il vestito, un windsurfista e la dignità delle donne

E’ chiaramente noto che il Windsurfista sul fronte vestiti e scarpe è un taccagno esigentissimo.

Compra una volta ogni 5 anni, pretende roba buona, sta attento alla minima piega di un abito, al taglio, persino alla percentuale del tessuto, ma cercando di spendere il meno possibile. Che non è mai facile. Oserei dire impensabile.

Stavolta il matrimonio è di famiglia -sua peraltro- e non potrà presentarsi con le solite cose messe e rimesse. Con la madre alle calcagna che gli sfiata sul collo di comprarsi un vestito, pronta all’arrembaggio in caso il figlio si presentasse al matrimonio con una roba vecchia e inguardabile, assicurandosi più volte tramite telefonate nascoste che io lo accompagnassi, stamattina di buon’ora siamo andati all’outlet di Barberino.

Io ridevo già in auto.

La cosa che oltretutto mi manda in bestia è che il Windsurfista è bello, ha un bel corpo e addosso a lui non ho mai e dico mai visto un vestito fare difetto. Non capisco quest’ansia di spendere per un bell’abito una volta ogni morte di papa.  Letterale tra l’altro se penso che il suo bellissimo abito Richmond lo comprò che Giovanni Paolo II era in vita e girava il mondo.

Una mattinata pesante. Io maligna, cattiva dentro, e assolutamente propensa a non farmi tacciare dal Windsurfista di essere una che spende subito e tanto, non ho fatto alcun commento. Non ho soffiato una sillaba ma l’ho malvagiamente fatto entrare subito da Pignatelli.

Dove una commessa dalla tendenza a mettere un pò troppo le mani addosso ai windsurfisti altrui gli ha fatto provare un vestito che francamente era bello. Perfetto. Lui è perfetto. Ma mi sono morsa la lingua, non ho nemmeno litigato con la commessa smaneggiona, ho solo seguito il Windsurfista per tutto l’outlet a cercare qualcosa che se non proprio uguale assomigliasse leggermente come qualità, come taglio, come riuscita a quel vestito ma attenzione bene almeno a 1/3 del prezzo dell’altro.

Ah ah.

La giornata si è conclusa con l’acquisto dell’abito, di una camicia e persino di una fantastica cravatta nel primo negozio. Momenti di tensione alla cassa al momento di strisciare la carta ma ho vinto. La bellezza ha vinto. Il buonsenso ha vinto. Soprattutto Pignatelli ha vinto.

Nel mentre che, io ho avuto il tempo di trovare la borsa che da parecchio cercavo, l’acquisto che mi stavo lasciando da parte per troppo tempo. Una borsa di quelle che durano la vita per intenderci.

Il Windsurfista non ha nemmeno commentato. Non so se per la fame, era già l’una, o perchè effettivamente la borsa era così bella che non poteva commentare.

Più tardi in auto io sono pensierosa, mi mordo il labbro inferiore,il Windsurfista mi chiede :- Che hai, ripensamenti?-

– No, pensavo che domani non ho per niente voglia di andare alla manifestazione-

– Non te ne frega niente della manifestazione e ti sei appena comprata una borsa di Borbonese, io fossi in te comincerei a pormi delle domande-

Eh già, la dignità di noi donne.

Comunque a domani, in piazza, magari con la borsa.

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8 pensieri su “il vestito, un windsurfista e la dignità delle donne

  1. Io invece adorerei andare ai matrimoni ed occasioni similari, scusa ideale per svecchiare il guardaroba senza sentirsi troppo in colpa ma siccome poi non trovo mai quello che mi piace\mi sta bene, finisco per andare in paranoia e non essere mai contento.

    —Alex

    PS = sei andata poi o la borsa ha avuto la meglio?

  2. ondalunga

    Io tendo a mettere roba usata ai matrimoni, non so perchè ma più il tempo passa più mi sembra uno spreco spenderci dei soldi ma nel caso del post era inevitabile.
    Alex, ci sono andata alla manifestazione. Non sono così cinica. 🙂

  3. Ma la borsa di borbonese a barberino in che negozio la vendono??..cmq l’anno scorso di questi periodo da scervino street ho comprato un cappottino a 148 euro..che il prezzo originale era di 1200euri!e metti caso c’avessi avuto i soldi e mi fosse capitato di comprarlo a prezzo pieno..beh..oltre ad indignarmi gli avrei rotto un po’ le vetrine…ma giusto un po!

    Anch’io ho manifestato!

  4. io invece detesto dover comprare vestiti e andare per negozi… quando un paio di pantaloni è troppo logoro per andare avanti se potessi manderei ancora la mamma con quelli vecchi in mano per trovarne un paio della stessa misura senza neppure doverlo provare… sono irrecuperabile!

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