Le vecchiette e il cinema

Andare al cinema di domenica pomeriggio apre interessanti sipari sociologici. Negli ultimi diciamo forse 25 anni non mi è capitato spesso di vedere un film di domenica pomeriggio, e, quando ciò è accaduto, è sempre stato in multiplex alienanti ma che io in fondo in fondo amo per due ragioni: la prima è che hanno i posti numerati e la seconda che i film si vedono sempre bene. Ci aggiungerei una terza: non sentire il Windsurfista che brontola per trovare il parcheggio.

( e non chiedeteci di rinunciare all’auto perché quando vai a vivere nei Sobborghini poi ti devi per forza muovere con l’auto dato che non ci sono mezzi di trasporto alternativi).

Se però sei utente 3 e hai la famosa carta cinema la cosa è diversa. I cinema infatti sono i più disparati nelle più disparate zone circostanti.

Ieri è toccato a una città di provincia e alla sua multisala, un unico cinema diviso in 4 sale di un metro l’uno. Delle vere scatolette.

Il film: Black Swan

Il pubblico: pensate forse trentenni/quarantenni borderline?

No. Un esercito di vecchietti.

Età media 80 anni, il 70%donne. I maschi o sotterrati o abbandonati al loro destino di satrapi casalinghi appiccicati alla tv, magari in mutande con grattata al pacco intermittente.

Queste allegre vecchiette, vestite, truccate, fresche di permanenti, un roteare cicaleccio di borsette, con una vitalità da fare invidia, queste simpatiche signore erano in pole position pronte a correre per le scale ed accapparrarsi il posto migliore. Non solo, siccome era ancora presto, contravvenendo alle regole hanno tolto il nastro di chiusura del passaggio e sono salite con l’aria furbetta.

– Ma che, siamo all’asilo?- ha tuonato uno dei dipendenti del cinema cercando di ripristinare l’ordine.

-Eh- dice una signora ridacchiando- quando si invecchia si torna bambini. E pure bizzosi-

E’ finita che sono riuscite a prendersi i posti migliori.

Io e il Windsurfista appiccicati allo schermo, giurando e spergiurando che mai più difenderemo le piccole sale, abbiamo avuto infine la nostra piccola vendetta.

Mi piacerebbe infatti sapere come hanno retto un film contenente una scena lesbo (fantastica), un Vincent Cassel ambiguo e sempre più sexy, una Portman alienata.

Insomma non proprio un film da ora del tè.

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12 pensieri su “Le vecchiette e il cinema

  1. Forse ha ragione Goldie… 😉

    Comunque devo ancora capire come funziona questa tesserina 3…
    Me l’hanno consegnata venerdì scorso ed ancora non ci ho capito un granché.
    Soprattutto sulla dinamica di come vengono scelti i film…

    —Alex

  2. PS…
    se il cinema è quello che penso, io l’ho bandito dalla mia lista da molto tempo.
    Parcheggio impossibile, poltrone pessime e sale al limite della claustrofobia (tranne una, forse).

    Va bene che paga la tesserina ma il troppo stroppia!!!

    1. ondalunga

      non ci sono dialoghi da oscar…mettiamola così.
      però non è brutto, se piace il genere, a me è piaciuto magari ecco il finale poteva essere sviluppato meglio…ma comunque Cassel…bè…lui merita…

  3. dicksick

    Ringrazia che non abbiano parlato per tutto il tempo del film. Capita anche questo, e il profilo di questo genere di “spettatori?” è proprio quello descritto da te.

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