gattini e calzini

Quando è che ci si accorge che si sta andando troppo di fretta, talmente di fretta che non si bada più nemmeno a ciò che per te è fondamentale?

Quando il giovedì mattina alla stazione del Sobborghino ti guardi i piedi dentro due ballerine Tod’s di vernice nera e ci vedi due piedi in due calzini diversi. Neri entrambi ma assai diversi: uno con piccoli traforini molto bon ton, l’altro decisamente sportivo.

E se sei come sono io una maniaca del dettaglio questa è una disgrazia, un’incredibile iattura.

Per capire che dramma stessi vivendo bisogna risalire alla notte appena passata, una notte in compagnia di gattini. Non quelle cose tenerose che fanno miao, dalle mie parti chiamiamo gattini la svomitazzata.

Ebbene sì, un’intera nottata a vomitare a causa forse di qualcosa che evidentemente non mi ha fatto molto bene. Gattini all night long.

Quando, come uno straccio, mi sono alzata la mattina e invece di fare l’unica cosa intelligente da fare ( e cioè rimanere a letto con la tisana)  ho pulito il bagno disastrato e poi di corsa mi sono vestita, ho afferrato due calzini che nel cassetto in quel momento, con lo stomaco ancora in subbuglio, mi sono sembrati dello stesso paio.

Dato che gli eventi sono sempre legati indissolubilmente da un unico filo, quello della sfiga, era previsto che sarei rimasta a dormire da un’amica a Firenze in quanto Mister X la mattina dopo alle 7 e 30 avrebbe dovuto registrare un programma presso un’emittente locale ed eravamo d’accordo che lo avrei accompagnato.

Immaginatevi: ho la borsa del nuoto con dentro un paio di scarpe col tacco (quindi almeno il venerdì mattina sarei stata decente visto che sono da indossare senza calze e siamo in primavera), la mia borsa  bauletto preferita e decido anche di passare a comprarmi un paio di calzini nel dopolavoro, tutto questo mentre continuo ad avere gattini miagolanti nello stomaco. Purtroppo mi tengono in sede fino alle 19.30 e i negozi quando esco sono tutti chiusi.

E’ finita che stamattina raggiungo il Socio come da programma per avviarci poi insieme in auto verso l’emittente. Piove, sono su una bici con un’orrenda giacca a vento rossa che utilizzo in montagna e quando non ho l’ombrello con me. La mia borsa bauletto preferita è dentro un sacchetto di plastica per non  bagnarsi. Ho ovviamente le ballerine con i calzini perchè fa un freddo porco.

In macchina mi cambio le scarpe e mi metto quelle con il tacco lasciando ballerine e calzini abbandonati sul tappetino del posto passeggero. “perchè ti cambi le scarpe?” mi chiede il Socio “sono poco eleganti” spiego io “e poi ho due calzini diversi” ” tanto non lo nota nessuno figuriamoci  Mister X”.

Mister X notoriamente non bada al proprio abbigliamento e quindi non dovrebbe nemmeno badare a quello altrui. Ma siccome la sfiga mi prende per i fondelli, finita la registrazione,  lui è il primo che entra in macchina e al posto passeggero trova due calzini e due scarpe abbandonate.

Imbarazzo mio, oddio oddio Mister X scusami mi ero cambiata le scarpe.

“e perchè ti sei cambiata le scarpe?” ” perchè ho messo quelle con il tacco un pochino più decenti” ” ma perchè ti sei voluta mettere le scarpe con il tacco?”

Non rispondo,  per fortuna  si parte verso una nota pasticceria poco lontana e il discorso cambia velocemente. All’entrata della pasticceria ci si ferma per fare un paio di telefonate poi mentre parliamo lui abbassa lo sguardo sui miei piedi allunga l’indice e mi fa: “ma quelli?”

Colui che non si accorge delle patacche sulla propria camicia ha notato l’imbarazzante paio di di calzini di me, colei che è quasi sempre perfetta, la nota maniaca del dettaglio.

“Ah ah” rido forzatamente io “ti racconto come mai è success…” ” Guarda che non devi essere imbarazzata, a me succede sempre”, alza i pantaloni e sotto ci sono un orrendo paio di calzini grigio topo. Uguali.  “beh stavolta è andata bene” sorride.

Io sono inorridita.

La pasticceria fa delle ciambelle buonissime, che io adoro, ma mi limito a un cornetto: sono sicura che mi rimarrebbe dello zucchero sul naso e oggi proprio non lo sopporterei.

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8 pensieri su “gattini e calzini

  1. mi sa tanto che “sgattare” e simili sono termini che nascono e muoiono dalle nostre parti… il mio stomaco oggi è in subbuglio per indigestione di polpette (erano venute proprio bene!) ma io sono più Mister X che ondalunga, e nessuno noterebbe se la cosa ha avuto effetti sui vestiti: sembra sempre che abbia pescato le cose dai cassetti rigorosamente a caso!

    1. ondalunga

      sgattare, sgattinare…ah la favella….rende sempre bene l’idea vero?
      per quanto riguarda i calzini, va bene l’imperfezione ma proprio proprio diversi no eh!

  2. Che strano, dalle mie parti (che poi non sono poi così lontane) non c’é nessuna parola che ricorda i gatti per indicare certi disturbi!

    Comunque spero che ti sia rimessa in sesto!

    —Alex

    Ps = Tuttobene??? L’adoro, e non solo per la pasticceria!

    1. Espressione molto molto locale… non penso che l’estensione geografica in cui è utilizzata superi i confini della provincia, anzi, è molto probabile ne non si usi in tutta la provincia 😉

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