindi, dicevamo, in piena regressione sono entrata dentro il negozio trendy low cost e sono stata immediatamente investita da una folla di adolescenti brufolose e completamente impazzite davanti a un’enorme distesa di ombretti e smalti.

Sono impazzita anche io.

Smalti turchesi, gialli e arancio aspettavano solo me. Regredita a 16 anni ma con il budget di una quarantenne. Il peggiore degli incubi.

E  mentre ero indecisa tra due tipi di  ciprie differenti si avvicina la commessa trendy low cost che allegramente indica il mio braccio e mi fa: -Te sei una marocchina, guarda qua che colore! Secondo me questa cipria è perfetta-

E ha ragione.

Indossa una t-shirt nera su due tette improbabili e ha gli occhi scuri valorizzati da un ombretto verde smeraldo incantevole. Non parla, urla, ma mi piace. E’perfettamente inserita nel contesto.

-Senti- le dico-mi fa impazzire il tuo ombretto. Che numero è?- Lei sorride e si illumina, non se la tira, mi conduce allo scaffale degli ombretti e mi porge il verde smeraldo.

Esco con una sacchettata di prodotti , un turchese sulle palpebre e cominico a canticchiare Movin’on dei Novecento.

La regressione è completa.

 

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2 pensieri su “regressione

  1. Non te la prendere che tanto pure io sono nella stessa barca (di età e manie… Ombretti a parte, ovviamente): non sarà che stiamo entrando in una crisi di mezza età da manuale?
    Io la scorsa settimana sono rimasto un’ora intera in un negozio LEGO in germania sbavando davanti alle scatole!!!

    —Alex

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