L’albero della discordia

Come è noto il Windsurfista odia il Natale.

Odia le decorazioni, odia le canzoncine, odia la pubblicità natalizia, odia il casino isterico che si forma nelle città, odia pianificare pranzi  cene.

Tutti gli anni, e vi assicuro tutti, litighiamo dall’8 dicembre in poi perché io invece sono una di quelle persone che amano decorare, illuminare, impacchettare e impastare dolci natalizi (a questo proposito in un negozio fantastico a Columbus Circle ho piantato una grana pazzesca perchè lui mi ha impedito di comperare la confezione con tutto l’occorrente , comprese le forme, per fare la casetta di pan di zenzero!).

Insomma, quest’anno siamo rimasti senza albero perché il pinetto preso 3 anni fa e vissuto felicemente sul terrazzo, nonostante fosse etichettato come “albero da riciclare” (in casa Ondalunga siamo famosi per salvare piante, gatti, uccellini, fiori, lucertole ecc. ormai destinati a morte certa), quest’estate ha preso una razzata di caldo ed è morto stecchito. Non vi dico io il dispiacere. Ma pazienza, era destinato alla caldaia di non so quale istituzione toscana . Almeno per un poco  si è goduto i pettirossi che ci si appollaiavano sopra.

Ad ogni modo io ero per il classico albero di plastica e dopo svariati litigi “in questa casa non c’è spazio”  e stupide alternative ” decora l’ibiscus”, alla fine con la scusa di dover comprare materiale per fare i dolci natalizi ( cioè svariati pacchi di farina e zucchero) l’ho trascinato all’ipermercato e lì, l’uomo che dice no al Natale, l’uomo che sparerebbe a Santa Klaus e si farebbe lo spezzatino con le sue renne, l’uomo che compra panettoni solo con lo sconto, ebbene lui ha deciso che quel pino era il nostro pino e lo ha comprato. Così ho di nuovo da aspirare aghi di pino ogni giorno, da rinvasarlo con una temperatura che oscilla dai -2 allo 0°, ma non mi lamento. Giuro non mi lamento. Solo, spero di non affezionarmici troppo.

Intanto stamani lui è a casa a lavorare perché io mi sono portata via tutte le chiavi inavvertitamente e non ha potuto prendere l’auto dal garage. Rimarrà tutto il giorno in compagnia del nuovo amico obbligato. Del nuovo scomodo coinquilino, dell’odiato amato albero della discordia.

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6 pensieri su “L’albero della discordia

  1. Io sono esattamente come il Windsurfista: odio questa stupida pagliacciata delle decorazioni, dello shopping selvaggio, dell’albero e tutti gli annessi e connessi.

    Solidarietà piena ed incondizionata!

    —Alex

  2. ondalunga

    Zion: lo volevo fare! potevo piantarlo anche lungo il fiume, un albero n più non fa mai male ma da sola era complicato e QUALCUNO non ha voluto aiutarmi sgrunt
    Alex: uff!

  3. Stx

    Purtroppo io le balle natalizie me le bevo tutte e con gioia.
    Quest’anno abbiamo addirittura decorato l’albero con biscotti di pan di zenzero fatti in casa con contorno di fuoco scoppiettante nel camino e canzoncine di Natale.
    Per la casina di pan di zenzero.. puoi sempre optare per Ikea: ne vende una prefabbricata, molto carina.

  4. assomiglio molto anche io al Windsurfista, se escludi che quest’anno ho fatto qualche piccolo regalo (che ho confezionato io) per gli amici più cari.. fino all’anno scorso non facevo nemmeno regali, ma donavo quanto avrei speso in beneficenza. Quest’anno mi sono un po’ ammorbidita con questa festa e oltre al mio contributo ad un’associazione in cui credo molto, ho pensato che ai miei amici avrebbe fatto piacere non ricevere solo un “auguri”

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