le inquietitudini di ondalunga a brxls

Immagino che ci sia una discreta curiosità intorno alla mia permanenza a Bruxelles con Faccia di Chiùlo alle costole.

In effetti sono stati giorni in alcuni momenti assai pesanti e questo non lo avevo previsto, poichè in genere quando sono all’estero sono rilassata che di più non si può. Se poi faccio cose che mi piacciono con persone che mi piacciono risulta ancor più fastidioso scacciare insetti molesti.

Non che io sia particolarmente asociale, ma non sopporto chi si infila nella tua vita e cerca di stravolegere i tuoi ritmi.

Attesa perchè recuperasse la valigia mentre noi avevamo solo un bagaglio a mano . “Faccia di Chiùlo mentre sei qui ad aspettare intanto io vado a prendere il biglietto della navetta così ce  la facciamo a prendere il bus delle 15.15″ ” No aspettate qui, dài, cosa vi costa”. Ci è costato il bus, ci è costato 30 minuti di attesa e mi è costato aver perso un paio di interventi di apertura. E non avevo portato il bagaglio apposta per velocizzare le mie operazioni.

Interruzioni continue durante le plenarie per sapere chi è tizio e chi è caio. Invasioni in conversazioni altrui. Commenti continui sul fatto che in ogni buffet erano presenti troppi latticini.

E i ritardi.

Quelli mi hanno letteralmente mandato fuori di me.

Faccia di Chiùlo siamo in ritardo scendi.

Faccia di Chiùlo c’è già il taxi.

Faccia di Chiùlo abbiamo appuntamento alle 9.

E così via. Cioè, capiamoci, ognuno è libero di arrivare all’ora che gli pare ma non deve costringere gli altri ad essere in ritardo. Il Windsurfista ha sbottato: bisogna viaggiare da soli. Infatti guarda, l’ho invitata io.

Infine i suoi incredibili tentativi di conoscere possibili buoni partiti, il suo abbigliamento curato nei minimi dettagli il sabato sera per la cena di gala non dava adito ad equivoci: gonna in ciniglia blu elettrico lunga ( svelato il mistero della gonna francese), maglia -con perline colorate- nera a collo alto, golfino ceruleo.

Ma se c’è una dea della vendetta, se c’è un aiutino della sorte, se esiste la giustizia, allora forse sabato ho avuto la mia vendetta.

Perchè alla fine qualcuno è stato agganciato.

Perchè alla fine quei pochi momenti di intimità con i miei amici sono stati resi possibili dall’uomo che agganciandola l’ha distratta per pochi attimi.

E non importa se costui è uno dei più noti serial killer del movimento.

Non ho avuto il coraggio di confessarglielo. La vedevo raggiante.

Ed io finalmente mi sono sentita libera.

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6 pensieri su “le inquietitudini di ondalunga a brxls

  1. Io ero tra quelle in attesa del resoconto del viaggio, e concordo col Windsurfista: bisogna viaggiare da soli! Purtroppo però non siamo noi a decidere e nella mia ultima missione in Belgio ero in coppia con una collega, che per fortuna non era una Faccia di Chiulo, ma era comunque perennemente in ritardo… e per me, che al contrario sono sempre in anticipo, è stato l’inferno!!!

  2. Grazie del resoconto, anche io ero in parecchio curioso di sapere come fosse andata a finire… 😉

    Io non amo la solitudine, assolutamente. Sono un animale sociale.
    Però sono anche del parere che le compagnie devono essere scelte, non imposte e soprattutto “compatibili”… Ed è per questo che poi alla fine mi ritrovo sempre solo 😦

    —Alex

    PS = mi raccomando, non dirglielo!

  3. valeriascrive

    io amo la solitudine. A un certo punto devo stare sola.
    essere in compagnia di qualcuno che non mi piace mi trasformerebbe in una iena. Per fortuna che e’ arrivato qualcuno a distrarla!

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